Vai alla home di Parks.it
Banner Locale per la promozione del territorio

Punti d'interesse

 

La Chiesa di San Nicomede

La chiesa è situata lungo la strada che porta nell'omonima località e che poi prosegue per Scipione Ponte e Vigoleno, in una posizione centrale del Parco e in prossimità della zona del torrente conosciuta come "Le Cascatelle". La costruzione risale al IX sec. e fu edificata per accogliere, tra l'880 e l'885, le reliquie del Santo, martirizzato a Roma; purtroppo solo dopo poco tempo (forse già nel 913) i resti del martire furono trasferiti nella cattedrale di Parma e collocati in un altare. Il luogo era noto sin dal VII sec. in quanto meta di pellegrinaggi per la presenza di una sorgente d'acqua, chiamata Fonte Limosa o Fontanabroccola (cioè traboccante), alla quale erano attribuiti poteri miracolosi, in particolare per chi soffriva di mal di testa: i pellegrini compivano il viaggio alla chiesa (secondo la tradizione il primo di giugno) trasportando un masso sopra la testa e, una volta arrivati a destinazione, bevevano l'acqua e si sentivano immediatamente liberati dal dolore. L'accumulo dei massi depositati dai fedeli avrebbe fornito il materiale per l'edificazione della chiesa, che, infatti, mostra elementi rocciosi di varia provenienza, anche se molto numerosi sono i ciottoli provenenti dalla zona limitrofa, come dimostra l'abbondante contenuto di fossili osservabili sullo stesso edificio. La sorgente, poi, venne incanalata nel pozzo, che si trova nella cripta della chiesa, probabilmente di origine romana, e sui cui bordi sono ancora visibili i solchi provocati dallo scorrimento delle corde cui erano legati i secchi per prelevare l'acqua. La chiesa è un raro esempio di costruzione carolingia rimasto intatto fino ai giorni nostri; l'aspetto esterno della costruzione è molto semplice ed è completato da un piccolo campanile. All'interno la chiesa si presenta a un'unica navata (anche se resta da dimostrare se nel corso dei restauri del XIV sec. vi fu l'eliminazione dei bracci del transetto), con un'interessante cripta a volte irregolari sostenute da quattro colonne di marmo bianco dai capitelli diversi e con l'antico pozzo. La chiesa di San Nicomede fu di proprietà dei vescovi di Piacenza fino al XI sec. e poi passò ai Pallavicini; tra la fine del XIII e del XV sec. fu sottoposta a diverse opere di restauro. Estintosi il casato dei marchesi di Scipione, la chiesa divenne proprietà degli arcipreti di Borgo San Donnino che riconsolidarono la struttura apportando modifiche secondo un approccio neogotico (furono aggiunte due guglie sul tetto, un protiro, le finestre della facciata e quelle laterali e un rosone centrale, al posto dell'unica finestra a ogiva prima disposta sopra il portale), ma non intaccando le strutture più antiche, quali l'abside e la cripta. Dal 1939 è tornata a essere parrocchia autonoma.


