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Fagiolina del Trasimeno

Conosciuta forse già dagli Etruschi, venne introdotta in Italia dal IV secolo a.C. insieme ad altri legumi. E' una delle coltivazioni tipiche della coltivazione delle pianure intorno al lago considerata un cibo "povero" e non adatta a una produzione di tipo industriale, è andata lentamente scomparendo. Grazie agli studi condotti dall'Istituto di Miglioramento Genetico della Facoltà di Agraria di Perugia che selezionato i suoi semi nelle diverse varietà (ca 18), oggi è stata reintrodotta ed è divenuta uno dei prodotti di "qualità" della zona. La fagiolina (vigna unguicolata) è anche conosciuta come "risina del lago"per le sue dimensioni ridotte o "fagiolo dell'occhio" per il caratteristico "occhio nero" situato presso il baccello. E' una leguminosa simile al fagiolo. Ha colore biancastro, sapore dolce ed è molto tenera. Con essa si fanno le zuppe e contorni, ma il modo migliore per gustarne la prelibatezza è lessarla e condirla con sale e olio extra vergine di oliva. Quella fresca, conosciuta come cornetto è ottima saltata in padella.
Nell'agosto 2002 è nato il Consorzio Fagiolina del Lago Trasimeno, che si propone di tutelare e promuovere il prodotto. Nel 2004 i soci del consorzio erano 20 con un prodotto in totale di circa 6 tonnellate di fagiolina. Il Consorzio si è dotato di un disciplinare di produzione volto alla garanzia della qualità e dell'uniformità del prodotto e svolge, inoltre, funzioni di coordinamento nella filiera di lavorazione del prodotto secco e di confezionamento, garantendo un alto standard qualitativo con l'apposizione del marchio di garanzia. Attualmente si sta valutando la possibilità di richiedere il marchio DOP.

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