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Gli stretti di Giaredo e Cavezzana Gordana raccontati in un libro di Fabrizio Rosi

Alla scoperta di una terra piena di meraviglie

(Stretti di Giaredo, 10 Ago 20) Nella valle del Gordana, dove il torrente sta per abbandonare il territorio di Zeri, gli Stretti di Giaredo rappresentano uno degli angoli più belli e suggestivi della Lunigiana. Ci troviamo all'estremo nord-ovest della Toscana, in una terra che è punto di incontro e di sintesi tra tante culture e popoli diversi. Basta, infatti, fare un passo verso settentrione e ci troviamo nelle pianure emiliane mentre svoltando un poco a ovest già si avverte l'odore del mar Ligure.

È qui, a metà strada tra i comuni di Zeri e di Pontremoli, che si trovano gli Stetti di Giaredo, luogo magico dove la natura offre scorci di rara bellezza, con l'acqua che scorre con un tragitto tortuoso, stretta fra alte pareti di roccia colorata, dai profili tormentati. Poco distante dagli Stretti si trova l'abitato di Cavezzana Gordana, suddiviso in Villa superiore e Villa inferiore.

Fabrizio Rosi, preside in pensione, ha deciso di raccontare questa valle. Assieme alla moglie, da qualche anno divide la sua vita tra Pontremoli e Cavezzana alla riscoperta del contatto della terra (con un piccolo orto davanti a casa anche se ammette che i suoi vicini, più avvezzi alla pratica agricola, "sono molto più bravi di me") e della tranquillità che questo luogo immerso nel verde può donare, permettendogli di comporre musica, visto che Rosi è anche un valente chitarrista e flautista. Da questo incontro nasce il volume "Gli Stretti di Giaredo e Cavezzana Gordana" (edizioni Il Fiorino) ed è lo stesso autore che sottolinea come la scelta di stabilirsi in questo luogo "ha rafforzato nel tempo un forte legame con queste terre fino ad avvertire, come primario e urgente, l'impegno nella loro salvaguardia e nel loro miglioramento. Motivo per cui il libro vuol essere innanzitutto un omaggio a questa parte di Toscana, a chi la abita e a chi l'ha abitata. Qui avvertiamo, giorno dopo giorno, di appartenere a un territorio incantevole nel quale la natura rinnova ogni anno il rito delle stagioni offendo agli uomini occasioni di rara bellezza".

Il libro, che si presenta sia per il formato, sia per i contenuti, come una guida, racconta di Giaredo, l'antico podere conosciuto fin dal '700 per il suo eccellente vino.

Attraverso la testimonianza di chi vi ha abitato nel secolo scorso è stato possibile ricostruire momenti, non sempre facili, di vita contadina. Un percorso che ha le sue basi nella ricerca storica, dando spesso la parola agli studiosi che nel passato hanno prestato un occhio a questa zona, che non offriva solo gli stretti di Giaredo (un tempo luogo ancestrale, misterioso e pauroso, non a caso definito anche "l'orrido"), ma anche un podere di assoluto interesse.

Il volume di Rosi fa scoprire una terra piena di meraviglie, permettendoci di conoscere Cavezzana e il territorio che lo circonda. Si passa quindi dalle dighe di Giaredo alla chiesa di Santa Maria Assunta (che custodisce una statua della Madonna con il Bambinello, ricordata in un documento del 1684), il tutto collocato storicamente con i resoconti delle visite del vescovo Lomellini (XVIII secolo) e della visita del Commissario Comunitativo del 1789, documenti importanti per conoscere l'attività dei parroci, l'inventario dei beni, la descrizione dell'interno dell'edificio. Cenni di storia dell'antico mulino, del cimitero, le Maestà, la tradizionale festa del 15 agosto. Senza dimenticare la flora e la fauna testimonianza di una ricca biodiversità.

Gli Stretti di Giaredo? Rosi sceglie di far raccontare il suggestivo canyon dalle parole degli storici e dei geologi ma soprattutto dalle stupende immagini, facendo comprendere che la visita agli Stretti non può essere né spiegata né raccontata, ma solo vissuta, con gli occhi del singolo che sono l'unico filtro possibile per raccogliere dentro di sé lo spettro delle sensazioni che questo magico luogo suscita. Infatti, gli Stretti offrono un panorama suggestivo, con specchi d'acqua trasparente, cascatelle, gole anguste e rocce di enormi dimensioni incuneate nel torrente, oltre a una ricca flora e fauna. Tanto che sono un sito di interesse comunitario (SIC), ovvero quei luoghi finalizzati alla conservazione degli habitat naturali e delle specie animali e vegetali di interesse comunitario per tutelare la biodiversità. Paesaggi unici nel loro genere per fascino, luoghi incontaminati dove quasi non si sente l'impronta dell'uomo e questo luogo selvaggio sembra capace di far esplodere la bellezza della natura in tutto il suo fascino eterno.

(Riccardo Sordi)

“Gli Stretti di Giaredo e Cavezzana Gordana” (edizioni Il Fiorino)
Fabrizio Rosi
Ponte su Gordana
 
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