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Parco del Circeo, attuazione piano di controllo del Daino: necessario intervenire ma senza soluzioni cruente

(24 Nov 20)  

A distanza di mesi, si continua a discutere sull'attuazione del piano gestionale di controllo del daino da parte dell'Ente Parco. Una vicenda che ha fatto parlare molto, tanto da catturare anche l'attenzione del Tg satirico "Striscia La Notizia" che, nello scorso gennaio, gli dedicò proprio un servizio speciale.

Come si legge in una nota inviata dall'Ente Parco, la biodiversità della Foresta Demaniale del Parco Nazionale del Circeo è in pericolo: i recenti monitoraggi confermano una situazione allarmante che necessita di interventi urgenti per la salute e la conservazione dell'intero ecosistema.

Tra le principali cause dello stato di sofferenza figura l'impatto della popolazione di daino che, allo stato attuale, ha raggiunto una densità di popolazione molto elevata tale da determinare importanti danni al soprassuolo boschivo e alla rinnovazione forestale. Secondo l'ultima stima complessiva realizzata quest'anno la consistenza dei daini all'interno della Foresta demaniale è pari a 1767 con un aumento del 39% della popolazione rispetto a 5 anni fa. L'elevato pascolo e l'alta pressione di brucatura determinano una riduzione nella ricchezza delle comunità biologiche ed una perdita della qualità dell'habitat che può portare anche a diffuse estinzioni a scala locale di specie vegetali di pregio. Gli effetti negativi si ripercuotono, ovviamente, su tutto l'ecosistema.

Tutto ciò rende quindi necessario e urgente l'intervento dell'Ente Parco la cui priorità è proprio la tutela della biodiversità, ed è in quest'ottica che proseguono le attività legate al Piano gestionale di controllo del daino nella Foresta Demaniale il cui obiettivo è, appunto, la riduzione della densità di popolazione e che prevede diversi scenari di attuazione. L'Ente Parco, darà priorità alle soluzioni non cruente, quali la traslocazione dei capi sterilizzati in recinti a scopo ornamentale (cosiddette "adozioni") o la traslocazione dei capi all'interno di recinti in aziende agri-turistico-venatorie. Se ciò non dovesse essere sufficiente a raggiungere gli obiettivi condivisi anche con il Ministero dell'Ambiente, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e la Regione Lazio, l'Ente Parco metterà in atto anche altre soluzioni – che seppure sembrino più drastiche – sono, peraltro, già messe in campo in altre Aree Protette per la gestione degli squilibri ecologici causati da elevate densità di alcune specie. Prossimamente saranno pubblicati i bandi per l'attuazione delle diverse attività.

 

 



 


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Fonte: www.latina24ore.it

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