Vai alla home di Parks.it
Banner Locale per la promozione del territorio

IL CLIMA È IMPAZZITO?

5 dicembre ore 20.30 Oratorio Don Bosco a Castelnovo ne' Monti

(Sassalbo, 03 Dic 18) Guardo la natura che amo dal finestrino della mia auto e percepisco qualcosa che non va: foglie troppo secche, nuvole di primavera in pieno inverno, piogge torrenziali e al tempo stesso fiumi senz' acqua. Non so bene se quello che sento sia del tutto vero o frutto di condizionamenti: saranno false le informazioni? Sarò io che non voglio credere a una cosa così grave? Come mai la maggior parte delle persone non si preoccupa minimamente dei cambiamenti climatici? Sarà forse perché gran parte di noi non vive più la natura, trascorre la maggior parte del tempo in ambienti artificiali, con temperature artificiali, suoni artificiali, luci artificiali. Come fanno costoro ad accorgersi che la foglia è più gialla, l'acqua è più opaca, ecc? Sarà forse perché le persone si sentono impotenti di fronte a un problema così grande e tutti aspettano che sia qualcun' altro a fare qualcosa? Ma cosa sta succedendo veramente? Cosa dobbiamo aspettarci? Cosa dobbiamo e possiamo fare? I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche e costituiscono una delle principali sfide attuali per l'umanità. Molti ne parlano, pochi agiscono eppure sta succedendo esattamente quello che gli scienziati ci avevano detto. Noi siamo sentinelle: Parco Nazionale e Biosfera Unesco dell'Appennino tosco emiliano hanno un elemento di identità geografica, storica e ambientale nel crinale, confine climatico. E' luogo appropriato per la ricerca e il monitoraggio sul campo. Questa sottile cresta di Appennino che da secoli divide il clima temperato del Mediterraneo dal clima continentale della pianura padana è uno dei punti sensibili: in pochi metri sui crinali del Succiso o del Malpasso si passa dalle graminacee al mirtillo, da un manto di neve continuo alle praterie secche che si scaldano al sole d'inverno. Equilibri sottili governano la montagna: gli alberi colonizzano le praterie di vetta, le alghe intorpidiscono le acque trasparenti dei laghi, le querce invadono i territori dei faggi, gli abeti muoiono attaccati dai parassiti, la neve dura un attimo e poi è già sciolta, le torbiere seccano e diventano prati. Noi finora cosa abbiamo fatto? Ci siamo attrezzati contro gli incendi anche nelle aree dove prima non erano mai venuti? Abbiamo creato le condizioni per contenere le alluvioni soprattutto nei bacini piccoli che sono quelli che vanno in crisi con le piogge super intense? Abbiamo reso più stabili le foreste soggette ad attacchi di parassiti o contro il vento? Stiamo tenendo sotto controllo le specie aliene? Continuiamo a tagliare le foreste come se nulla fosse successo… non varrebbe la pena di conservare un pino, un abete anche se frutto di rimboschimento? Potrebbe esserci utile, no? E i campi li lavoriamo sempre allo stesso modo, ma sarà il modo migliore? Ritocchino… franappoggio? Qual è il migliore mix di foraggere per il parmigiano reggiano ai tempi del cambiamento climatico? Insomma bisogna agire: agire come cittadini attraverso il voto, agire come consumatori attraverso i nostri acquisti, agire come soggetti istituzionali preparandoci a quello che sta succedendo- Il 5 Dicembre, a Castelnovo ne' Monti, presso l'oratorio don Bosco, parleremo di questo insieme agli amici scienziati del CNR Andrea Bergamasco e Paolo Bonsoni, per capire meglio quello che sta succedendo, per cercare di contrastare questa gravissima minaccia, ma anche per prepararci e mettere in atto tutte le strategie possibili per difenderci e difendere la natura che amiamo.


Allegati:
 
share-stampashare-mailQR Codeshare-facebookshare-deliciousshare-twitter
© 2018 - Ufficio Riserva MAB Appennino Tosco-Emiliano