Vai alla home di Parks.it
Banner Locale per la promozione del territorio

Visita guidata classica - percorso ad anello

Infanzia Primarie Medie Superiori Insegnanti Gruppi Altro
scuola elementare scuola media (secondaria 1° livello) scuola superiore (secondaria 2° livello) accompagnamento

Due sono i principali percorsi attraverso i quali il visitatore può scoprire la Riserva naturale.
Il principale e più frequentato è relativamente breve e circolare (percorso ad anello), mentre il secondo, decisamente più impegnativo, arriva fino alla foce e richiede maggior tempo. Entrambi iniziano e si concludono presso il Centro Visite.
All'interno di questa struttura, tra diorami, plastici e cartelli esplicativi, il visitatore si prepara alla visita sul campo. La prima tappa "obbligata", comune ai due percorsi, è il "Museo della Papera", che permette di osservare dalle sue vetrate il ripristino d'acqua dolce, dove spesso pascolano i cavalli Camargue. Negli anni queste zone, fino a poco tempo fa (2002) intensivamente coltivate, hanno subito notevoli cambiamenti ad opera dell'uomo, trasformandosi inizialmente da ambienti palustri in pascoli quindi in campi coltivati a seguito delle bonifiche agrarie (nel periodo tra le due guerre mondiali). L'intervento di ripristino ambientale che si può ammirare e che caratterizza l'Isola della Cona (una piccola parte della Riserva Naturale), è stato realizzato mediante tecniche di ingegneria naturalistica: sono stati chiuse le scoline artificiali e rimodellate zone più o meno profonde ed isole. Questo ha permesso di limitare il deflusso delle acque dai campi, creando un ambiente di prato umido e di palude d'acqua dolce, con ampi specchi d'acqua poco profondi. L'alimentazione del ripristino è garantita da acqua dolce proveniente dalla pioggia e grazie all'esistenza di pozzi artesiani. In questi ambienti rinaturalizzati si applica un'attenta gestione e un rigoroso controllo dei livelli dell'acqua e della vegetazione; in particolare nel ripristino che si osserva qui la vegetazione viene tenuta sotto controllo con il pascolo e lo sfalcio, per garantire la presenza di ampi spazi aperti e prati, creando un ambiente ideale per specie come le oche grigie o "selvatiche" (Anser anser), i cavalieri d'Italia (Himantopus himantopus), le pavoncelle (Vanellus vanellus), i "limicoli" in genere e tantissime altre specie che qui sono presenti a seconda delle stagioni. Al piano terreno del Museo c'è il bar mentre al piano superiore si trova l'Osservatorio della Sarsegna (Alzavola in veneto), la cui posizione elevata garantisce una vista spettacolare. Aironi, gabbiani, rallidi e, specialmente, oche e anatre sono di norma presenti qui con centinaia di individui, non di rado alla portata di una buona macchina fotografica (meglio se munita di teleobiettivo).


