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Punti d'interesse

Villa Torretta

Nel '500 era stata una sontuosa villa di campagna per i nobili milanesi. Nei secoli successivi è stata via via abbandonata, fino a divenire in parte dimora dei contadini che lavoravano le campagne di questa parte della periferia milanese e, negli anni della guerra, rifugio e alloggio per gli operai della Breda.
Quando nel 1981 il Consorzio Parco Nord Milano decise di rilevarla, questa costruzione simbolo della città di Sesto San Giovanni, pur conservando ancora parecchi elementi di interesse architettonico e artistico, era ridotta a poco più di un rudere.
Nel 1989 è stato dato avvio all'iter che in tempi recenti ha reso definitivo il recupero della villa: un operatore privato si è assicurato il godimento in diritto di superficie dell'immobile per 60 anni, accollandosi il costo del recupero e della realizzazione di un hotel prestigioso, con annesso centro congressi.
I lavori sono cominciati nel 1997 e si sono completati nel 2002.
Una panoramica mozzafiato di questa bellissima villa è rinvenibile al sito www.villatorretta.it, che presenta anche tutti i servizi offerti.
Gli affreschi originariamente presenti nella villa, importante memoria storica dell'arte pittorica milanese del '700, sono stati ricollocati nei loro ambienti originari. In determinate occasioni è possibile la visita al pubblico e agli studiosi per ammirare i locali della villa e gli affreschi, finalmente recuperati a nuova vita e all'antico splendore.
I dipinti meglio conservati sono quelli del grande salone rettangolare al primo piano dove, sotto il soffitto, lungo la parte alta delle pareti corre una fascia di grandi riquadri dove vi sono raffigurate vedute di città e suggestivi luoghi di fantasia. Anche nel secondo salone, la fascia degli affreschi decora la sommità delle pareti: è possibile mirare vari stemmi gentilizi sontuosamente incorniciati, tra i quali lo stemma del re di Spagna Filippo IV e le insegne delle grandi famiglie milanesi come i Marino, gli Spinola, i Visconti e i Borromeo.
Recentemente, sotto diversi strati di intonaci che si sono susseguiti nelle varie epoche, sono stati rinvenuti ulteriori pregevoli raffigurazioni pittoriche, segni di un passato sontuoso che faceva di Villa Torretta il luogo simbolo di Sesto San Giovanni.

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Villa Manzoni

Villa Manzoni è situata sul lato nord della via omonima a Brusuglio di Cormano. Qui lo scrittore era solito trascorrere la bella stagione, studiando e successivamente sperimentando le sue conoscenze di botanica, di cui era un vero cultore. Tra il 1810 e il 1820 curò personalmente l'impianto di 950 piante d'alto fusto e 570 arbusti nel parco che tuttora cingono la villa. Di essi vi sono alcuni esemplari di Platano, di Tasso, di Farnia e di Spino di Giuda che si ritengono essere dell'impianto originario, oltre al Castagno sotto il quale fu composto il 5 maggio, l'ode in morte di Napoleone.
Sotto il profilo storico e architettonico, la villa si presenta oggi come un ampio quadrilatero di circa 40 metri di lato, che racchiude una platea aperta con fontana al centro. La parte di destra dell'edificio è costituita dall'antico palazzo Imbonati, ereditato insieme con altre proprietà e restaurato dalla famiglia Manzoni alla morte del conte Carlo, avvenuta a Parigi nel 1805. La facciata è caratterizzata da una doppia loggia centrale da cui si accede, al primo piano, all'appartamento di notte dove Alessandro si trasferì a dormire nel 1837. Al piano inferiore si trova invece la preziosa biblioteca, che conserva ancora alcuni libri postillati dallo scrittore.
Il Parco della Villa è davvero speciale, è sicuramente il bosco più pregiato incluso nel perimetro del Parco Nord Milano: alberi alti fino a 40 metri, alcuni di essi hanno i tronchi superiori ai sette metri di circonferenza! Addirittura un Platano copre con la sua chioma un'area di oltre 40 metri di diametro! Attualmente il Servizio agro-forestale del Parco sta compiendo una mappatura dettagliata di tutte gli alberi esistenti, al fine di tenerne controllata l'evoluzione nel tempo e lo stato fitosanitario.

