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Parco Nazionale dello Stelvio
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Punti di Interesse |
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Conoscere il Parco divertendosi è una coinvolgente avventura che in Val Saént ha i colori e i suoni degli elementi naturali. Scoperte ed esperienze sensoriali sono il filo conduttore de "Il gioco del Parco", area ludico didattica ideata per dare ai ragazzi l'opportunità di vivere appieno le sensazioni prodotte dal contatto con la natura. Le attività compiute lungo il percorso richiedono l'utilizzo di diversi materiali: il ferro, l'aria, la pietra, il legno e l'acqua raccontano gli ambienti dell'area protetta, descrivendone il territorio, la flora e la fauna. Come si muovono i giocatori? Calandosi nelle vesti degli animali che lo abitano come il cervo, la marmotta, l'aquila
e l'uomo cosicché, sollecitando la fantasia con le informazioni raccolte su schede e bacheche, si impara ad osservare e nel contempo a cogliere lo spessore degli aspetti che identificano il Parco. Nota che caratterizza l'area ludico-didattica è rappresentata dal territorio occupato dai detriti trascinati a valle dalla frana che nel settembre 1999 ha devastato la Valle di Saént.
L'area ludica-didattica si trova in Val di Rabbi nelle immediate vicinanze del parcheggio a pagamento "al Coler". E' di libero accesso. Informazioni presso il centro visitatori di Rabbi (TN), Tel. e Fax 0463/985190 |
Giardino Botanico Alpino "Rezia" |
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Via Sertorelli - 23032 Bormio (SO) Tel. 0342/927370
Nel giardino sono coltivate 2500 specie vegetali riunite in quattro sezioni: flora del parco, collezioni fitogeografiche, collezioni sistematiche e arboreto. La porzione più significativa è rappresentata dalle aiuole dove si possono osservare le specie più rare della flora locale. Le piante coltivate nel giardino sono accompagnate da un cartellino con il nome della specie botanica e della famiglia di appartenenza. Il periodo migliore dell'anno per una visita va da giugno a Luglio, quando gran parte degli esemplari sono fioriti. |
Sentiero botanico "Pradèi-Bedolédi" |
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| Informazioni presso il Centro Visitatori di Peio (TN) Tel. e Fax 0463/754186 L'escursione botanica è una rilassante passeggiata a tappe, nel corso della quale un esperto spiega distribuzione e caratteristiche della vegetazione presente nelle diverse fasce altitudinali. Dalla collocazione/funzione in un determinato ecosistema di ogni singola pianta ai cenni sugli eventuali utilizzi a scopi medicinali. L'uscita di gruppo parte da Cogolo o in alternativa da Peio Paese o Peio Fonti. |
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La Scalinata dei Larici Monumentali |
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Informazioni presso il Centro Visitatori di Rabbi (TN) Tel. e Fax 0463/985190 In Val di Rabbi, e più precisamente su uno scosceso versante che delimita il Prà di Saènt, è stato realizzato un percorso didattico-naturalistico che porta alla scoperta di una ventina di giganteschi larici secolari, eccezionalmente concentrati ad una quota di circa 2000 metri di altitudine, in una delle zone più suggestive del Parco Nazionale dello Stelvio conosciuta come uno dei regni della marmotta. Ventitrè imponenti larici svettano con le loro forme curiose in alta Val Saènt lungo il percorso naturalistico-didattico "La scalinata dei larici monumentali", 700 scalini ottenuti con la sistemazione di pietre che si apre con una mappa dove sono indicate le tappe del suggestivo itinerario. I magnifici giganti verdi hanno scritto la loro storia nel tronco: il più alto sfiora i 40 metri, il più robusto ha una circonferenza del tronco di 5 metri, il più vecchio è giunto alla soglia del mezzo millennio. Il loro nome ne rivela la forma: è facile individuare lungo il percorso, che si conclude a Malga Vecia (1900 m), "Il dinosauro", "Due vite", "Il grande piede". |
Area Faunistica "Runcal" |
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| Area Faunistica di Peio Loc. Runcal - 38024 Peio (TN) Tel. 0463/743305