 
Borgo di Vigoleno
Borgo di Vigoleno

Il Borgo medievale di Vigoleno

Vigoleno, borgo medievale di notevole importanza artistica e storica, sorge sul pendio del Colle Santo Stefano, in provincia di Piacenza, e domina dall'alto la valle dello Stirone. La sua storia ci riporta al Medioevo, quando probabilmente già nel X sec., un castello doveva sorgere in questa località con funzioni di avamposto verso Parma, oltre che di controllo e di difesa dell'intera vallata. Nel 1141 il fortilizio acquistò il diritto di farsi difendere dal Comune di Piacenza, cui subentrò, sempre nello stesso secolo, il casato dei Pallavicino. Ma i veri signori di questo borgo furono gli Scotti di Piacenza, già presenti nel 1200 e nel 1300, che ne fecero il punto chiave della loro supremazia politica e che nel 1306 lo fortificarono. Successivamente Vigoleno con il suo borgo fortificato venne, tra alterne vicende, conquistato dai Visconti (1373), di nuovo dagli Scotti (1385) e poi dai Farnese; solo nel 1500 gli Scotti acquistarono nuovamente i pieni diritti su Vigoleno dai Farnese, i quali nel 1602 insignirono del titolo di "marchesi" gli Scotti del ramo di Vigoleno. Questi ultimi tennero ininterrottamente il castello fino agli inizi del XX sec. Nel 1796 il borgo, aggredito dalle truppe francesi, venne annesso all'Impero della Repubblica di Francia e, successivamente, in base agli accordi di Vienna, riammesso al Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, che lo tenne fino al 1860, anno della costituzione del Regno d'Italia. Dopo la prima guerra mondiale, l'edificio fu di proprietà della duchessa Maria di Grammont, moglie dapprima del duca francese di Grammont e poi del figlio del celebre romanziere Victor Hugo; fu proprio la duchessa, conosciuta anche con il nome di principessa di Ruspoli, a curare la mirabile opera di restauro del castello e, grazie a lei, negli anni tra le due guerre, Vigoleno divenne meta di incontri di personaggi dell'aristocrazia, poeti, scrittori e musicisti della cultura europea, quali, ad esempio, Gabriele D'Annunzio e Arthur Rubinstein. Successivamente, durante la seconda guerra mondiale, perse il castello che passò ad altre famiglie. Oggi una parte del castello è ancora privata, mentre una parte (il mastio, i camminamenti di ronda e la torretta), recentemente restaurata, è aperta al pubblico.
Il complesso fortificato di Vigoleno, risalente all'XI sec. e più volte distrutto, fu definitivamente ricostruito nella sua forma attuale e sul tracciato del precedente nel 1389 dagli Scotti di Piacenza. Esso racchiude, in una doppia cinta muraria, varie strutture perfettamente conservate: il rivellino d'ingresso, il castello con il mastio e i camminamenti di ronda, le case rurali ancora oggi abitate, la piazza con la fontana circolare, la chiesa di San Giorgio e l'oratorio della Madonna del Latte.


 
Chiesa di San Genesio
Chiesa di San Genesio

L'Oratorio di San Genesio

Poco distante dal borgo di Vigoleno, in prossimità del torrente Stirone, sorge la piccola chiesa medievale di San Genesio, cui si giunge proseguendo lungo la strada che parte dalla località Trabucchi. Come narra la tradizione, Genesio, celebre attore, durante gli spettacoli irrideva pubblicamente la fede cristiana dal palcoscenico; durante una rappresentazione però fu raggiunto dalla grazia divina, si convertì e per questo, sotto Diocleziano, venne martirizzato. Le caratteristiche architettoniche della struttura, dedicata alla Madonna della Mercede, rimandano allo stile tardo-romanico del XIII sec. Degno di nota è il suo portale di ingresso, con due testine in pietra che sorreggono l'architrave di fattura molto antica e un bel mosaico raffigurante il Santo nella zona della lunetta; particolare, inoltre, è l'assenza del tradizionale campanile. Internamente la chiesa conserva una bella raffigurazione quattrocentesca della Madonna che allatta. Il suggestivo paesaggio che fa da contorno alla pieve è reso ancora più caratteristico dalle presenza di grandi roverelle, che ricordano l'antica usanza di affiancare ai luoghi sacri esemplari arborei di grandi dimensioni.


 

Le case - torri

Costruite a partire dal XIII sec., le case torri sono costruzioni rurali fortificate che, richiamandosi alle forme dei castelli, presentano una pianta rettangolare e si sviluppano in altezza: nel piano terra era alloggiato il bestiame, mentre nei piani superiori, accessibili mediante una scala che veniva sollevata in caso di pericolo, viveva la famiglia; l'ultimo piano era utilizzato come colombaia e si rivelava di primaria importanza in caso di assedi particolarmente prolungati. Nel Parco è possibile ammirare circa una decina di queste costruzioni: tra le meglio conservate una presso Ponte Ghiara (sulla statale che collega Fidenza a Salsomaggiore), una presso San Nicomede e una presso Scipione Passeri (lungo la strada che da Scipione Ponte prosegue in direzione di Vigoleno).


share-stampashare-mailQR Codeshare-facebookshare-deliciousshare-twitter
© 2013 - Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità - Emilia Occidentale