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Riserva speciale del Sacro Monte di Crea

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 47,00
  • Quota minima (m): 355
  • Quota massima (m): 455
  • Regioni: Piemonte
  • Province: Alessandria
  • Comuni: Ponzano Monferrato, Serralunga di Crea
  • Provv.ti istitutivi: LR 5 28/01/1980
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0210

 

 
Stenbergia Lutea
Bosco di querce

La Natura

Il Sacro Monte di Crea si erge su uno dei punti più elevati delle colline del Basso Monferrato, costituito da rocce sedimentarie di età oligo-miocenica (marne ed arenaria).
Emerse definitivamente dalle acque del golfo padano sul finire dell'era Terziaria (2 - 3 milioni di anni fa) le colline monferrine all'inizio dell'era Quaternaria (1 milione di anni fa), al pari di tutta la fascia prealpina piemontese, erano ricoperte da una flora di tipo mediterraneo. I raffreddamenti climatici e la conseguente avanzata dei ghiacciai dalle zone alpine verso la Pianura Padana determinarono la distruzione della flora di tipo mediterraneo esistente. Inoltre spinsero sino alle nostre colline contingenti di specie tipiche della flora dei climi freddi alpini che dopo l'ultima glaciazione trovarono le condizioni ecologiche adatte alla loro sopravvivenza nei versanti collinari ombrosi e freschi delle esposizioni a nord.
Durante la fase glaciale alcune specie termofile si accantonarono nei pendii scoscesi e fortemente soleggiati del Monferrato le cui colline, rimaste libere dai ghiacciai, costituirono delle vere e proprie oasi di rifugio.
In questo contesto di ricolonizzazione del territorio da parte della vegetazione forestale le specie microterme, quelle mediterranee e quelle steppiche orientali, trovarono oasi di rifugio in nicchie ecologiche particolari dove si sono perpetuate sino ai giorni attuali e costituiscono dei veri e propri relitti dell'epoca quaternaria e alcune delle mediterranee addirittura terziaria.
I segni di queste invasioni e colonizzazioni floristiche sono tutt'oggi visibili. Nelle esposizioni calde e nei dossi monferrini molte delle specie mediterranee trovano il limite settentrionale del loro areale distributivo; si citano ad esempio Inula bifrons, robusta composita le cui foglie sfregate profumano di limone e menta; oppure l'esile Crocus biflorus dalla fioritura precoce presente unicamente lungo la costa tirrenica. Viceversa nei boschi delle esposizioni a nord e dei fondovalle si rinvengono alcune specie montane che si perpetuano dalle epoche glaciali. L'aconito (Aconitum vulparia); il giglio martagone (Lilium martagon).

La Flora

Il versante nord, ripido e ombroso, è prevalentemente occupato da olmo campestre, ciliegio, carpino bianco, farnia, castagno, acero riccio e acero di monte. Il versante sud, più temperato e meno inclinato, è costituito da un fitto ceduo di roverella e orniello. Talora si trovano limitati gruppi di acero di monte, bagolaro, frassino e rovere.
Notevole sviluppo su entrambi i versanti ha avuto la robinia, che, a tratti, si sostituisce totalmente al bosco planiziario.
Il sottobosco è composto da corniolo, fusaria, vescicaria, ginestra, viburno lantana.
Significative sono anche le fioriture di giglio rosso, di anemoni, di manina rosea e di orchidee. L'interesse botanico di questi boschi è legato alla presenza di elementi floristici rari o al di fuori della normale area di distribuzione.

Volpe

La Fauna

I mammiferi diffusi nel Parco sono: tasso, volpe, scoiattolo, moscardino, ghiro e lepre comune.
Più nutrita e varia la schiera dei volatili: poiana, gheppio, gufo comune, civetta, barbagianni e allocco, tra i rapaci; merlo, cesena, fringuello, picchio verde, picchio muraiolo e cinciallegra, tra i passeriformi. Tra i rettili sono presenti vipera comune e biacco; tra gli anfibi la salamandra.

Ragno dentro una Foglia
Coccinella septem punctata larva

L'Ambiente

Il Sacro Monte di Crea si erge su uno dei punti più elevati delle colline del Basso Monferrato. Costituito da rocce sedimentarie di età oligomiocenica (marne ed arenaria) il colle è interessato da un'elevata franosità, presente, soprattutto, in corrispondenza dei tracciati viari. Il versante nord, ripido e ombroso, è prevalentemente occupato da olmo campestre, ciliegio, carpino bianco, farnia, castagno, acero riccio e acero di monte.
Il versante sud, più temperato e meno inclinato, è costituito da un fitto ceduo di roverella e orniello.

Altre informazioni

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