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Parco Naturale Regionale Valle del Treja

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 656,00
  • Regioni: Lazio
  • Province: Roma, Viterbo
  • Comuni: Calcata, Mazzano Romano
  • Provv.ti istitutivi: LR 43 22/09/1982
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0442

Lo Statuto del Parco (PDF - 80Kb)

 

 

Il Paesaggio

Il paesaggio del Parco è quindi caratterizzato dai risultati di una complessa storia geologica: i fondovalle sono stretti, sovrastati da pareti di gole più o meno ripide e coperte dalla vegetazione. In alcuni casi, come accade a Narce, Pizzopiede e Monte Li Santi, la vegetazione è oggi meno sviluppata a causa del lavoro dell'uomo che, nel passato, ha utilizzato le superfici più pianeggianti della zona per l'agricoltura e la pastorizia.
Le forme ripide del paesaggio hanno contribuito alla salvaguardia dell'ambiente naturale: le zone dove non era possibile coltivare o costruire offrono al visitatore di oggi un colpo d'occhio molto simile a quello che potevano avere i nostri antenati.

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La Fauna

Se l'ambiente della Valle del Treja è ricco di associazioni vegetali differenti, dal punto di vista della presenza faunistica la zona non è più popolata come doveva essere in un passato neanche troppo lontano. Questo è dovuto sia alle ridotte dimensioni dell'area protetta che all'elevata presenza umana nei dintorni, che rende difficili le condizioni di vita e le possibilità di spostamento da una zona all'altra della fauna più importante, come i mammiferi.
Tra questi sono comunque frequenti la volpe, il riccio, la faina, l'istrice, il ghiro e il moscardino; nonostante esistano degli autori che hanno parlato della presenza del lupo, non si hanno segnalazioni recenti che la possano confermare.

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La Flora

L'ambiente vegetale del territorio del Parco, con il variare delle condizioni climatiche dovute all'esposizione e all'insolazione, è composto da diverse zone vegetazionali che si susseguono con il mutare della quota rispetto al fondovalle.
Partendo dall'alto si possono quindi distinguere quattro differenti ambienti particolari: il bosco termofilo, le pianure destinate all'agricoltura e all'allevamento, il bosco misto e le aree umide.
Dove il clima è più caldo e assolato, come ad esempio sui pendii all'esterno delle forre, si incontra il bosco termofilo che, a causa della lontananza dal fondovalle e dallo scorrere dell'acqua, è composto da specie che necessitano di poca umidità. Tra le piante caratteristiche delle aree più asciutte e presenti in questo ambiente si incontrano il corniolo, il ligustro e la ginestra. Le aree a bosco misto sono popolate da carpino nero, roverella e ornello e nel sottobosco si trovano pungitopo, robbia e ciclamino. Nelle zone più fresche si incontra un bosco composto principalmente da roverella e cerro a cui si accompagnano l'olmo comune, la farnia, il nocciolo e l'acero.

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L'Archeologia

Il Parco Valle del Treja sorge in territorio falisco, i cui due centri principali furono Falerii a nord, l'attuale Civita Castellana, e Narce a sud.
I Falisci, attivi tra l'VIII ed il V secolo a.C., parlavano una lingua simile al latino ma erano legati da stretti rapporti politici all'Etruria. La loro economia era basata su agricoltura e allevamento.
Ebbe notevole importanza l'arte ceramica e dai carmina fescennina si desume la concezione di vita gioiosa, spensieratezza e godimento dei piaceri conviviali di questo popolo.
I Falisci si opposero strenuamente ai Romani nel territorio della Valle del Tevere.

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