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Genio al lavoro

Mario Brugnoni “Pae” e la scultura del legno

(Tione di Trento, 08 Mag 19) Sulla porta del suo laboratorio, Mario Brugnoni Pae, scultore di Storo, tra le Comunità della Riserva di Biosfera "Alpi Ledrensi e Judicaria", ha appeso questa targhetta "Genio al Lavoro, non disturbare – ho già poche idee, non fatemele scappare".

Uno scultore, un artista molto particolare, che utilizzando un tronco di legno, un vecchio palo di un vigneto o una radice lo trasforma, dandogli con la sua arte un'anima. Scolpendo egli crea opere quasi vive, dall'impressione che possano muoversi da un momento all'altro.

Mario, ci racconta che nel 2001 ha iniziato a frequentare i corsi di scultura della "Scuola del Legno" di Praso, in Valle del Chiese e da quell'esperienza non si è più fermato. "La scultura del legno è una disciplina a sé in cui è sicuramente richiesta una grande tenacia e pazienza, perché si sta lavorando su un materiale il legno - che è praticamente vivo, al contrario del marmo o di altri materiali scultorei".

Entrando nel suo laboratorio si è attorniati da moltissime statue, di svariate dimensioni, alcune finite e alcune in lavorazione, mentre sugli alti scaffali sono riposti i modellini in creta delle opere, questi necessari per poter mantenere le stesse proporzioni passando dal piccolo al grande.Il tempo per creare una scultura dipende da svariati fattori, ma la cosa più interessante è il rapporto che si crea tra le sculture e la statua; Mario lo definisce "quasi un raptus artistico" in cui, nel momento in cui la creazione "ti prende" non si è più in grado di abbandonare il lavoro e si passano ore, magari anche durante le fredde serate invernali, a terminare le opere.

Il "Pae" come viene chiamato in paese a Storo, ci porta intorno alla sua casa dove sono collocati i tronchi pronti per essere sgrezzati e poi lavorati; spiega: "il cirmolo o pino cembro è tra le migliori essenze da utilizzare nella scultura, infatti il suo legno è estremamente morbido e lavorabile, ma è estremamente difficile da trovare sulle nostre montagne. Dei legni locali buoni da lavorare invece sono il tiglio, l'acero, la noce ed infine il larice, questo ultimo adatto per sculture non troppo "raffinate" ma idonee ad essere esposte alle intemperie."

Mario oltre ad essere scultore, è un grandissimo appassionato di questo territorio, della sua storia e delle sue montagne e quindi a modo suo ha nel tempo voluto raccontare la storia di queste attraverso la sua visione d'artista. Nel Comune di Storo per esempio ha realizzato la maggior parte delle sculture presenti sul sentiero che sale al Dos del Cingol; in questo caso Mario e altri artisti hanno ricreato i personaggi delle leggende locali che caratterizzano la Rocca Pagana di Storo. I suoi lavori, spesso in collaborazione con altri artisti locali, sono presenti in altre località della Riserva della Biosfera, come ad esempio in Val di Concei, dove è stata rappresentata la leggenda della Fata Gavardina, mentre a Bosco Arte Stenico ha realizzato una splendida opera chiamata "Volo d'uccelli".

Mario è un artista semplice e genuino, con un'allegria contagiosa e un'innata capacità di dar vita al legno, un elemento così presente nella nostra cultura e storia. Come fare a meno di andare a vedere le sue operenei sentieri della Riserva di Biosfera?

In laboratorio con Mario Brugnoni
Statua sospesa
Volo d'Uccelli a Bosco Arte Stenico
 
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