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Punti d'interesse

Spiaggia
Spiaggia

La Riserva

L'area è attrezzata con edifici appositamente adibiti all'escursione didattica ed all'osservazione dell'ambiente; inoltre è possibile visitare tutta la riserva seguendo vari percorsi pedonali.
Notevole è in particolare l'Osservatorio della Marinetta, che si sviluppa su tre piani, e domina l'area del "Ripristino", consentendo anche a comitive numerose di ammirare l'ambiente degli stagni tanto sott'acqua che nell'ambito del più vasto panorama del golfo di Trieste, spaziando con la vista fino all'Istria, al Carso, alle Alpi. Da questo punto di osservazione è facile ammirare l'avifauna selvatica e le varie specie che si avvicendano col mutare delle stagioni.
Grazie all'incremento della naturalità del sito ed al controllo del disturbo umano, parecchie migliaia di Anatidi (in novembre spesso oltre 20 - 25.000 individui di varie specie) stazionano nei mesi invernali, mentre nelle altre stagioni spiccano particolarmente varie specie di limicoli.
A questi si aggiungono le chiassose oche grigie o "selvatiche", reintrodotte con successo quali specie nidificanti nella regione. La particolare posizione geografica del sito ha permesso di osservate alcune specie assai rare o addirittura del tutto nuove per l'Italia, come ad esempio l' Aquila imperiale (Aquila heliaca); l'Aquila di mare (Haliaetus albicilla), il Falco della Regina (Falco eleonorae), il Piro-piro pettorale (Calidris melanotos), la Cutrettola testagialla orientale (Motacilla citreola), la Cannaiola di Jerdon (Acrocephalus agricola), il Luì di Radde (Phylloscopus schwarzi), il Luì di Pallas (Phylloscopus proregulus),il Luì di Hume (Phylloscopus humei). Molte di queste specie sono state riconosciute grazie all'esistenza di una stazione di inanellamento e cattura per lo studio delle migrazioni.
Inoltre, con un po' di fortuna e particolarmente al crepuscolo, è spesso possibile scorgere qualche esemplare di Capriolo (di cui si stima una popolazione compresa tra i 60 - 100 capi nell'intera riserva), la Volpe o magari la elusiva e notturna Puzzola.


 
 

La Foce

Giunti alla fine dell'argine fluviale si può ammirare l'imponente banco sabbioso - ghiaioso che si protende a semicerchio verso il mare aperto.
Questo ambiente, in continua trasformazione per il costante accumulo di sedimenti e per l'opera modellatrice delle onde, è costellato di isolotti appena affioranti che fungono da dormitori per migliaia di uccelli e può essere osservato anche dal lato occidentale, proseguendo dopo Fossalon verso un villaggio di pescatori ubicato in località "Caneo", nel comune di Grado.
Oltre agli innumerevoli gabbiani (tra i quali spicca il tipicamente mediterraneo Gabbiano corallino), è possibile osservare l'ittiofago Cormorano, il nordico Edredone, l'acrobatico Beccapesci nonchè, con qualche fortuna (e magari un buon cannocchiale), la splendida e variopinta Beccaccia di mare oltre a numerosissime altre specie.


 

I boschi

Verso Est si estende su un breve tratto sabbioso che forse rappresenta ciò che rimane di una antica linea di costa un piccolo bosco formato in prevalenza da grandi esemplari di Pioppo bianco, detto degli Alberoni. In quest'area è possibile compiere interessanti escursioni a piedi o in bicicletta, ad esempio seguendo il tratto di "Rivalunga", dove da un lato si ammira l'ampio scenario della Baia di Panzano, dall'altro una grande pineta.
Altri boschetti caratteristici si possono ammirare seguendo l'asta del fiume in direzione nord, dove esistono ampi tratti dominati da pioppi, salici e qualche Farnia.
In prossimità del canale del Brancolo, che drena gran parte dell'acqua di risorgiva nella zona, esiste poi un piccolo tratto alberato detto "Bosc Grand", recentemente oggetto di interventi di ampliamento e rinaturazione, che è quanto rimane del tratto più orientale dell'antica "Silva lupanica" (la foresta dei lupi) che in epoche remote copriva gran parte della pianura padano - veneta.


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