Visita guidata classica - percorso ad anello

Lunghezza: 2 km
Difficoltà: facile ed adatto a tutti
Accessibilità: ci sono alcuni gradini da superare e una passerella in legno Incamminandosi lungo il percorso ad anello si nota subito una particolare struttura di legno si tratta di un recinto per i cavalli ed i bovini con la funzione anche di una vera e propria "trappola" che serve per la gestione di animali allevati allo stato brado. I cavalli presenti in Riserva sono di razza Camargue: sopravvissuta da tempi immemorabili nella omonima regione della Francia meridionale, nel delta del Rodano. I "Camargue" sono di carattere forte, coraggioso ed allo stesso tempo equilibrato e ciò li rende particolarmente adeguati alla sella, ad un utilizzo come animali da lavoro con il bestiame e al turismo equestre. Alla nascita i puledrini sono grigi scuri, morelli o bai scuri, e diventano poi "bianchi" (grigio chiaro in realtà) in età adulta. Nei piccoli specchi d'acqua che si incontrano lungo il percorso pedonale si potranno osservare facilmente nei mesi primaverili parecchi animali, come ad esempio la altrove rara testuggine palustre (Emys orbicularis), un rettile che può raggiungere 35 centimetri di lunghezza ed 1 chilogrammo di peso. E' carnivora e la sua dieta comprende sia piccoli vertebrati che invertebrati acquatici. I mesi più indicati per osservarla sono quelli tardo-primaverili, periodo in cui questi rettili, appena usciti dal letargo invernale, hanno maggior necessità di esporsi al sole. Molto comune è anche la biscia d'acqua o natrice dal collare (Natrix natrix). Si tratta di un innocuo serpente molto comune nelle zone umide e presso gli stagni: può raggiungere il metro e cinquanta di lunghezza, ed anche più, ma solitamente gli esemplari che si osservano sono più piccoli. Interessanti da osservare sono anche i tritoni, anfibi comuni negli stagni della Riserva dove compaiono due specie diverse: il tritone crestato meridionale (Triturus carnifex) ed il tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris). I tritoni appartengono agli Urodeli, un ordine di anfibi che mantiene la coda anche dopo la metamorfosi. Saranno anche facilmente visibili, nelle stagioni calde, le delicate libellule. Dopo la schiusa delle uova conducono una fase di vita acquatica sotto forma di ninfa; le ninfe sono in realtà notevoli predatori e possono atturare e divorare prede delle dimensioni di un girino anche ben sviluppato. La ninfa risalendo in superficie lungo uno stelo di canna palustre si trasformerà poi nell'insetto adulto. La libellula adulta (oltre 30 specie diverse osservate nella Riserva naturale!) ha grandi occhi composti, mandibole potenti, due paia di grandi ali trasparenti, ed un addome lungo e filiforme. Il primo osservatorio che si incontra lungo il percorso è detto "del Piropiro", da qui nei mesi estivi si può osservare una numerosa colonia di gruccioni (Merops apiaster) che si concentra su una parete di terra verticale, appositamente modellata. Il nome dell'osservatorio è dato da quello di alcune specie osservabili in primavera ma anche in tarda estate ed autunno. Si tratta di piccoli trampolieri che sono soliti ricercare il cibo nelle acque basse, nel fango tra le erbe palustri e nei prati umidi. Gli osservatori (o "punti di osservazione") come questo sono stati costruiti con lo scopo di nascondere almeno parzialmente alla vista degli uccelli selvatici la sagoma di chi osserva: in questo modo gli animali sentendosi più sicuri e tranquilli si avvicinano
maggiormente ed è perciò possibile ammirarli o fotografarli a breve distanza, attraverso le feritoie delle schermature. E' probabile che gli uccelli migratori che frequentano le riserve naturali apprendano a riconoscere come "innocue" le persone che li osservano, anche se numerose e non sempre veramente invisibili. Si realizza nei fatti, dunque, una sorta di giardino zoologico al contrario: l'uomo in gabbia (costretto lungo i sentieri schermati o nei capanni) e gli animali liberi!
Il secondo osservatorio che si incontra è quello della "Pavoncella", un caratteristico ed elegante uccello limicolo (bianco e nero, con un lungo ciuffo sulla nuca e lunghe ali dagli apici tondeggianti) che si può spesso ammirare per gran parte dell'anno sui prati e gli isolotti antistanti. Attraverso le feritoie lo sguardo spazia su un ripristino ambientale finalizzato alla creazione di prati umidi e paludi d'acqua dolce. I prati umidi sono l'ambiente ideale per osservare al pascolo le oche grigie (Anser anser) presenti tutto l'anno e le oche lombardelle o granaiole (Anser albifrons, Anser fabalis) presenti nei mesi invernali e nei periodi più freddi. Gli isolotti vengono sfruttati come luoghi di sosta o "roost" dalle pavoncelle e dai gabbiani: comuni (Larus ridibundus) e corallini (Larus melanocephalus) e tantissime altre specie. Poco più avanti rispetto a questo osservatorio il sentiero si divide: a desta una scaletta porta a superare l'argine e a proseguire verso la Foce (SENTIERO DELLA FOCE descritto nelle pagine successive) mentre a sinistra il percorso ad anello continua il suo giro. Terzo osservatorio sull'area del ripristino, sempre lungo il percorso ad anello che stiamo seguendo, è quello del "Cavaliere d'Italia". questo osservatorio si affaccia sulle zone d'acqua più spesso allagate del ripristino, alternate a isolotti emergenti. Sono ambienti frequentati dalle "anatre di superficie", da alcune specie di aironi, da alcuni rallidi e da vari trampolieri. Il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus) è una specie migratrice nidificante, presente nella Riserva dalla fine di marzo agli inizi di settembre; è un uccello estremamente elegante, lungo una quarantina di centimetri, bianco con le ali ed il dorso neri e lunghe zampe rosse che sfrutta per ricercare il cibo in acque profonde una ventina di centimetri e più. E' perciò una specie del tutto caratteristica