L'immersione nelle acque della riserva marina consente l'osservazione
di un ambiente protetto e quindi ad elevata biodiversità. Le
particolari caratteristiche geomorfologiche del promontorio che si
ripercuotono sulla flora e sulla fauna presenti fanno di Miramare un
ambiente unico che da solo può rappresentare la peculiarità del golfo
di Trieste.
La Riserva marina di Miramare organizza da diversi anni
attività di visita subacquee per singoli, gruppi o diving-club in
presenza di guide esperte. I partecipanti devono essere muniti di
brevetto (obbligatori per l'immersione ARA).
I subacquei che si
immergono a Miramare beneficiano di un'autorizzazione particolare che
viene rilasciata per motivi didattici. Nella politica di conservazione
dell'area protetta rientrano infatti solo quelle attività che
permettono una migliore conoscenza dell'ambiente marino dal punto di
vista naturalistico.
Le attività subacque (files in formato PDF)
La visita si effettua nei mesi estivi, da giugno a settembre per gruppi di nuotatori (min. 4), anche con scarsa esperienza in campo subacqueo. Il seawatching è un'attività che, dopo una introduzione presso il Centro visite, si propone l'osservazione dei fondali (max 3 m) in zone particolarmente interessanti e sicure. Infatti l'itinerario previsto per i meno esperti, si snoda lungo un sentiero subacqueo poco profondo (1,5 m) tra gli scogli ed a pochi metri dalla riva. Questa modalità di visita è consigliata anche ai subacquei esperti che, ovviamente in altri itinerari appositamente studiati possono effettuare interessanti osservazioni.
La visita si effettua nel periodo tardo primaverile - estivo, da aprile ad ottobre, nelle giornate di sabato o domenica per gruppi brevettati di max 10 persone (un numero superiore di subacquei, oltre ad essere vietato dal regolamento, va a scapito della qualità dell'immersione!).
Il monitoraggio all'interno della Riserva è stato pianificato sulla base delle linee guida caratterizzanti la ricerca in aree protette secondo le quali:
Seguendo questi criteri si sono sviluppati due tipi di monitoraggio: uno riguardante le caratteristiche chimico-fisiche con una raccolta continua di dati di temperatura, salinità, ossigeno disciolto, nutrienti e l'altro riguardante la componente vivente con studi che vanno dal censimento delle specie animali e vegetali presenti nell'area protetta, all'etologia di alcune specie di pesci, alla registrazione di suoni emessi da alcuni crostacei e pesci, agli studi mirati alla biologia della pesca.
Lo scopo dell'esistenza di un'area protetta è la conservazione
dell'ambiente e della flora e fauna che vi abitano. La riserva marina
di Miramare si è sempre fatta portavoce di una politica di
sperimentazione di sistemi alternativi di studio dell'ambiente marino,
e la ricerca si è avvalsa di strumenti non invasivi.
Negli anni si sono utilizzate tecnologie e strumenti sempre più sofisticati per investigare e preservare l'area in esame.
Dal 1989 l'area protetta utilizza il visual census come tecnica di
censimento delle specie ittiche mediante osservazioni dirette con video
camera subacquea o semplice osservazione in situ; in anni più recenti
sono state introdotte tecniche di indagine acustica, passiva ed
attiva,con l'utilizzo idrofoni ed ecoscandaglio inoltre dal 1992 la
riserva marina conduce un programma di monitoraggio chimico - fisico
supportato dalla presenza di una boa oceanografica.
Dal 1991 la Riserva Marina annovera tra le sue attività di conservazione anche studi sulla protezione delle specie marine minacciate quali: cetacei e rettili marini. Nel Golfo di Trieste non esistono popolazioni stanziali, ma questi grandi vertebrati transitano solitari o in piccoli gruppi nelle acque del Golfo e, se non sono in buona salute, rischiano lo spiaggiamento o la possibilità di rimanere catturati accidentalmente dagli attrezzi di pesca professionali e non.