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Parco Nazionale Arcipelago Toscano

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Percorso del Monte Serra

A piedi         Elevato interesse: flora Elevato interesse: fauna Elevato interesse: panorama Elevato interesse: religione 
  • Partenza: Loc. Aia di Cacio, Rio nell'Elba
  • Arrivo: Loc. Aia di Cacio, Rio nell'Elba
  • Tempo di percorrenza: 1 ore
  • Lunghezza: 2.4 km
  • Dislivello: in salita 140 m

Il breve percorso ad anello inizia e termina in località Aia di Cacio, in una piazzola panoramica, distante 2 km da Rio nell'Elba. Da qui parte anche il sentiero n. 201 per la spiaggia di Nisporto e passa la GTE. L'itinerario, che segue il circolare sentiero n. 202 in senso antiorario, è inizialmente pianeggiante e parallelo alla via di accesso all'Orto dei Semplici presso l'eremo di Santa Caterina che possiamo vedere più a valle. Dopo pochi minuti di cammino si scorge, tra i cipressi, il campanile della chiesetta dell'Eremo omonimo. Si cammina sul fianco sud orientale del Monte Serra, dove la vegetazione bassa e rada si adatta al terreno roccioso. Lo sguardo può spaziare sull'ampia valle che unisce l'abitato di Rio nell'Elba a quello di Rio Marina, qui fino all'800 si trovavano 22 mulini, ora in rovina, segno dell'intensa attività agricola.
Nella stagione estiva, tra le poche specie fiorite, risaltano i cespugli di dafne dai piccoli fiori bianchi, la cui presenza indica che la zona è stata precedentemente percorsa da incendio. La particolarità di questa specie ittiotossica, all'Elba conosciuta con il nome di "patello", deriva dal fatto che in passato era utilizzata per pescare le anguille nei fossi, da cui l'espressione di "appatellare l'acqua". Prima dell'inizio della salita appare all'improvviso, in posizione dominante, la Torre del Giove. Dopo aver percorso un breve crinale si giunge alla sommità del Monte Serra, uno dei punti più panoramici di tutta l'isola: seguendo con lo sguardo i rilievi, verso sud si scorge la fortezza del Volterraio, sui due lati Monte Strega e Cima del Monte, sullo sfondo, dietro al Monte Calamita, appare l'isola di Montecristo, ad est l'isola del Giglio, il Canale di Piombino con gli isolotti di Cerboli e Palmaiola e, in primo piano, Monte Grosso. Se si guarda verso occidente in lontananza si intravedono Capraia e Corsica, più vicino la rada di Portoferraio, la penisola dell'Enfola protesa verso il mare ed il massiccio del Monte Capanne. Questo percorso è interessante dal punto di vista naturalistico poiché, nella tarda estate, si possono ammirare i rapaci in migrazione verso sud. In particolare è frequente osservare il passaggio di falchi pecchiaioli, di falchi di palude e di sparvieri. Tutto l'anno, invece, si possono avvistare il gheppio e il falco pellegrino, che nidificano nelle vicine scogliere. Il cammino riprende percorrendo uno spartiacque. Qui è possibile notare, prima di ritornare al punto di partenza, la particolare forma tondeggiante delle chiome dei bassi lentischi, che si riparano così dall'esposizione al vento. Sui versanti esposti a nord-ovest, si trova una lecceta.

 
 
 
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