ed inconfondibile, presente grosso modo da marzo a settembre. Di seguito si incontra l'osservatorio del Palòt: si tratta del mestolone (Anas clypeata: nel dialetto locale il "bisiaco"), anatra caratteristica per il becco molto grande ed allargato come la paletta degli antichi salinari (che non a caso prendeva il nome di "paloto") o, se si preferisce, un mestolo. Da questo osservatorio è frequente vedere questi uccelli impegnati a sondare e filtrare l'acqua ed il limo alla ricerca del cibo, rappresentato da minuscoli animali o piante (fito / zooplancton) oppure, nei mesi tardo primaverili, corteggiare le femmine con vistosi movimenti del capo e funambolici inseguimenti aerei. Il percorso arriva quindi al grande osservatorio della Marinetta, elemento centrale della rete di fruizione della Riserva. Questo edificio, perfettamente inserito nel paesaggio locale, si sviluppa su tre piani ed è stato concepito per offrire comodi punti d'osservazione sugli ambienti che più caratterizzano il sito a comitive anche
numerose e potenzialmente vocianti. Attorno al piano terra è stato realizzato uno stagno d'acqua dolce riproducendo, grazie ad un pozzo artesiano, un ambiente di risorgiva: le finestre vetrate, poste per metà sotto il livello dell'acqua, permettono al visitatore di osservare le vita subacquea. Non è affatto raro vedere pesci come la scardola (Scardinus erythrophtalmus), un ciprinide dalle pinne rossicce o il vorace luccio (Esox lucius), sempre alla ricerca di prede. Oppure si possono osservare, nei mesi adatti, rettili come la testuggine palustre (Emys orbicularis). Sul pelo dell'acqua sono adagiate le foglie ed i fiori di alcuni elementi tipici della vegetazione acquatica come la ninfea (Nymphaea alba) ed il nannufero (Nuphar lutea). Nei mesi invernali le acque di questo stagno alimentato da immissioni artesiane sono le ultime a gelare e nelle giornate più rigide, avvicinandosi con cautela alle finestre aperte, si possono osservare molto da vicino diverse specie di uccelli alla ricerca di cibo. I più frequenti sono la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), la folaga (Fulica atra) ed il beccaccino (Gallinago gallinago). Lo spazioso piano intermedio è dotato di ampie finestre che si affacciano sul Ripristino (popolarmente noto ormai, tra i visitatori più affezionati come il "Rip"). Ci sono pannelli esplicativi sull'attività di ricerca ed inanellamento su alcune rarità osservate in Riserva e una check-list (lista di controllo) delle specie ornitiche segnalate. Questa stanza è espressamente concepita per il birdwatching (osservazione degli uccelli). Comodamente seduti su confortevoli panche, al riparo da pioggia e dal vento, si possono osservare le innumerevoli specie di uccelli presenti nelle differenti stagioni. Il piano più alto è dotato di finestre su tutti i lati e permette una visione a trecentosessanta gradi con un panorama davvero eccezionale, dall'Isonzo al Golfo di Trieste con l'Istria sullo sfondo; dalle falesie di Duino alle Alpi Giulie. Da qui il percorso ad anello torna verso nord, procedendo tra alti argini con funzioni di schermatura: a sinistra si intravvedono sempre i campi riallargati mentre a destra la visione si apre sul canale della Quarantia. Il canale è collegato col mare aperto e sono pertanto qui presenti popolamenti vegetali ed animali caratteristici degli ambienti di transizione, come quelli lagunari, dominati dalle caratteristiche "barene", di cui un notevole esempio si osserva attraversando un tratto di passerella in legno (boardwalk). Più avanti si incontrano altri due ampi osservatori: quello detto del Capriolo e quello della Volpe. Attorno al primo spesso si notano le orme dei caprioli transitati al crepuscolo. Le specie che è presente più facilmente sono la garzetta (Egretta garzetta) e l'airone cinerino (Ardea cinerea); comune (da alcuni anni) è anche l'airone bianco maggiore (Casmerodius albus) e, nella tarda primavera, la sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) che, come la nitticora (Nycticorax nycticorax) si osserva essenzialmente nei mesi caldi dell'anno. Nei mesi primaverili ed estivi troviamo il timido airone rosso (Ardea purpurea) che predilige i folti canneti. Un altro airone che può essere talvolta osservato è l'airone guardabuoi (Bubulcus ibis): questa specie è specialmente legata ai bovini ma anche ai cavalli, che utilizza come posatoi e che segue spesso da vicino per nutrirsi degli insetti che li circondano. Il secondo osservatorio è detto della Volpe perché adiacente ad alcune tane e a percorsi spesso utilizzati dal notturno Canide, qui molto comune. Le feritoie permettono di osservare un'area particolarmente poco profonda dei campi allagati, caratterizzata da estese isole fangose, poco vegetate, emerse o coperte da un velo d'acqua e attraversate da un canale di modesta profondità. E' questo l'ambiente d'elezione di vari "limicoli", uccelli che, come dice il nome, amano vivere su terreni fangosi, in genere umidi e morbidi, ma talora anche, per contrasto e specialmente in assenza di pioggia, aridi e molto duri. Gli isolotti fangosi appena emersi e coperti da vegetazione rada rappresentano anche il sito di nidificazione d'elezione del cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus). Prima di arrivare all'ultimo osservatorio il percorso attraversa una zona di prato dove con un po' di fortuna si possono incontrare caprioli e lepri. Si tratta di quello della Girigola, ovvero, in lingua veneta, il porciglione (Rallus aquaticus): un piccolo uccello che ama frequentare i folti canneti, come quelli visibili attraverso le feritoie dell'osservatorio.

Province: Gorizia, Udine  Regioni: Friuli-Venezia Giulia

Cavalli e oche lombardelle
share-stampashare-mailQR Codeshare-facebookshare-deliciousshare-twitter
© 2020 - Associazione dei Comuni di Fiumicello, Grado, San Canzian d'Isonzo, Staranzano (organo gestore)