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Parco Nazionale del Gargano



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  Notiziario Ufficiale del Parco Nazionale del Gargano
Anno V - Numero 2 - Febbraio 2003

Foto panoramica parco

Il piano del Parco al vaglio degli Enti Pubblici

“Il Piano del Parco rappresenta lo strumento fondamentale per dare regole certe ai cittadini ed agli operatori di tutto il Gargano”. Lo ha detto il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, Matteo Fusilli, durante il primo dei sei incontri tematici tenutosi tra Monte Sant’Angelo e San Giovanni Rotondo. Nonostante le avverse condizioni meteorologiche, nutrita è stata la partecipazione di sindaci, assessori, operatori turistici, agricoli e tecnici riuniti al tavolo tecnico ad ascoltare i componenti del Gruppo di studio facenti capo all’Agriconsulting, società leader nel settore, che si occupa di pianificazione territoriale.
“Nel Gargano – ha detto la dott.ssa Maria Laura Fabbri, coordinatrice del gruppo di studio – abbiamo trovato la presenza più compatta, questo ci riempie di orgoglio e ci fa capire che in questo Parco c’è voglia di fare. Un presupposto essenziale per avviare il cammino e che aiuta tutti noi a raggiungere quanto prima gli obiettivi prefissati”.
Il prof. Roberto Gambino, del Politecnico di Torino rivolgendosi agli amministratori ha affermato che “è giunto il momento per tutta l’area garganica di costruire uno strumento che non sia una gabbia di vincoli, ma un sistema regolativo basato sulla continua cooperazione dei soggetti operanti nel territorio in grado di interagire con gli altri strumenti presenti nelle diverse realtà comunali”. Per il prof. Luigi Boitani, dell’Università La Sapienza di Roma, un ruolo importante lo giocherà la biodiversità presente nel Parco del Gargano. “Dobbiamo essere tutti consapevoli che per conservare il paesaggio è importante conservare la biodiversità, cioè quel fattore che determina il paesaggio. E la biodiversità si protegge solo con certe azioni di conservazione. Non dimentichiamo che il Gargano è un’area di conservazione nonostante la grande antropizzazione che ha caratterizzato il territorio negli anni”.
Gli amministratori presenti hanno così potuto analizzare e confrontare le varie esigenze del territorio che da decenni attende una pianificazione organica.
“È una necessità avere subito il Piano – ha detto il Presidente della Comunità Montana del Gargano, Antonio Mazzamurro – per la programmazione e lo sviluppo del territorio. Questa sinergia creata e voluta da amministrazioni comunali ed enti sovraccomunali, non è altro che il frutto di quello che ci eravamo prefissati alcuni anni fa, ovvero trovare il giusto equilibrio sul territorio per fare del Gargano un buon prodotto da vendere”.
Per il Sindaco di Carpino, Mario Trombetta, il Gargano è arrivato al giro di boa. “Il Piano è uno strumento importante per tutti i nostri comuni che mai come oggi hanno bisogno di regole nuove per la salvaguardia. Invito tutti i miei colleghi, alla massima collaborazione e partecipazione”. Pienamente d’accordo anche Luigina Totaro, Assessore al turismo del Comune di Mattinata. “Però attenzione, non basta solo salvaguardare la biodiversità. È necessario anche contemperare le esigenze degli abitanti del Parco”. Vito Zuccarino, Sindaco di Apricena, il comune ultimo arrivato in questa grande famiglia. “Non ci pentiamo di aver voluto inserire il nostro comune nel Parco, e non siamo solo noi amministratori a dirlo. Sono i semplici cittadini, gli agricoltori, gli allevatori. Con il Piano del Parco avvieremo un’azione strategica che può far solo bene a tutto il nostro Gargano”. Per Carlo Nobile, Assessore al turismo del Comune di Vieste “il Parco è ormai diventato patrimonio della coscienza collettiva. Se rispetto a dieci anni fa siamo riusciti a fare “sistema” il merito è soprattutto di chi ha saputo gestire il Parco di cui condivido tantissimo la metodologia per arrivare alla redazione del Piano”. L’Assessore alle attività produttive del Comune di Manfredonia Luca D’Errico, invece, vuole rivedere il perimetro. “Superate le ostilità iniziali sarebbe logico riflettere sulla perimetrazione, eliminando le macchie di leopardo. Tutto questo anche a beneficio dei cittadini che ancora oggi non sanno riconoscere se si trovano in area parco o meno. E poi non è giusto che i cacciatori sparino al confine tra l’area parco e una zona contigua con il piede fuori e il fucile dentro, come avviene nelle zone umide di Manfredonia”. Mentre per l’Assessore alle Attività produttive del Comune di Monte Sant’Angelo, Luigi Mazzamurro, “c’è bisogno di lavorare ancora molto per recuperare l’identità storico-culturale della Montagna del Sole”. Il Gargano c’è e vuole lavorare in armonia.

Saverio Serlenga