L'area faunistica di Peio ospita cervi e caprioli ed è posta lungo la strada che porta da Peio Fonti a Peio Paese. La "Casa dei Cervi" è stata dotata di un moderno punto informativo e di un caratteristico centro visite dove anche i visitatori più piccoli possono scoprire gli elementi distintivi delle specie faunistiche presenti nell'area protetta, le loro abitudini e l'adattamento ai rigori della stagione invernale. |
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Casèl di Somrabbi |
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Casèl di Somrabbi Loc. Somrabbi - 38020 Rabbi (TN) Tel. 0463/985190 (Centro Visitatori di Rabbi)
Nell'antico caseificio turnario, costruito nel 1858, è stato allestito un percorso espositivo che raccoglie 127 particolari attrezzi utilizzati un tempo per la tradizionale lavorazione del latte. Nella sala d'ingresso colpiscono l'attenzione del visitatore un grande focolare e i calderoni, simbolo del museo: a corredo pannelli descrittivi e suggestive immagini riprendono le fasi più importanti del processo di trasformazione del latte. |
Malga Talè |
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| Malga Talè 38027 Peio (TN) Tel. 0463/754186 (Centro Visitatori di Peio)
Il recupero della Malga Talè ha suggerito l'allestimento di un percorso tematico dedicato ai tetraonidi e alle loro complesse strategie di adattamento all'ambiente. |
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Aspetti storici e culturali... |
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| Una visita nel parco può essere l'occasione per conoscere o approfondire anche aspetti storici e culturali. Qui di seguito segnaliamo alcune strutture, anche esterne all'area del parco vera e propria, che meritano senz'altro una sosta.
N.B. I giorni e gli orari di apertura sono indicativi. Per informazioni esatte si prega di contattare i numeri telefonici segnalati. |
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Costruito nel XII secolo. Nel Cinquecento i conti Trapp ne fecero la più bella residenza rinascimentale dell'Alto Adige. Celebre soprattutto l'armeria, con la più grande collezione privata di armature del mondo. |
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E' citato per la prima volta nel 1238, ma è certamente più antico. Nel 1956 divenne proprietà dello Stato Italiano, che intraprese imponenti lavori di restauro terminati nel 1995. Nel 1999 è stato dato in concessione al comune di Castelbello. Vi si organizzano manifestazioni culturali. |
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Risale agli inizi del XIII secolo. Dopo i vari passaggi di proprietà avvenuti nel corso dei secoli, dal 1983 è la "casa" di Reinhold Messner, scrittore ed ultimo grande avventuriero nel nostro tempo, che lo ha arricchito di numerose collezioni artistiche, tra cui spiccano le raccolte di oggetti tibetani ed una galleria di quadri a soggetto alpinistico. |
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Espone reperti archeologici provenienti dall'insediamento preistorico di "Ganglegg", opere d'arte ed attrezzi agricoli. Una mostra permanente illustra la tecnica di irrigazione dei Wasserwaale e ricorda i commercianti ambulanti (Karner). |
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In nessun altro luogo si può comprendere così bene la vita medievale come nella cittadina di Glorenza: mura imponenti, torri di difesa, porte di accesso, portici e vicoli. La fondazione della città risale al tempo del principe tirolese Mainardo II (1271-1295), che volle con essa rafforzare il proprio dominio sull'Alta Val Venosta contro i principi vescovi di Coira. Venne ricostruita tra il 1500 ed il 1520 e da allora ha subito solo poche modifiche tanto da meritare una visita per la tipicità dell'architettura dei suoi edifici e delle sue mura perimetrali. |
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Abitato da secoli dalle suore benedettine, il complesso monasteriale di San Giovanni si trova nella vicina cittadina svizzera di Müstair, a ca. 2 Km da Tubre. Ospita nella chiesa il più grande ciclo pittorico del primo medioevo di pitture carolinge e romaniche. Di enorme pregio è anche la scultura carolingia raffigurante Carlo Magno. Testimonianza della fioritura del cristianesimo intorno all'anno 800, dal 1983 è patrimonio mondiale dell'Unesco. L'annesso museo consente un viaggio nei 1200 anni di storia del convento. |
