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Comitato Promotore Club per l’Unesco di Carpineti

Torcianti: “Debutto a giugno con la presentazione dell’antologia di Poeti d’Appennino”

(Sassalbo, 17 Mag 17) Il Consiglio direttivo nazionale della Federazione Italiana dei Club e Centri per l'Unesco, nel mese di aprile, ha ufficialmente approvato la costituzione del Comitato Promotore Club per l'Unesco di Carpineti. Si tratta di un'associazione volontaria che unisce persone provenienti dalle esperienze lavorative e professionali diverse, che condividono gli ideali dell'Unesco e si impegnano a realizzarli attraverso manifestazioni di varia natura.

Abbiamo intervistato Chiara Torcianti per farci raccontare questa esperienza.

"Carpineti, sopratutto negli ultimi anni, ha dimostrato di esprimere una comunità estremamente dinamica tanto sul piano delle iniziative di promozione del territorio radicate nella società civile, quanto su quello del volontariato. Nel caso specifico, "galeotto" è stato il gruppo di lavoro del Presepe Vivente "Anno Domini 1223", una manifestazione che ha avuto luogo per due anni consecutivi (2015 e 2016) e che ha visto coinvolti, al di là dello staff organizzativo, molte associazioni locali e singoli cittadini. Io stessa ne ho fatto parte in qualità di consulente storica e di addetta alla comunicazione. L'idea di fondare un Comitato Promotore per il Club dell'UNESCO a Carpineti è stata dunque lanciata per la prima volta ad alcuni esponenti di questo gruppo di lavoro da parte del Presidente del Club UNESCO di Modena a fine estate 2016. Il Dottor Carlo Pellacani, carpinetano di adozione, infatti era rimasto colpito dalla "filosofia" sottesa ad alcune iniziative legate ad "Anno Domini" a cui aveva partecipato. Amore per la nostra terra e per le sue risorse, convinzione che solo dalla valorizzazione del patrimonio locale possa ripartire tanto una economia "altra" quanto un nuovo senso di comunità: ecco i principi che guidavano gli organizzatori di quelle manifestazioni. Una "filosofia" quindi che aveva punti in comune con gli ideali UNESCO e che, associata al patrimonio storico-ambientale del nostro territorio, rendeva il nostro paese una sede plausibile per un Comitato Promotore. A questo punto, il primo nucleo di "aspiranti comitanti" si è impegnato ad interpellare altre persone che per professione, interessi personali e visione del mondo potessero essere interessate a questa sfida. Da questa consultazione sono infine emersi i 19 soci fondatori del Comitato Promotore per il Club UNESCO di Carpineti."

Quali sono i vostri programmi attraverso i quali volete esprimere i valori e gli ideali dell'UNESCO?
"Durante quest'anno di prova, affiancati dal Tutor del Club UNESCO di Firenze, ci siamo impegnati a portare a termine alcuni progetti e campagne di sensibilizzazione. Il debutto ufficiale del Comitato Promotore del Club per l'UNESCO di Carpineti sarà sabato 17 giugno, quando, in collaborazione con il Gruppo di rievocazione storica "Il Melograno", presenteremo presso il Castello matildico di Carpineti un'antologia di Poeti d'Appennino curata dal Club Unesco di Modena. A fine agosto, invece, in occasione della millenaria Fiera di San Vitale, ci occuperemo della "animazione culturale" del fine settimana. In primis collaboreremo con l'Amministrazione comunale per rendere accessibile al pubblico la mostra <>, inaugurata il sabato della Fiera, in determinati giorni e orari (da stabilire nel dettaglio) fino alla prima settimana di novembre. Stiamo inoltre organizzando un convegno a carattere storico inerente l'Appennino. Inoltre abbiamo intenzione di realizzare un piccolo "info-point UNESCO" nell'ambito di questa kermesse, invitando anche Club "fratelli" a raccontarsi alla cittadinanza. Per il resto, abbiamo posto attenzione alla valorizzazione delle biblioteche, in particolare pubbliche. Se da un lato intendiamo rafforzare l'attività della Biblioteca comunale <> di Carpineti, su un fronte più propriamente solidale sosterremo, insieme al Club UNESCO di Modena, una o più biblioteche pubbliche colpite dal terremoto in Italia centrale. La nostra idea è quella di raccogliere volumi donati dai cittadini per consentire a quei luoghi di cultura e di socialità di tornare ad essere operativi. Proprio nell'ambito della Fiera saremo attivi nell'accogliere i libri che le persone vorranno devolvere per questa causa. In ogni caso, per maggiori dettagli su queste iniziative e per gli aggiornamenti su altri progetti ancora "in cantiere", a breve ci troverete sulle piattaforme social.

'Prendersi cura dell'Appennino' è un po' il brand della Riserva di Biosfera dell'Appennino tosco-emiliano. Che suggerimenti dareste agli altri territori che insieme a Carpineti compongono la MaB?
Difficile dare suggerimenti, dal momento che noi stessi ci siamo appena imbarcati in questa avventura e abbiamo tanto da imparare. Però, proprio sulla scorta di questa consapevolezza, una breve considerazione possiamo farla. Essere parte della MaB è un'opportunità unica per le comunità che la vivono e la animano, su molteplici piani. L'UNESCO stesso valorizza l'apporto alla crescita e alla valorizzazione della Riserva sviluppato dalle organizzazioni "dal basso" in questi territori. Insomma, come cantava Gaber, libertà è partecipazione: quante più sono le comunità locali che si mettono in gioco nel loro piccolo, maggiore sarà la probabilità di essere ascoltati dalle istituzioni e di contribuire alla costruzione della "nostra" Riserva.

Quanto è importante fare rete con altri luoghi e comunità, con altri Club per l'Unesco e anche con altre realtà, anche non appenniniche?
La strategia di rete è essenziale, come dicevo poco fa, non semplicemente perché dal punto di vista pratico la collaborazione tra differenti realtà genera arricchimento e supporto reciproci. Infatti, i nostri territori di Appennino sono votati, storicamente, ad aprirsi verso altre terre e altre storie. Paradossale, forse: ma solo per chi non ne conosce i sentieri ed i passi. D'altronde, specie in questo mondo globalizzato, una comunità è competitiva se esalta la propria identità senza chiudersi al confronto ed alla condivisione. UNESCO chiede ai Club ed ai Comitati promotori proprio di favorire il dialogo tra differenti collettività attraverso le armi di scienza, cultura ed educazione. Quindi sarebbe un vero controsenso, nonché uno spreco, che il nostro Comitato si privasse della possibilità di imparare e di crescere attraverso la collaborazione con Club già affermati, sia nel caso le affinità storiche siano palesi sia che il punto di incontro sia la scoperta di saperi e bellezze a noi meno familiari.

 
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