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Al Monte Arera: il Sentiero dei fiori e la Cattedrale Vegetale

Alla scoperta della flora

A piedi         Elevato interesse: flora Elevato interesse: panorama 
  • Partenza: Parcheggio Alpe Arera, con pagamento ticket (1600 m)
  • Arrivo: Bocchetta di Corna Piana (2078 m) e Passo Branchino (1821 m)
  • Tempo di percorrenza: 3 ore 30 minuti
  • Tempo di ritorno: 2 ore 30 minuti
  • Difficoltà: Indicato per E allenati
  • Dislivello: 650 m
  • Periodo consigliato: da giugno a settembre

Ogni estate le pendici del Monte Arera si colorano di spettacolari fioriture.
E' un vero giardino botanico d'alta quota nel quale si snoda, all'interno del Parco delle Orobie Bergamasche, il Sentiero dei fiori 'Claudio Brissoni' : un bel pecorso ad anello , lungo 11 km ma non impegnativo, il cui tratto alto, ad una quota media di 2000 m, attraversa i ghiaioni della Val d'Arera e del Mandrone raggiungendo il Passo Branchino, mentre il successivo, più basso, segue un'agevole traccia sulle coste in parte erbose dell'alta Val Vedra e sui gradoni rocciosi degli ultimi contrafforti dell'Arera.

Il bel sentiero si trova tra Valle Brembana e Seriana, in alta Valle Serina, nel Comune di Oltre il Colle (BG), ed è raggiungibile da tre diversi punti di accesso. Qui prendiamo in considerazione il percorso del Sentiero dei Fiori partendo dal punto più facile e più frequentato, il Rif. Capanna 2000 raggiungibile dal parcheggio Alpe Arera (1600 m) con pagamento ticket, salendo al rifugio in meno di un'ora sul sent. 221. Prima di lasciare l'auto è d'obbligo fare una sosta per visitare la Cattedrale Vegetale (segnalata lungo il tragitto prima del parcheggio Alpe Arera), un'opera evocativa costruita interamente da materiale vegetale autoctono, secondo l'antica arte dell'intreccio e della costruzione vegetale che da sempre ha accompagnato la relazione uomo natura.

Raggiunto in auto il parcheggio d'Alpe Arera (1600 m) si sale con il sentiero 221 al rif. Capanna 2000 in meno di un'oretta. Da qui un brevissimo strappo porta all'inizio del Sentiero dei fiori (segnavia 244).
Il primo tratto porta in Val d'Arera, dove il sentiero attraversa i macereti degli ampi ghiaioni che offrono preziose fioriture, tra cui primeggiano due endemismi locali, la rarissima linaria gialla bergamasca e il caglio del Pizzo Arera, accompagnati dalla viola di Duby, dall'aglio d'Insubria, dall'aquilegia di Einsele e da tanti altri.
Superata con breve salita la Val d'Arera, il sentiero continua in piano incontrando alcune gallerie scavate come assaggi di miniera di calamina e blenda.
Ben presto si perviene al Passo di Gabbia (2050 m): davanti a noi, alla base di possenti bastioni di roccia, si estendono i vasti ghiaioni dolomitici del Mandrone, che si attraversano su un sentiero in falsopiano tra i macereti. Questo tratto è ricco di specie dai colori appariscenti e spettacolari, come il giallo oro del papavero alpino, o il rosso della Silene di Elisabetta; anche le pareti di roccia partecipano alla scenografia, ospitando nella loro cavità inattese meraviglie, come la rosea silene a cuscinetto.
Attraversati i ghiaioni, si percorre senza perdere quota un pascolo sassoso, poi il sentiero riprende a salire alla base dei contrafforti meridionali della Corna Piana, inerpicandosi tra estese fioriture fino alla Bocchetta di Corna Piana (2078 m), volendo facile la salita sull'adiacente cimetta panoramica con croce e campana.
Dalla bocchetta si scende al Passo Branchino (1821 m) all'inizio per disagevole sentiero sul ghiaione ovest della Corna Piana, poi per comoda traccia.
Bella la vista sul sottostante Lago Branchino, che si raggiunge per una meritata sosta ristoratrice al vicinissimo rifugio omonimo (1787 m).
Risaliti al passo, si imbocca il sentiero 222 e, superate malghe e baite, si raggiunge il Passo di Val Vedra (1849 m). Si prosegue in lieve saliscendi tagliando le coste erbose dell'alta Val Vedra, dove nel verde spiccano, tra gli altri, il rosa intenso del rododenro, il giallo luminoso del botton d'oro, il viola del fiordaliso alpino.
Seguono tratti alternati di salita e discesa finché si entra negli estremi lembi dalla Val d'Arera per giungere, dopo un'ultima breve salita, poco sotto il rif. Capanna 2000, dove il Sentiero dei fiori si conclude.
Da qui si rientra al parcheggio lungo il percorso dell'andata.

Attrezzature e abbigliamento consigliato: Percorribile senza particolari attrezzature alpinistiche.    
Percorrenze: 6 h (3 h 30 min per la salita - 2 h 30 min per la discesa)


Papavero alpino
Papavero alpino
 
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