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L'abbazia benedettina di Santa Maria, costruita nel 1150 ed ampliata in epoche successive, si erge su un dosso che sovrasta la frazione di Burgusio. All'interno si trovano affreschi romanici, bizantineggianti, capolavori dell'arte medievale. |
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Allestito nel vecchio edificio scolastico, il museo documenta usi e costumi della Val d'Ultimo. |
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Ospitato nelle sale di Palazzo De Simoni, nel centro storico di Bormio, comprende due sezioni: la sezione storico-artistica conserva opere pittoriche e lignee, una raccolta di ex voto, copia degli Statuti della Contea di Bormio, cimeli e oggetti del primo conflitto mondiale, mentre la sezione etnografica espone gli strumenti tradizionali di lavoro dell'attività contadina e artigianale. |
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Dispone di due sale dedicate rispettivamente alla presentazione del mondo dei minerali e dei principali ambienti delle Alpi. Nella prima sala si possono ammirare minerali e cristalli alpini, in prevalenza valtellinesi; una seconda sala presenta diorami sulla fauna alpina realizzati con circa 200 animali. |
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Il museo nasce negli anni Sessanta da un'idea di Mario Testorelli, al quale si deve la paziente ed oculata raccolta di oggetti, arnesi, arredi allo scopo di testimoniare la cultura contadina ed artigianale della Valfurva. |
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Il Paluaccio di Oga è una torbiera di oltre 30 ettari visitabile seguendo un percorso guidato ed attrezzato con passerella. Ai margini della riserva si erge il Forte Venini. Venne costruito poco prima dell'inizio della Prima Guerra Mondiale allo scopo di ostacolare il transito di truppe nemiche sulla strada dello Stelvio e difendere il passo delle torri di Fraele e gli accessi di Valfurva e Valdidentro. Rimase presidiato fino al 1958. I recenti lavori di restauro ne hanno permesso l'apertura al pubblico. |
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Nasce negli anni settanta ad opera di alcuni amici impegnati a raccogliere materiali e documenti relativi alla Guerra Bianca. Attualmente l'esposizione permanente si articola in tre sale e tre corridoi, dove sono esposti beni recuperati in prevalenza dalle aree glaciali dell'Adamello. "Il museo - che in procinto di trasferirsi nella nuova sede - si pone oggi, di fatto, come ente di riferimento e guida nella tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale in Lombardia e non solo". |
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Testimonia usi e costumi dell'età preindustriale. Espone oggetti e strumenti della vita quotidiana e lavorativa. Sono inoltre documentati i cicli della lavorazione di lini, canapa e lana e ricostruiti gli ambienti di una cucina, di una camera da letto e di una "casera". |
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Il museo raccoglie testimonianze sulla vita della comunità della Valle di Sole. Le arti del falegname, del fabbro, del contadino, dell'allevatore, del tessitore e del ramaio sono descritte ricostruendo quotidianità ed ambienti della tradizione, con un'accurata esposizione di attrezzi originali e la riproduzione dei luoghi di lavoro di un tempo. |
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Nasce nel 2003 per iniziativa di un gruppo di appassionati di storia. Costituisce una toccante testimonianza della vita quotidiana dei soldati al fronte e della popolazione nelle retrovie. |
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Struttura fortificata che raccoglie interessanti reperti bellici della Grande Guerra. Il forte, recentemente restaurato, racconta gli eventi più significativi del conflitto che ha segnato in modo drammatico la comunità di Vermiglio. Negli spazi espositivi immagini, documenti e reperti bellici rispondono a una funzione didattico-conoscitica e aiutano a ripercorrere i tragici eventi dell'epoca. |