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Le marmotte del Parco tra le protagoniste della conferenza di Animal Behavior

La ricerca ad Orvieille verrà presentata online all’evento annuale. Con il 5x1000 del 2019 raccolti quasi 134.000 euro per continuare gli studi

(Torino, 18 Ago 20) Le marmotte di Orvieille, Valsavarenche, cuore del Parco Nazionale Gran Paradiso, saranno tra le protagoniste "virtuali" della conferenza Animal Behavior Live, che si terrà online il prossimo 20 e 21 agosto sul canale Youtube dedicato(link is external).

La conferenza internazionale ospita numerosi interventi incentrati sul comportamento e sull'ecologia di diverse specie, nello spazio dedicato alla ricerca sulla marmotta verranno illustrati i risultati ottenuti nell'indagine su quali variabili ecologiche e ambientali influenzano la distribuzione di questa specie.

Nelle ricerche è stato notato che, mentre l'habitat considerato ideale a questa specie sulla base delle sue esigenze ecologiche è la prateria di alta quota, le marmotte si possono osservare anche a fondo valle e a quote particolarmente elevate così come ai margini delle zone boscate; queste peraltro sono aree in aumento a causa dell'abbandono dei pascoli e del cambio climatico.

Con i dati ricavati dal 2006 a oggi, i ricercatori stanno indagando quali siano i benefici e i costi di vivere in aree ecologicamente così opposte ed estreme. In un lavoro pubblicato nel 2016 alcuni ricercatori hanno dimostrato come vivendo a quote elevate l'habitat è sì più severo (pensiamo alle temperature più rigide, alla scarsità di vegetazione) ma le marmotte hanno una carica parassitaria minore: questo, ma non solo, si traduce in una sorta di compensazione che permette alle marmotte di abitare fino ai 3.000 metri di altitudine.

In un'altra ricerca in corso è stato notato come le zone limitrofe al bosco, habitat chiamati marginali perché caratterizzati da minor risorse e un ambiente eterogeneo, le marmotte abbiano una sopravvivenza uguale o maggiore delle marmotte che abitano la piena prateria alpina. Perché? Le ipotesi sono due: una minor predazione da parte dell'aquila, potente predatore che colpisce tutte le classi di età delle marmotte, e una minore competizione intraspecifica: con meno passaggio di individui solitari in cerca di territori da conquistare, i gruppi famigliari vicini alle zone di bosco sarebbero più stabili e questo garantirebbe una sopravvivenza maggiore a tutti i membri del gruppo.

La ricerca sulla marmotta alpina, organizzata e svolta nel Parco a Orvieille, è finanziata anche grazie ai fondi ottenuti con il 5x1000, di cui recentemente sono stati diffusi gli importi ottenuti nel 2019, pari a 133.761 euro. Questi risultati saranno presentati alla conferenza online, ma altri ne arriveranno nei prossimi anni grazie alla ricerca del Parco e proprio alle donazioni del 5 per 1000 per la ricerca scientifica (www.pngp.it/5x1000). Tra i compiti della ricerca c'è anche quello di presentare e di pubblicare il prodotto del lavoro di raccolta e analisi dei dati, così da condividere i metodi e i risultati ottenuti con la comunità internazionale di settore e contribuire a una maggiore conoscenza del soggetto studiato.

Foto di Dario De Siena
 
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