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Riserva Naturale Integrale Bosco Nordio |
L'Area Protetta |
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Carta d'identità
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Un bosco antico più di 1000 anni... |
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Bosco Nordio è situato sul sistema di dune più antico del litorale
veneto compreso tra Chioggia (VE) ed il fiume Po che probabilmente
risale ad almeno 2 millenni fa (Pignatti, 1959). |
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Le formazioni boschive |
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La morfologia di Bosco Nordio ha condizionato e condiziona tuttora la distribuzione della vegetazione. I consorzi di leccio (lecceta o orno-lecceta), si stabiliscono sulla parte più alta delle dune, mentre nelle depressioni infradunali, è presente il querceto a farnia. Il passaggio tra una formazione e l'altra tuttavia non è così netto e i due tipi di vegetazione spesso si compenetrano e si sovrappongono. |
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La Lecceta |
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Nelle zone di margine e recentemente colonizzate, troviamo un boschetto fitto composto, nel piano superiore da leccio (Quercus ilex) ed orniello (Fraxinus ornus) dalla struttura apparentemente disordinata, ma che in realtà rappresenta una fase preparatoria per l'orno-lecceta matura. Alle specie arboree si accompagna un rigoglioso strato di arbusti tipicamente mediterranei come l'asparago pungente (Asparagus acutifolius) e la vitalba minore (Clematis flammula) unitamente ad altre specie diffuse nella pianura padana come il biancospino (Crataegus monogyna), il ligustro (Ligustrum vulgare) e la sanguinella (Cornus sanguinea). Nello strato inferiore compaiono il pungitopo (Ruscus aculeatus) e l'edera (Edera helix). |
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Il Querceto |
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Negli avvallamenti tra le dune, circoscritto in corridoi lunghi e stretti, si è stabilito il querceto a farnia (Quercus robur) nel quale singoli individui adulti raggiungono e superano i 20 metri. Alla quercia si aggiungono alcuni individui di tiglio (Tilia cordata), di pino marittimo (Pinus pinaster) e di pino domestico (Pinus pinea). Nei punti in cui vi è una maggiore disponibilità idrica per la presenza di una falda più superficiale, e quindi il terreno è più umido, compare qualche esemplare di pioppo bianco (Populus alba) e ontano nero (Alnus glutinosa), che sono specie igrofile, cioè piante che amano l'acqua. |
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La Flora del Nordio |
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La componente più diffusa e interessante della flora del Nordio è sicuramente quella mediterranea, dato che il Bosco si colloca in quella fascia territoriale che rappresenta il limite dell'areale del leccio, al quale si conferisce il carattere di relitto. Le specie mediterranee presenti sono, oltre al leccio (Quercus ilex), asparago pungente (Asparagus acutifolius), robbia (Rubia peregrina), pungitopo (Ruscus aculeatus), Osyris alba, clematide (Clematis flammula), caprifoglio mediterraneo (Lonicera etrusca) e fillirea (Phillyrea angustifolia). La flora si differenzia poi ulteriormente anche in relazione alla disponibilità di acqua, al microclima che si instaura e anche ad altri fattori. |
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La Fauna |
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La particolare collocazione geografica di Bosco Nordio, unitamente alla
molteplice diversità dei biotopi esistenti, determinano interessanti
presenze faunistiche. |
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Gli interventi di Conservazione di Veneto Agricoltura |
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Gli interventi di conservazione della Riserva Naturale Integrale di Bosco Nordio, avviati da Veneto Agricoltura nel 2000, sono volti a riportare l'area alle condizioni di naturalità che le sono proprie attraverso la ricomposizione floristica, il restauro del territorio e la tutela del sito. All'interno della Riserva erano presenti alcuni elementi estranei alla naturalità del luogo (quali specie vegetali ed animali non autoctone, aspetti orografici derivanti da attività antropiche) ed al concetto di integralità, volto alla conservazione e tutela della biodiversità correlata al mantenimento delle specie arbustive ed arboree autoctone; tali elementi sono di ostacolo ad una naturale ed equilibrata evoluzione dell'ecosistema. In aree perimetrali e negli spazi venutisi a creare a seguito dell'eliminazione delle specie arboree non autoctone (autoctono è l'organismo vegetale o animale originario della regione geografica in cui viene raccolto od osservato), al fine di arricchire la componente floristica e per accelerare un processo di colonizzazione che di per sé avverrebbe anche naturalmente ma con ritmi più lenti, si stanno mettendo a dimora giovani piante di specie tipiche delle nostre zone di pianura e litoranee tra le quali: leccio (Quercus ilex), farnia (Quercus robur), rovere (Quercus petrea), roverella (Quercus pubescens), orniello (Fraxinus ornus), olmo campestre (Ulmus minor), ontano napoletano (Alnus cordata), salice bianco (Salix alba), carpino nero (Ostrya carpinifolia), perastro (Pyrus pyraster). Le specie arbustive utilizzate sono state invece: ginepro comune (Juniperus communis), ginestra (Spartium junceum), prugnolo (Prunus spinosa), pado (Prunus padus), frangola (Rhamnus frangola), crespino (Berberis vulgaris), ligustrello (Ligustrum vulgare), scotano (Cotinus coggyria), biancospino (Crategus monogyna). Al fine di migliorare l'aspetto paesaggistico per ricostituire un'orografia più naturale, mediante movimenti di terra sulle zone piane e senza effettuare riporti di materiale dall'esterno sono state ricostruite le dune tipiche dell'ambiente costiero ed alcune bassure definendo inoltre un nuovo percorso della viabilità interna di migliore impatto paesaggistico. |