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Lago di Paola a Sabaudia suddiviso in lotti per questioni ereditarie, allarme di Legambiente

(04 Nov 20)  

 

«L'istanza di divisione in lotti del Lago di Paola e dei suoi canali mette in serio repentaglio l'integrità di uno degli ambienti più importanti del Parco Nazionale del Circeo». L'allarme arriva da Legambiente che si dive «contraria a qualunque ipotesi che possa mettere a rischio la tutela della Zona Speciale di Conservazione posta protezione di un importante complesso archeologico ed ambientale». « La notizia riguardante la richiesta, avanzata al Tribunale di Roma, di divisione in lotti del Lago di Paola e dei suoi canali tramite una banale richiesta di quota ereditaria, preoccupa per i risvolti che potrebbero derivare dall'ammissione di tale istanza - spiegano gli ambientalisti - Il progetto di divisione in lotti del bacino lacustre che, ricordiamo, rappresenta uno dei 4 laghi costieri del Parco Nazionale del Circeo nonché area umida di interesse internazionale, potrebbe avere ripercussioni negative su un ambiente di grande importanza per l'intera area protetta, soprattutto per il rischio di possibili speculazioni che potrebbero verificarsi».

Legambiente ricorda che sul lago «si stratificano una serie di vincoli e di normative, a carattere nazionale ed internazionale, che non solo ne sanciscono l'enorme valore conservazionistico per specie animali, vegetali ed habitat di interesse comunitario, ma che impediscono di fatto attività e fattori di pressione incompatibili con lo stato di conservazione dei luoghi».

« Nello specifico, si tratta di un sito di importanza comunitaria ai sensi, tra le altre, della Direttiva Comunitaria 92/43/CEE (con sovrapposizione a sua volta di due aree di interesse: ZPS e ZSC già SIC), è zona umida di valore internazionale ai sensi della convenzione di Ramsar, è Riserva della Biosfera MAB-UNESCO ed è, infine, parte integrante del Parco Nazionale del Circeo - elencano gli albientalisti del circolo Larus - A tutto ciò si deve aggiungere il parere espresso, nello scorso mese di febbraio, dalla Regione Lazio che sanciva l'impossibilità di procedere alla separazione del bacino lacustre dai canali emissari e dalle foci, richiamando la necessità di osservare il rispetto tanto della legge regionale 38/99 quanto del Dpr n.380/2001. Parere che, a quanto sembra, non è stato minimamente preso in considerazione».

Per questo il Circolo Larus di Sabaudia «esprime  grande preoccupazione relativamente alla possibilità del venire meno di una gestione unitaria di alcuni aspetti fondamentali che riguardano il lago stesso (ad esempio i flussi di marea e non solo), cosa che potrebbe rischiare di compromettere l'unicità e il bilanciamento ambientale del lago: la connessione funzionale esistente tra il bacino e i canali si basa su un equilibrio quanto mai delicato e, un suo venir meno, comporterebbe un compromissione delle misure di conservazione generali e sito specifiche vigenti che sono fondamentali per il mantenimento del suo status».

Il provvedimento potrebbe avere inoltre ripercussioni negative anche «sul percorso, appena intrapreso, del "contratto di lago" che vede partecipi, attorno ad un tavolo di discussione, attori territoriali portatori di interessi diversi ma che condividono la necessità della salvaguardia dei valori naturalistici e storico-archeologici dell'area in oggetto».  Legambiente fa appello «agli enti ed alle istituzioni locali affinché prendano posizione sulla vicenda che, per la sua delicatezza ed importanza, va al di là di semplici questioni ereditarie ma coinvolge l'intera comunità locale per le ripercussioni che le scelte che verranno fatte sul sito, potranno avere in senso più ampio generale. Il Circolo, dal canto suo, nell'auspicare il mantenimento dell'unicità gestionale del bacino, si riserva la possibilità di ulteriori e future azioni contro infrazioni del diritto comunitario a tutela della zona speciale di conservazione».





 

 


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Fonte: Il Messaggero

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