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Sabaudia, moria di pesci nel bacino di Paola

Il problema del ricambio d'acqua si trascina da anni

(07 Set 15) Quanti si sono recati in giornata in spiaggia a Sabaudia, attraversando ponte Giovanni XXIII, quello che collega il centro cittadino con il lido, sono stati investiti da miasmi provenienti dal lago. Sulle sponde del bacino di Paola si sono accatastati migliaia di piccoli pesci morti, andati ben presto in putrefazione. Un fenomeno che si è concentrato attorno ai circoli remieri, ma che ha colpito gran parte dello specchio acqueo, che torna così a creare disagi alla stagione balneare in una delle mete più ambite dai vip.

A luglio acqua putrida proveniente sempre dal lago, tramite il canale Caterattino, era finita in mare. Una enorme chiazza nera che aveva costretto i bagnanti alla fuga e scatenato la rabbia dei titolari degli stabilimenti balneari. Il Comune era poi intervenuto, assicurando che un sistema di pompaggio a largo avrebbe evitato il ripetersi del fenomeno. Ora la morìa di pesci, preceduta qualche settimana fa da quella dei granchi. E sempre per un problema di ossigenazione del bacino lacustre.

Il problema del ricambio d'acqua si trascina da anni e, essendo tra l'altro il lago di proprietà privata, non trova soluzione. Le morie di pesci e i fenomeni di eutrofizzazione sono così ricorrenti, costringendo quanti vivono attorno al lago, compresi i vip delle ville o quanti affittano a cifre da capogiro le lussuose dimore per l'estate, a convivere con i miasmi.


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Fonte: La Repubblica Roma

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