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Allargamento Riserva Biosfera Appennino UNESCO

(Sassalbo, 03 Set 20) La Riserva di Biosfera dell'Appennino Tosco Emiliano, dal giorno del riconoscimento (7 giugno 2015) ad oggi, ha intrapreso un percorso ininterrotto di attività sul territorio e al di fuori di esso.

Ha operato innanzitutto per conoscere e far conoscere con vari strumenti i tanti "perché" del riconoscimento UNESCO.Ha insediato gli organismi previsti dalla governance, a partire dall'assemblea consultiva permanente che si è riunita con cadenza annuale il 19 febbraio di ogni anno. Ha partecipato attivamente agli appuntamenti internazionali, europei e nazionali della rete (dalle Conferenze di Lima e Parigi, agli appuntamenti Euromab della Dordogne e di Dublino, fino a quelli nazionali del Vesuvio e del Monviso). Ha elaborato una propria strategia di branding, fondata sul concetto del prendersi cura dell'Appennino.

Sono stati elaborati metodologia e contenuti dell'Action Plan, programma aperto e in costante aggiornamento che conta oltre 70 progetti di diversa importanza e consistenza, molti dei quali già attuati e in gran parte in corso di attuazione. Il Piano è orientato all'attuazione dei 17 obiettivi 2030 dell'ONU, è specificatamente concentrato a far crescere motivazione, consapevolezza e capacità delle risorse umane dell'Appennino e per l'Appennino, nella prospettiva generale di programma MAB. Gli ambiti principali di impegno sono quelli dell'educazione alla sostenibilità, della conservazione della biodiversità, del contrasto ai cambiamenti climatici per formare la crescita di comunità ed economie responsabili, resilienti e di successo.

I soggetti capofila responsabili delle singole azioni del piano e altresì quelli coinvolti come partner sono tanti e diversificati e operano su base di intese e collaborazioni siglate di volta in volta. Nell'insieme la mappa delle collaborazioni avviata dalla Riserva di Biosfera, tocca un arco larghissimo, di soggetti pubblici e privati di diversa importanza e dimensione, dall' Unione Europea fino a micro associazioni locali.

Alla luce di queste prime e positive esperienze, si propone l'allargamento della Riserva della Biosfera dell'Appennino Tosco Emiliano, anche per dare risposta a diffuse e qualificate manifestazioni di interesse, giunte dai territori limitrofi che presentano affinità ambientali, storiche e culturali e le cui comunità vogliono collaborare al perseguimento degli obiettivi globali e locali del programma MAB UNESCO. Tali richieste di allargamento si sono manifestate da subito e sono via via cresciute insieme con l'operare della Riserva e l'attivazione di collaborazioni oltre i confini della stessa.

Una spinta ancora più forte è venuta in relazione ad eventi di rilevanza globale quali l'inasprirsi dell'emergenza climatica e più recentemente la pandemia Covid 19: entrambi hanno rafforzato ulteriormente la volontà delle comunità interessate a partecipare al progetto territoriale "Riserva della Biosfera".

L'inasprirsi dell'emergenza climatica, che si è manifestata in modo palpabile e preoccupante anche all'attenzione comune, sul nostro territorio (alte temperature estive, mancanza di neve, venti forti, eventi meteorici di grande intensità) ha toccato strati più larghi e profondi dell'opinione pubblica, in particolare tra i giovani e nelle scuole. E' stata altresì raccolta e rilanciata l'iniziativa dei "Venerdì per il futuro" (Fridays for future). Ciò ha trovato riscontro nei parchi, ma ha avuto forte richiamo anche nei distretti industriali e nelle aree urbane prossime alla Riserva della Biosfera.

Più recentemente la pandemia Covid 19 e il conseguente lockdown hanno fatto toccare con mano, indistintamente a tutti il valore dei beni comuni e della natura, mettendo in crisi l'idea che lo sviluppo possa essere fondato su eccellenza e specializzazione a prescindere dalla dimensione, dall'ambiente e dal territorio. Questa consapevolezza si è affermata sia nel pensiero accademico, nei centri universitari e della programmazione pubblica. Al tempo stesso si è rafforzata nelle comunità locali, nelle famiglie e nelle persone, che si sono rese conto in primis nelle città dell'importanza di avere spazi e ambienti naturali vicini e fruibili.

