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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a mare (ha): 16.654,00
  • Regioni: Puglia
  • Province: Lecce
  • Comuni: Nardò, Porto Cesareo
  • Provv.ti istitutivi: D.M. AMB 12/12/1997
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0950

Statuto del Consorzio Area Marina Protetta Porto Cesareo (PDF - 706Kb)

Regolamento AMP Porto cesareo G.U. n°1 del 02/01/2010 (PDF - 7,2Mb)

 

 

L'Area Marina Protetta di Porto Cesareo

Porto Cesareo grazie al suo "porto naturale" che si affaccia sull'Isola Grande, detta anche Isola dei Conigli è uno dei più bei posti della costa salentina. Essa dista solo 500 m dalla costa ed è ricoperta da una folta pineta di 'Pino d'Aleppo' e da acacie, piantate dai forestali nel circa 40 anni fa. I fondali presentano un caratteristico ambiente sub-tropicale con associazioni animali molto particolari e tipiche dei mari caldi. Il coralligeno, per la presenza di madreporari, si trova a profondità minime ed a brevissima distanza dalla costa. Si incontrano infine coloratissimi nudibranchi ed il gasteropode "Mitra zonata", la cui conchiglia scura a fasce marroni chiare è molto ricercata e considerata una vera rarità dai collezionisti. Il litorale della riserva di Porto Cesareo è molto frastagliato e vario: dalle spianate calcaree dei terrazzi si passa alle spiagge, dove la duna costiera ospita una fitta vegetazione arbustiva tra golfi, insenature, speroni rocciosi, scogli e isolotti. L'integrità dei fondali è testimoniata dal recente avvistamento di alcuni giovani esemplari di Caretta caretta, che è ormai una rarità in Italia peninsulare.

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Gli Habitat

I popolamenti bentonici presenti lungo i fondali dell'A.M.P. di Porto Cesareo sono stati descritti nell'ambito di un dettagliato studio di mappatura effettuato tra Torre Lapillo e Torre Squillace, promosso da un accordo di programma tra Università di Lecce e Comune di Porto Cesareo. Questo studio ha almeno 10 tipologie di habitat differenti (Mappa Biocenosi) lungo il tratto di mare antistante la riserva. Tra di essi degni di nota sono gli habitat che includono la Posidonia oceanica, il Coralligeno e gli ambienti di grotta.

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Dune nei pressi di punta Prosciutto

Aspetti Geologici

La costa dell'area marina protetta "Porto Cesareo" conserva ancora intatti alcuni tratti che consentono una corretta valutazione all'evoluzione naturale avvenuta sulla stessa. Tale fenomeno ha incentivato enormemente lo sviluppo di studi di dinamica ambientale tanto che, già a partire dal 1971, il Professore Pietro Parenzan aveva sollecitato le autorità competenti a salvaguardare questi lembi di costa, nei quali i cordoni di altissime dune, ghetti, le saline retrostanti ed i particolari sprofondamenti del terreno di origine carsica, detti spunnulate, ospitano ancora oggi un rigogliosa vegetazione naturale.

La Medusa Immortale

Lungo le coste dell'area marina protetta "Porto Cesareo", i biologi dell'istituto Talassografico "A. Cerreti"/CNR di Taranto e dell'Università di Lecce hanno scoperto recentemente l'unico organismo fino ad oggi conosciuto capace di invertire il proprio ciclo biologico e di sfuggire alla tappa finale del processo di invecchiamento: la morte.

Ambiente Marino

Caratteristica peculiare di questo tratto dei Mar Jonio sono le formazioni di coralligeno abbondante e multicolore dai quali fu attratto il Prof. Parenzan, che ne evidenziò la biodiversità attraverso l'enumerazione delle specie presenti rilevate dalle catture con la benna e con le reti; ne furono attratti anche i primi sommozzatori, che descrissero la grande rigogliosità di quei fondi in cui la sovrapposizione di alghe, spugne e antozoi forma un insieme tratteggiato da una miriade di colori che ne fanno uno degli scenari più belli del nostro mare; la bellezza di questi scenari raggiunge l'apice quando i raggi del sole penetrano nelle decine di grotte marine presenti nella zona.

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Le Grotte Marine

La presenza di grotte sommerse è molto frequente lungo le coste salentine data la natura carsica della regione; gli studiosi della Stazione di Biologia Marina di Porto Cesareo e gli speleosub del Gruppo Speleologico Neretino di Nardò, hanno segnalato e descritto 53 grotte sommerse che, peraltro, rappresentano solo una parte delle cavità sommerse presenti lungo le coste del Salento.

I Datteri di mare

La istituzione dell'area marina protetta ha enfatizzato i problemi della salvaguardia e della tutela d ell'ambiente marino mettendo in evidenza i danni spesso quasi irreversibili arrecati negli ultimi decenni dall'intensa pesca di frodo; tra i più evidenti va senz'altro annoverato quello causato alle scogliere per l'indiscriminata raccolta del dattero di mare.

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