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Ritorno alle origini. analisi di un fenomeno in forte sviluppo nel mercato turistico

a cura di Enrica Lemmi e Francesco Pinagli - Report Finale Progetto SCORE! Support to Capacities for tOurism of Returning Emigrants

(Sassalbo, 16 Lug 16) "L'emigrazione dai monti è storia di oltre un secolo ed è un tratto del presente nelle terre più alte dell'Appennino. La storia rimanda a un tempo di famiglie numerose e prive di mezzi. Il presente è nella solitudine che si respira davanti a case abbandonate, finestre sempre chiuse, rarefazione di presenza umana, assenza di bambini. E' possibile trarre da tutto questo frutti positivi? Di vita, di economia, di sentimenti?
Sì, se non ci si limita alla memoria e alla nostalgia.
Sì, se si recupera la conoscenza.
Sì, se si riallacciano rapporti familiari umani.
Sì, se si fa leva sui valori, sui sentimenti, sull'affezione e sulle capacitazioni accresciute di chi se ne è andato. "

Ci sono radici che non muoiono e possono dare frutti in tempi, luoghi e modi diversi e "Ritorno alle origini", la nuova pubblicazione dell'Unione Comuni della Garfagnana curata da Enrica Lemmi e Francesco Pinagli, ne esplora molte, analizzando il forte sviluppo del turismo di ritorno con il rapporto finale di "Score! Support to Capacities for tOurism of Returning Emigrants", il progetto Erasmus + finanziato dalla Commissione Europea.
Il rapporto, integralmente tradotto in inglese, spagnolo e portoghese, analizza il turismo di ritorno a livello nazionale ed internazionale, e precisa poi i contorni del fenomeno migratorio in Garfagnana, stimando il potenziale bacino d'utenza collegato al turismo di ritorno e passando in rassegna i progetti della Banca dell'identità e della Memoria e di Parco Appennino nel Mondo, a supporto straordinario del fenomeno sul territorio, e si conclude con una ricca appendice di contenuti iconografici, dal web e social network.

"… la parola "turismo" è asfittica e insufficiente per descrivere la pienezza di esperienze di questo genere. Può servire invece a costruire circuiti economici, avviare imprenditorialità, rafforzare la resilienza, costruire una vitalità proprio laddove - in Appennino - ce n'è tanto bisogno.
Mi auguro vivamente che questo libro, del quale ringrazio gli autori,  sia letto e aiuti molte persone e l'insieme dei poteri locali e regionali a credere di più e investire in questa idea, che può rendere i borghi dell'Appennino un po' più ricchi, non solo di lavoro e reddito economico, ma anche di presenze umane che, essendo venute meno, si sentono mancare più di ogni altra cosa.
Fausto Giovanelli - presidente Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano"

 
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