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Teatrino del Parco
Teatrino del Parco

Il Teatrino del Parco

Data la caratteristica predominante del Parco Nord Milano quale opera di riqualificazione territoriale di aree degradate, va segnalato senza dubbio quale punto di sicuro interesse accessibile a tutti il Teatrino del Parco. Terminato nel 1994 alle pendici della Montagnetta, il Teatrino rappresenta un buon esempio di come, da una struttura industriale dismessa, si possa ricavare un luogo di aggregazione per i cittadini. Costruito recuperando la struttura in cemento armato formata da quattordici pilastri che in origine sostenevano una gru addetta al carico e allo scarico delle scorie d'altoforno provenienti dalle fucine Breda, il Teatrino è stato sopraelevato tramite la creazione di un terrapieno, sul quale è stato costruito un piccolo palcoscenico in cemento ed una suggestiva struttura di sezione parabolica in legno lamellare, per aumentare l'acustica e indirizzare il suono verso l'uditorio. Il pubblico occupa uno spazio aperto ricoperto dal manto erboso e delimitato ai lati dai pilastri in cemento, alternati a panche la cui seduta è stata ricavata da vecchie e massicce traversine ferroviarie in legno.

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Stagno
Stagno

Il piccolo sistema di stagni

L'acqua è da sempre uno degli elementi vitali più importanti di un parco, perché garantisce la sopravvivenza e la creazione di interi ecosistemi, e contribuisce a rendere vario il paesaggio, sia da un punto di vista strettamente naturalistico sia da quello estetico.
Il piccolo sistema di stagni costruito nel 1992 nell'area a sud di via Clerici, tra la Montagnetta e il viale Fulvio Testi, è un segno evidente del grande significato che il Consorzio ha sempre attribuito all'elemento acqua.
La realizzazione del "laghetto" presso l'ingresso parco di viale Suzzani ha infatti favorito lo sviluppo di vari insetti che usano gli specchi d'acqua durante le prime fasi della loro vita, quali la libellula e il gerride, un notevole aumento del numero di anfibi (rospo smeraldino e rana verde) al quale ha fatto seguito una drastica diminuzione delle presenze dovuta ad una massiccia ed indiscriminata immissione abusiva di pesci rossi e tartarughe acquatiche americane.
E' importate ricordare anche la presenza di un nutrito gruppo di gallinelle d'acqua (gallinula chloropus), insediatesi spontaneamente e nidificanti stabilmente da alcuni anni.


 

Il monumento al deportato

Il Monumento è dedicato a tutti i cittadini arrestati dai nazifascisti e deportati nei lager nazisti che lavoravano nella grandi e piccole fabbriche nell'area industriale di Sesto San Giovanni.
Sulla grossa pietra all'inizio dell'acciotolato si legge una scritta a loro dedicata dai progettisti dell'opera, gli architetti Ludovico Belgioioso (ex deportato) e il figlio Alberico Belgioioso, coadiuvati dal Maestro d'Arte Giuseppe Lanzani.

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Ex Palazzina di controllo dell'aeroporto della Breda

Ex Palazzina di controllo dell'aeroporto della Breda che, occupava le aree oggi del Parco e recuperate ai bombardamenti e all'abbandono. Nell'immediato dopoguerra la Breda costruì nel capannone visibile poco più a sud, a destra della ciclabile, il primo e unico quadrimotore Breda Zapata BZ308, mai prodotto in serie per il veto esplicito degli Alleati. La ex-Palazzina Volo è un edificio in cemento armato e grandi vetrate, di proprietà privata, che ben si presta ad essere il futuro ristorante, caffetteria e gelateria al servizio del Parco: in tal senso il Parco ha avviato una progettazione per il recupero dell'immobile, in collaborazione con la proprietà.


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