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I parchi nella nuova politica di coesione 2021-2027

Intervento del Presidente Salvatore Gabriele

(Pantelleria, 18 Feb 21) Il Presidente del Parco Nazionale "Isola di Pantelleria", Salvatore Gino Gabriele, nel suo intervento al webinar "I parchi nella nuova politica di coesione 21-27", organizzato da Europarc, ha sottolineato con forza la necessità di uscire da una visione centralistica  per andare, sui territori, verso la gestione di politiche attive finalizzate a fondare un percorso virtuoso, a maggior ragione oggi di fronte alla crisi economica che si sta affrontando.

"Stiamo parlando di una grande sfida che dobbiamo cogliere rispetto ai vari temi che sono al centro delle nuove politiche attive sia dell'Unione Europea che dell'Italia a partire dagli ultimi eventi del nuovo governo Draghi. Siamo l'ultimo Parco costruito in Italia nel 2016, un travaglio faticoso durato circa 10 anni, legato spesse volte a tragedie consumate a danno dell'ambiente.  Per raggiungere i temi della sostenibilità e della transizione ecologica – ha spiegato il Presidente Gabriele - abbiamo bisogno fortemente che le azioni partano dal basso ed uscire da una visione centralistica di una governance dei parti che si è vista da parte del  Governo e del Ministero dell'Ambiente. Ad esempio i primi limiti li abbiamo visti con gli interventi cospicui con cui il Ministero ha costituite le famose ZEA, che dovrebbero essere un collante sul territorio, a maggior ragione con l'odierna crisi economica, ma che di fatto affidano al Parco la sola funzione di supervisione del percorso anziché  avvicinare ciò che già nei Parchi si sta attuando, rispetto alle politiche e alle strategie di condivisione con i territori. In questo modo non si fa altro che allontanare un modello che invece dovrebbe  vedere una progettualità   di transizione ecologica e di sostenibilità fortemente legata ai territori che si gestiscono e che vanno letti con attenzione nel rispetto delle varie identità. Avevamo proposto che i Parchi avessero una posizione prioritaria nella attuazione delle ZEA, entrando nel modello di gestione economica  proprio per essere concretamente e significativamente a fianco dei nostri agricoltori. Ci sono state difficoltà nel corpo centrale del sistema  che gestisce la governance dei ministeri e quindi non c'è stato sviluppo. Diversamente ciascuno di noi fa una parte ma non si condivide una strategia unitaria, per regolare l'attrazione dei flussi finanziari, rischiando di disperderli e di non raggiungere quindi le finalità per cui sono stati progettati. Non mi riferisco a Pantelleria dove il Parco comprende un solo Comune, ma pensiamo a Parchi Regionali e Nazionali che hanno problematiche ben diverse riferite proprio alla condivisione fra i vari soggetti coinvolti. Per lavorare insieme, regolare i flussi finanziari e ottimizzare le risorse ci vuole un atto di indirizzo strategico all'interno della Conferenza Stato/Regioni, per uno specifico decreto, e costruire non una tantum ma una progettualità trasversale che si rafforzi nel tempo per far sì che i Parchi diventino un modello di sviluppo  che regoli i principi base dello sviluppo sostenibile. Non è un caso che dal territorio più piccolo d'Italia sia partita l'esperienza di congiungere attorno ad un'unica regia le migliori esperienze e le buone pratiche già attive sul territorio e questo può essere esteso a tutte le aree protette per avviare una possibilità di apertura e di condivisione fra tutti i Parchi. Abbiamo bisogno di una trasversalità programmatica legata alla capacità del governo nazionale e alla lettura di ciò che accade nel territorio, per portare la transizione ecologica sul territorio e farla vivere nel processo identificativo della cultura che sul territorio si costruisce perché alla fine debbo dare al contadino la certezza dello sviluppo sostenibile e non raccontarla solo."  

 
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