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Cento mila euro dalla Regione per i piani di gestione di cinque siti di importanza comunitaria

L'Assemblea Consortile del Parco del Ticino ha adottato venerdì pomeriggio i Piani di gestione di cinque Siti di Importanza Comunitaria (Sic)

(Magenta, 13 Ott 10) "L'approvazione dei Piani di Gestione rappresenta un'importante pagina per i nostri territori e un passaggio strategico. La necessità di una politica comunitaria per la conservazione della natura è stata riconosciuta dagli Stati membri dell'Unione Europea già alla fine degli anni settanta - spiega il vicepresidente del Consorzio Parco della Valle del Ticino, Luigi Duse. La mobilità degli uccelli migratori ed il carattere delle pressioni da loro subite hanno convinto le autorità nazionali dell'impossibilità di gestire la loro conservazione attraverso politiche puramente nazionali. È nata così la Direttiva 79/409/CEE denominata "Uccelli" che ha l'obiettivo di conservare tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio della comunità europea. A questa si è affiancata successivamente la Direttiva 92/43/CEE denominata "Habitat", finalizzata alla conservazione della biodiversità, che ha segnato in Europa l'inizio della formazione della cosiddetta Rete Natura 2000: obiettivo della Rete è garantire il mantenimento, ovvero il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e degli habitat delle specie vegetali ed animali caratteristici delle diverse regioni biogeografiche, nonché degli equilibri ecologici di cui essi sono parte. Elemento di carattere innovativo è l'attenzione rivolta dalla direttiva alla valorizzazione della funzionalità degli habitat e dei sistemi naturali. Si valuta infatti non solo la qualità attuale del sito ma anche la potenzialità che hanno gli habitat di raggiungere un livello di maggiore complessità".
 Rete Natura 2000 include le aree più sensibili per la conservazione della natura distinte in  Zone di Protezione Speciale (ZPS), secondo le indicazioni della Direttiva Uccelli, e Siti di Importanza Comunitaria (SIC), in base alla Direttiva Habitat. La Regione Lombardia nel 2003 ha assegnato al Parco del Ticino la gestione dei 14 SIC presenti, del tutto o parzialmente, all'interno del suo territorio. Dal 2004 il Parco è stato inoltre riconosciuto come Ente gestore della ZPS Boschi del Ticino, la cui area coincide con quella a Parco Naturale.  Le Direttive "Habitat" ed "Uccelli" contengono un obbligo per le autorità nazionali di gestire i siti appartenenti a Rete Natura 2000 in una forma compatibile con i valori naturali che hanno portato alla loro designazione, oltre ad una procedura che deve essere seguita per l'approvazione di qualsiasi piano o progetto suscettibile di avere un'incidenza significativa su uno o più siti della rete.  A tale scopo le direttive CEE prevedono l'utilizzo di due strumenti principali:i piani di gestione; la valutazione di incidenza.
All'interno del Parco del Ticino il principale strumento di pianificazione che si ritiene funzionale alla gestione dei siti Natura 2000 è il P.T.C che , pur fornendo una prima, parziale, forma di tutela su tali siti, risulta insufficiente per la conservazione e gestione degli obiettivi di tutela, habitat e specie, presenti nei siti Natura 2000. Il Parco del Ticino si è attivato, oltre che per la stesura dei piani di gestione per i siti che ne risultano sprovvisti, anche per la predisposizione di appositi Piani di gestione che vadano ad integrarsi con gli strumenti di pianificazione esistenti.
Ad oggi il Parco aveva provveduto all'approvazione del piano di gestione relativo all'unico Sito di Importanza Comunitaria solo parzialmente compreso nel territorio del Parco, interessando i Comuni di Vergiate (Comune del Parco), Varano Borghi, Mercallo dei Sassi, Comabbio e Ternate: il SIC  "Lago di Comabbio" approvato con dall'Assemblea consortile il 13 luglio 2007. Grazie ai finanziamenti ottenuti nell'ambito del Bando "Ambiente 2008" della Fondazione Cariplo, il Parco sta altresì provvedendo alla stesura dei Piani di gestione dei SIC "Boschi Siro Negri e Moriano" e "Boschi di Vaccarizza" e del Piano stralcio della ZPS "Boschi del Ticino" – tratto pavese.
Il Parco del Ticino ha presentato nel 2009 domanda di finanziamento alla Regione Lombardia, nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, al fine di reperire il necessario contributo per lo sviluppo di studi, ricerche e indagini finalizzati alla stesura dei Piani di Gestione dei siti Sorgenti del Rio Capricciosa, Paludi di Arsago, Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate, Garzaia della Cascina Portalupa, Boschi del Vignolo, e ha ottenuto un finanziamento di 100.000 euro. I Piani di gestione sono stati  elaborati tra il mese di giugno e settembre 2010 e adottati venerdì dall'Assemblea consortile  al fine di avviare l'iter che ne porterà all'approvazione entro marzo 2011.
Tempi:
I piani di gestione saranno pubblicati all'albo per 30 giorni consecutivi, entro i successivi 60 giorni chiunque abbia interesse potrà  presentare osservazioni. Alla scadenza dei termini il Piano di gestione verrà trasmesso alla Regione Lombardia, che dovrà esprimere parere vincolante entro 60 giorni, unitamente alle osservazioni ed alle relative controdeduzioni deliberate dall'Ente gestore. L'iter si concluderà con l'approvazione definitiva del Piano di gestione da parte dell'Ente gestore.

