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Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Il Parco contro l’espansione del Senecio africano

(Assergi, 31 Lug 19) Il Senecio africano (Senecio inaequidens) è in piena fioritura. 
Questa pianta non autoctona, proveniente dal Sud Africa, sta rapidamente colonizzando tutto il territorio nazionale e il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga si sta fortemente impegnando per il suo contenimento.

Attualmente il senecio è rimasto in buona parte confinato agli ambienti già degradati, come i margini stradali o zone interessate da movimentazioni del terreno, ma è stato osservato come, negli ultimi anni, la pianta tenda ad invadere anche i pascoli naturali, soppiantando la vegetazione naturale e alterando dunque sensibilmente sia l'ecosistema che il paesaggio.

Questa pianta invasiva contiene degli alcaloidi tossici che potrebbero ritrovarsi nel latte e nel miele. L'Ente Parco, primo Ente in Italia ad intraprendere azioni concrete per il contenimento della specie, intende contrastarne tempestivamente la diffusione, prima che diventi un problema reale per le aziende e per l'economia agropastorale del territorio. Si sottolinea che ad oggi non sono stati rilevati casi di contaminazione, ma che la specie è in rapida diffusione in ambiente di pascolo; l'impegno ad impedirne la diffusione all'interno dell'Area Protetta, conferirà un valore aggiunto di salubrità e sicurezza ai prodotti agroalimentari del Parco. Si sottolinea infatti che il Senecio è presente tanto dentro quanto fuori l'Area Protetta.

Negli scorsi anni, grazie ad un finanziamento del Ministero dell'Ambiente, è stata effettuata l'estirpazione su circa 300 ettari di territorio. Ad una prima verifica, l'azione è risultata estremamente efficace e questo fa ben sperare nel buon esito della campagna intrapresa.

Con l'occasione è stato messo a punto un protocollo di contenimento, compresa una sperimentazione con l'utilizzo di erbicidi (solo per determinate aree), una densa campagna di informazione e un primo controllo sui prodotti alimentari potenzialmente a rischio.

Affinché tali azioni siano efficaci, occorre che la popolazione prenda coscienza del problema e collabori con le istituzioni, salvaguardando e valorizzando la qualità dei prodotti delle aziende zootecniche ed apistiche, oltreché l'integrità della biodiversità del proprio territorio.
In via cautelativa, si raccomanda agli allevatori:

  • Di controllare che il fieno somministrato al bestiame non contenga senecio,
  • Di evitare di far pascolare il bestiame su pascoli invasi da senecio,
  • Di evitare di posizionare arnie molto vicine ad aree ad alta concentrazione di senecio,
  • Di evitare il transito di pecore in aree con senecio in fase di fruttificazione (da luglio a novembre),
  • Di effettuare gli sfalci per la manutenzione di aree verdi prima della fruttificazione (entro giugno)
  • se possibile, di sradicare le piante, facendo attenzione ad asportare anche la radice e lasciandole in loco

Sul sito del Parco (http://www.gransassolagapark.it/pagina.php?id=334) sono disponibili approfondimenti , immagini e i risultati della campagna di contenimento. Per qualsiasi informazione o segnalazione, si prega di contattare gli uffici del Parco.
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