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Domeniche con gli archeologi a Valle Giumentina

Dal 13 giugno e per tre settimane continueranno a Valle Giumentina (Parco Nazionale della Majella, Abbateggio) gli scavi archeologici iniziati nel 2012

(Guardiagrele, 17 Giu 16) Essi fanno parte di un programma di ricerca dell'Ecole Française de Rome (EFR), realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia dell'Abruzzo e sostenuto dal Parco Nazionale della Majella (PNM), dal Comune di Abbateggio, dalla Fondazione Pescarabruzzo, dall'Archeoclub di Pescara, dal Museo delle Genti d'Abruzzo e dal Comune di Caramanico Terme.

Lo scavo sarà aperto al pubblico per tre domeniche a partire dal 19 giugno per delle visite gratuite rivolte a tutti ed effettuate sotto la guida degli archeologi. Sarà inoltre possibile accedere all'Ecomuseo del Paleolitico (entrata a pagamento), situato di fronte alla sezione stratigrafica dello scavo alta 17 m. Nel corso degli ultimi anni le ricerche condotte hanno permesso di portare alla luce numerosi reperti archeologici risalenti al Paleolitico inferiore e medio. Il sito di Valle Giumentina è di riferimento per la Preistoria d'Italia e d'Europa, già indagato negli anni '50-'60 del secolo scorso dall'archeologo A. M. Radmilli e da J. Demangeot, quest'ultimo per gli aspetti geomorfologici. Uno degli obiettivi della nuova squadra franco-italiana di specialisti,  aiutata da giovani volontari provenienti da diverse università europee, è quello di ricostruire come vivevano i nostri antenati preistorici. Come indicano gli strumenti di selce scheggiata ed i resti ossei di Cervo, il sito era infatti utilizzato come area di caccia e di macellazione. Dall'altro canto, l'interesse maggiore del bacino di Valle Giumentina è quello di restituire 600.000 anni di depositi geologici, contenenti ben nove livelli archeologici. Grazie ai numerosi studi di laboratorio effettuati o in corso (le analisi sui pollini, lo studio dei resti di molluschi, dei sedimenti, dei fossili, le datazioni radiometriche etc.), è stato dunque possibile  ricostruire l'ambiente, la vegetazione ed il clima del momento in cui nell'area vi erano gli insediamenti umani paleolitici e nel contempo studiare le fluttuazioni climatiche nella zona del Parco durante tutto il Quaternario. Una campagna di rilievi geosismici fornirà poi un quadro d'insieme della morfologia dell'antico bacino lacustre di Valle Giumentina e del sottostante bedrock calcareo, della sua formazione e delle diverse faglie tettoniche esistenti nella zona. In caso di maltempo, le visite domenicali al sito saranno annullate, mentre saranno effettuate in piccoli gruppi in caso di grande afflusso di visitatori.

Archeologi al lavoro a Valle Giumentina (Foto di Elisa Nicoud/EFR)
La sezione stratigrafica dello scavo alta 17 m (Foto di Elisa Nicoud/EFR)
 
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