I cinque siti oggetto dei piani di gestione
"Sorgenti del Rio Capricciosa"
. All'interno dell'area SIC i problemi principali sono il fenomeno del deperimento dei querceti e l'abbandono dei prati che circondano la zona delle sorgenti, che determina l'invasione di tali aree da parte di specie esotiche, quali la robinia. Alle cause di deperimento delle querce autoctone, si aggiungono i lepidotteri defogliatori: (processionaria della quercia  e euprottide) che causano anche gravi problemi di salute pubblica.
Gli obiettivi del piano di gestione: conservazione dei boschi delle zone umide (ontaneti); ripristinare e favorire i querceti; favorire il mantenimento degli ambienti aperti e delle specie animali legate a tali ambienti; invecchiamento dei cedui di robinia, al fine di favorire le specie autoctone; l'incremento delle specie di avifauna tipiche degli ambienti umidi;mantenimento delle necromasse e miglioramento della qualità dell'habitat forestale in termini di disponibilità di siti di rifugio per la fauna; monitoraggio delle specie di fauna alloctone e delle specie problematiche.

"Paludi di Arsago". All'interno dell'area SIC i problemi principali sono il fenomeno del deperimento dei querceti, l'effetto barriera rappresentato dalla presenza dell'autostrada e l'invasione delle specie vegetali esotiche.
Obiettivi del piano di gestione sono la  conservazione delle aree umide e il miglioramento delle formazioni forestali; il mantenimento degli ambienti aperti e delle specie di fauna legate a tali ambienti; il miglioramento della disponibilità delle risorse trofiche per le specie animali; la ricerca scientifica; la sensibilizzazione e informazione della popolazione locale sugli obiettivi di conservazione del Sito.

Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate"
. Il sito ha tra i principali fattori di pressione la presenza di numerose infrastrutture (ferrovie, autostrade, elettrodotti e oleodotti che determinano un notevole disturbo e l'interruzione del corridoio ecologico rappresentato dai boschi del Ticino. All'interno dell'area SIC è inoltre evidente il fenomeno del deperimento dei popolamenti e un grave impatto determinato dalla presenza di cinghiali e  specie vegetali esotiche.
Il piano di gestione ha come obiettivi la conservazione degli habitat, il contenimento della diffusione di alloctone infestanti, l'eliminazione delle specie di fauna alloctona, attività di ricerca scientifica. Le azioni  previste per il raggiungimento di questi obiettivi sono il controllo delle esotiche, il ripristino della viabilità forestale, l'ampliamento della superficie canneto, il ripristino potenziale forestale nelle pertinenze dell'elettrodotto, attività di ricerca per la valutazione dei danni da cinghiale, il monitoraggio degli habitat e studio della flora e della vegetazione, il ripristino dell'area interessata da incendi boschivi, la conservazione delle orchiedee. E ancora il monitoraggio e contenimento del cinghiale e dei relativi danni arrecati agli habitat naturali, il monitoraggio di Chirotteri e creazione di alberi-habitat e siti idonei per chirotteri e rapaci, il monitoraggio dello scoiattolo grigio, della nutria e degli invertebrati alloctoni, il ripristino della permeabilità ecologica in presenza delle infrastrutture, il monitoraggio della lontra, della martora e dell'avifauna lungo l'asta del Ticino, opere di mitigazione dell'effetto delle linee elettriche sull'avifauna, la realizzazione di siepi e filari nelle aree agricole.

Il SIC "Garzaia della Cascina Portalupa" è caratterizzato dalla presenza di bosco di ontani ove nidificano aironi di varie specie. Pertanto gli obiettivi principali del piano di gestione sono il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente dell'ontaneto, la gestione della risorgiva che lo alimenta, il contenimento delle specie esotiche, un'eventuale ampliamento dell'area boschiva al fine di aumentare la superficie idonea alla nidificazione, interventi mirati di manutenzione e sfalcio di canali, l'incremento della biodiversità nelle risaie.

"Boschi del Vignolo". I fattori di  pressione del SIC sono rappresentati dalle variazioni degli apporti idrici alle zone umide che caratterizzano quest'area, dalle modifiche  tecniche di coltivazione del riso, dalla contaminazione chimica e dalla presenza di specie alloctone infestanti. Gli obiettivi principali del piano di gestione sono il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente dell'ontaneto, la gestione delle risorgive, il contenimento delle specie esotiche (Robinia pseudoacacia), il monitoraggio dello stato di conservazione, la conservazione di specie rare e minacciate e la conservazione della biodiversità nelle risaie e nelle marcite.
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