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Francesca Bianchi, vivere il teatro nella Riserva Mab Unesco dell'Appennino tosco-emiliano

La scelta di esercitare e di condividere la sua arte mettendo radici nel cuore del versante reggiano

(Felina, 04 Ago 20) Francesca Bianchi, donna di teatro a tutto tondo, ha scelto di esercitare e di condividere la sua arte mettendo radici nel cuore del versante reggiano della Riserva, a Felina (Castelnovo né Monti). Si racconta, senza ombra di contraddizione, con libertà e al contempo con una sorta di pudore sorridente. Il pudore che deriva dalla consapevolezza di quanto il teatro possa essere un'arma potente di inclusione sociale e di crescita individuale ma mai solitaria – a maggior ragione in questi tempi di diffidenza globalizzata. Diventare esseri umani è un'impresa collettiva, sembra dirci mentre spiega i motivi che l'hanno spinta a rendere l'Appennino la sua base operativa.

Nella sua concezione di teatro, l'area della Riserva, infatti, non è un semplice arredo di scena, bensì "il tronco", portatore di infiniti significati e risorse, ai quali ancorare saldamente le esperienze di vita. E, ancora, ribaltando il preconcetto che vuole il teatro un fenomeno urbano, lo spazio laboratoriale, da lei costruito, mira a portare anche i "reggiani di pianura" in Riserva per condividere teatro con i "montanari" - ma anche per consentire loro di respirare il senso di comunità che in questi territori ancora si può sperimentare.

Forse non è così azzardato affermare che lo sviluppo sostenibile delle comunità della Riserva passi anche dal vivere esperienze di teatro che coinvolgano bambini, adulti, persone diversamente abili – perché nutrendo nei singoli la capacità di incontro e di ascolto dell'altro, esse possono davvero diventare più solide, flessibili, resistenti. Non è un caso se l'Unesco abbia riconosciuto questa arte, già dal 1948, quale una delle massime forme espressive dell'animo umano e strumento di comprensione reciproca tra individui e gruppi. "Nulla di ciò che è umano mi è estraneo", scriveva Publio Terenzio Afro, non a caso uno dei più noti commediografi latini.

Forse questo breve articolo potrà sembrare nettamente sbilanciato sul fronte "umano" del binomio che fonda il programma Mab Unesco, come se la controparte, essenziale, ovvero la biosfera, fosse declassata a silenziosa comprimaria. Innegabile che l'aspetto culturale e sociale prevalga, parlando di teatro. Eppure, dalle parole di Francesca – ben più che dalle mie – emerge palpabile il ruolo essenziale giocato nella sua vita e nella sua arte da quel contesto, mai semplicemente cornice ma piuttosto fonte di nutrimento, che è l'ambiente della Riserva Mab dell'Appennino tosco-emiliano.

Il link alla videointervista: https://youtu.be/hxwQPc1DbGU 

(Chiara Torcianti. Club per l'Unesco di Carpineti)

Francesca Bianchi
 
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