Per questi motivi la domanda di allargamento si è manifestata sia in territori ad alte quote - che obiettivamente rappresentano una continuità della Riserva della Biosfera, lungo il crinale appenninico confine climatico tra Europa e Mediterraneo - sia nelle aree collinari, periurbane e prossime alla costa, le cui comunità e attività economiche sono i principali consumatori e beneficiari dei servizi ecosistemici messi a disposizione delle aree più boscate e naturali dei Parchi e delle terre alte.

La nuova Riserva di Biosfera che si propone ridefinisce le proprie identità, priorità e polarità, mettendo al centro dell'area e del progetto il capitale naturale e attorno ad esso una fascia allargata di operatori e consumatori coinvolti in dinamiche di urbanizzazione e sviluppo economico; in definitiva di risorse umane disponibili a un patto e a un impegno comune per la sostenibilità.

Il processo di allargamento – ancorché portato avanti in un tempo e in un contesto relazionale difficile, ha solidi presupposti e solide radici. Il territorio, compreso tra la Via Emilia e il Mediterraneo, tra le millenarie consolari romane Via Emilia e Via Aurelia e i loro raccordi inter–Appenninici, è un ricco mosaico che esprime una sua profonda unità, naturale, geologica e storica.

La progettualità della nuova Riserva della Biosfera si amplia anche concettualmente, proponendosi come laboratorio di un patto tra città e borghi montani, tra comunità rurali e urbane fortemente correlate, tra popolazioni residenti in ambiti contigui, che esprimono stili di vita fortemente differenti e stanno tuttavia scoprendo una forte comunanza di problematiche, di aspirazioni e bisogni concreti come per esempio alberi e boschi per la città e connessioni veloci per le aree rurali.

La prospettiva dello smart working (lavoro a distanza) consente di immaginare forme più sostenibili ed equilibrate di insediamento e residenza e di uso e scambio reciproco delle risorse locali.Si tratta di interpretare e mettere in campo un "patto metro-montano" tra comunità rurali e urbane, ovvero per dirlo con le parole dell'Unione Europea un innovativo progetto di "rurbanization", un nuovo modello di relazioni, collaborazioni e scambi che consenta all'Appennino di integrare, influenzare positivamente lo sviluppo delle regioni in cui è inserito. Si rivolge perciò a più ampie comunità, non solo quelle presenti sul crinale appenninico, ma anche su un largo territorio compreso tra i distretti industriali emiliani e la costa Ligure - Tirrenica Si tratta di una sfida alta, che può inserirsi nel Green Deal europeo, che richiede e consente di impegnare un arco di risorse umane più ampio attraverso partecipazione ed alleanze territoriali. Nel territorio candidato si trovano eccellenze quali l'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima CNR del Cimone, il nuovo Tecnopolo e la vocazione educativa di Reggio Emilia, gli itinerari culturali di pellegrinaggio e le reti dei castelli e delle dimore storiche di Garfagnana e Lunigiana, il settore agroalimentare di Parma, fino ad arrivare al contatto con i distretti della meccatronica, della ceramica e della fascia turistica costiera ligure – toscana.

Partendo dai temi che oggi rappresentano i punti di forza, l'allargamento consente alla Riserva della Biosfera di ampliare il suo agire a 360 gradi, superando così la sua mission originaria di sostenibilità, includendo i beneficiari dei servizi generati dal capitale naturale e rafforzando connessione e interdipendenza fra ambiti urbano e rurale. Ciò esige e giustifica un rafforzamento della governance, che si propone sempre fortemente basata su una partecipazione articolata su basi territoriali e potenziata nel centro di un coordinamento con un ruolo più rilevante delle regioni Emilia – Romagna e Toscana.

 
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