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Il successo dell’estate 2020 in Appennino: la lezione che dovremmo trarne

Sono davvero tanti coloro che hanno scelto l’Appennino tosco-emiliano come meta per le vacanze e il tempo libero. Ora che siamo giunti alla fine dell’estate arriva il momento di fare un bilancio

(Appennino tosco-emiliano, 18 Set 20) Rifugi pieni, laghi affollati di famiglie e villeggianti, ciclisti appassionati su tutte le strade della montagna. Sono davvero tanti coloro che hanno scelto l'Appennino tosco-emiliano come meta per le vacanze e il tempo libero. Ora che siamo giunti alla fine dell'estate arriva il momento di fare un bilancio.

I turisti ci sono stati

A causa del Coronavirus il tempo ferie è stato ridotto, visto che molti avevano dovuto usufruirne forzatamente durante il lockdown. Anche la possibilità di viaggiare all'estero è stata molto limitata. Di questi motivi il turismo locale e di prossimità ne ha beneficiato molto e l'Appennino è stato preso d'assalto nei mesi di luglio e agosto, nonostante non ci fossero i classici eventi annuali o altre manifestazioni che in genere attraggono turisti.

Chi sono coloro che hanno scelto di visitare la l'Appennino?  Al primo posto si confermano i villeggianti, già in possesso di seconde case, che hanno deciso di passare periodi più lunghi rispetto al solito.

"Veniamo dalla provincia di Milano e possediamo una seconda casa a Felina - racconta Patrizia -. Quest'anno, con la mia famiglia abbiamo deciso di trascorrere qui luglio e agosto. Ne abbiamo approfittato per organizzare molte gite, e per visitare meglio il territorio, visto che finora lo avevamo scoperto solo superficialmente".

Le mete preferite dai turisti: lago Calamone, Monte Fosola, Monte Cusna, sorgenti del Secchia.

"Mai visti così tanti escursionisti la domenica - racconta Giusi, originaria di Nismozza -. Per trovare un posto libero ai laghi del Ventasso bisognava partire di mattina all'alba".

Per quale motivo la montagna è stata preferita alle mete marittime? Probabilmente, in un momento così particolare della nostra storia, ha influito anche un fattore psicologico: spazi aperti, natura incontaminata e la possibilità di fare tanto sport danno un senso di sicurezza e benessere maggiore rispetto a spiagge e locali al chiuso, dopo tanti mesi costretti a stare in casa a causa della quarantena.

"È la prima volta che visitiamo l'Appennino - dicono Francesco e Chiara, due villeggianti fiorentini -. Siamo venuti a trovare degli amici e per qualche giorno abbiamo scelto di fermarci qui. Siamo appassionati camminatori e amanti del buon cibo e qui ci sono entrambe le cose".

Il futuro

Per i prossimi anni non passa inosservata la necessità di ripensare all'offerta turistica. Ambienti curati con spazi dedicati alle famiglie e aree attrezzate d'ogni necessità dovrebbero trovarsi in ogni Comune all'interno della Riserva MAB UNESCO dell'Appennino tosco-emiliano.

Salute e sicurezza devono essere i claim per attirare il maggior numero di persone e rimettere in moto l'economia locale. Questo sarebbe un modo per riportare anche tanti giovani a vivere in Appennino tutto l'anno.

(Cecilia Tondelli)

 
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