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Sopra e sotto il fiume

(Tione di Trento, 26 Feb 20) Natura e Uomo al freddo rallentano e la vita all'aria aperta diventa difficile, ma non impossibile, infatti la vita sopra e sotto i fiumi e torrenti del nostro territorio ci può rivelare storie estremamente interessanti.

Partiamo innanzitutto dal sopra, dalle rive dei fiumi che nonostante la vegetazione sia molto ridotta, pullulano di vita. I nostri fiumi alpini infatti diventano nel periodo invernale una zona di svernamento per molte specie di uccelli acquatici che normalmente vivono nelle zone artiche o periartiche come la Penisola Scandinava o la Russia. Nonostante infatti le temperature nelle nostre zone in questo periodo siano generalmente rigide - anche se quest'anno sia stato tra gli inverni più caldi - sono sempre più alte di quelle polari nei paesi di origine di questi volatili e quindi nel periodo fra novembre e febbraio le rive dei corsi d'acqua ospitano gallinelle, folaghe, anatre, cormorani ecc.

Il sopra dei fiumi e dei torrenti è facilmente visibile anche da noi umani, mentre quello che succede sotto l'acqua rimane per noi sempre un grande mistero. Svelato però il primo segreto: anche se sopra il corso d'acqua si viene a creare uno spesso strato di ghiaccio, il fiume sotto continua a scorrere; questo fenomeno succede per le incredibili proprietà chimiche e fisiche dell'acqua che si mantiene liquida nonostante le temperature sopra siano ampiamente sotto lo zero.

L'acqua dei fiumi di inverno però cala ed essendo praticamente tutti gli abitanti di questo ambiente a "sangue freddo" ciò causa un generale rallentamento del ritmo di vita della fauna che vive nei corsi d'acqua. I pesci, per esempio come la trota marmorata o fario, lo scazzone, il temolo o il vairone o il salmerino alpino, rimangono per parecchi mesi in uno stato chiamato quiescenza, simile per certi versi al letargo compiuto dai plantigradi e da altri animali che popolano i boschi e le montagne della Riserva di Biosfera. In questi mesi rallentano completamente il proprio metabolismo cercando di sprecare meno energie possibili e utilizzando le riserve di grassi raccolte nel periodo primaverile ed estivo. Per i pesci però la fine di gennaio e l'inizio di febbraio ha coinciso anche con la frega, ovvero la riproduzione e la deposizione delle uova che poi verranno fecondate; si stima per esempio che per le trote vengano depositate circa 2500 uova per ogni chilogrammo di peso dell'animale.

 Anche per la flora acquatica i mesi invernali costituiscono un periodo di riposo e di lotta contro i freddi e contro la scarsità di luce solare. Un esempio molto interessante sono le ninfee che popolano il Biotopo del Lago d'Ampola in Val di Ledro che nel tardo autunno vanno a perdere completamente le foglie immagazzinando completamente i nutrienti nelle grosse e profonde radici subacquee le quali sono ancorate saldamente al fondo del Lago; anche questa è una tecnica per preservare la vita dal freddo, in quanto pur vicina allo zero, l'acqua a livello delle radici non si congela praticamente mai.

 Freddo sopra e freddo sotto ma la vita va avanti, ad un ritmo lento e conservativo, in attesa del "ritorno alla vita" a Primavera che sempre di più stiamo iniziando ad osservare nel paesaggio che ci circonda.

 


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Trota fario
Folaga
Rocca Pagana e Storo
 
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