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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 390,00
  • Regioni: Valle d'Aosta
  • Province: Aosta/Aoste
  • Comuni: Fontainemore
  • Provv.ti istitutivi: DPGR 513 22/04/1993
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0411

 

 

La Riserva

Istituita nel 1993, la Riserva Naturale Regionale del Mont Mars si estende per 390 ettari sul versante orografico sinistro della bassa Valle del Lys. Essa è situata nel territorio del comune di Fontainemore, alla testata del vallone solcato dal Torrente Pacoulla. La Riserva si sviluppa tra i 1670 m e 2600 m di altitudine, presentando una varietà di ambienti tipicamente alpini di notevole interesse:

  • boschi alternati ai pascoli
  • alle praterie alpine
  • dalle pietraie alle pareti rocciose
  • laghi
  • zone umide

Altre informazioni

Geologia

Substrato roccioso

Il territorio compreso nei confini della Riserva risulta inserito all'interno delle sequenze indicate in bibliografia come "zona Sesia - Lanzo" ed in particolare nella falda "interna" caratterizzata da prevalenti micascisti eclogitici. In bibliografia tali rocce sono state talvolta ulteriormente suddivise a seconda della presenza di minerali prevalenti ed evidenti (granati, …).
La tettonica orogenetica ha però consentito di inglobare all'interno della litologia prevalente alcuni relitti della "falda Piemontese dei Calcescisti con Pietre Verdi" nonché lenti isolate di marmi impuri.
Le evidenze delle prime si possono ritrovare in affioramenti di modeste dimensioni all'interno dei quali si apprezzano litotipi del substrato (anfiboliti, prasiniti, …) e delle coperture miste terrigenene calcaree (calcescisti) sovente associate ai micascisti incassanti senza soluzione di continuità (calcemicascisti).
Le strutture plicative alla scala dell'affioramento sono sovente ben evidenti.
I marmi sono il probabile retaggio delle strutture calcaree formatisi in ambiente marino marginale ed inglobati all'interno dei micascisti dell'"unità Sesia - Lanzo" all'interno della quale si ritrovano affioramenti di modeste dimensioni.
In periodo quaternario la morfogenesi dapprima glaciale ed in seguito torrentizia ha sovrimposto alle strutture originarie del substrato roccioso in prevalenza le forme tipiche dell'ambiente glaciale ed in modo subordinato quelle dell'ambiente periglaciale. Si riconoscono pertanto le rocce montonate sia dei versanti della vallata principale che le forme di sovrescavazione ben conservate ed attualmente colmate da bacini lacustri (Barma, Lei Long, …) intervallate da spettacolari (quasi didattiche) soglie glaciali montonate. Il grado di fratturazione dell'ammasso roccioso si presenta vario passando da affioramenti scarsi e di limitata estensione di rocce poco o punto fratturate per arrivare a vere e proprie aree di deformazione gravitativa profonda (DGPV) riconosciute grazie alla presenza di ammassi scompaginati in corrispondenza di creste spartiacque o di sdoppiamenti di cresta.

Fontainemore

Formazioni superficiali

L'ambiente geologico s.l. della Riserva conserva i relitti del passaggio della massa glaciale ai quali si è sovrimposta l'azione dei corsi d'acqua che non ne ha peraltro obliterato le testimonianze.
Gli ammassi di depositi detritici spigolosi di dimensione varia con associati massi talvolta di volume di alcuni metri cubi sono frutto dell'accumulo da parte del ghiacciaio (morena laterale) ma anche delle periodiche cadute dalle pareti rocciose sovrastanti. Pertanto la difficoltosa interpretazione potrebbe portare a definire una genesi errata per tali litologie che sono state cartografate distinguendole per la pezzatura dei blocchi che le compongono e per la presenza o meno di vegetazione ma non per la loro genesi. Alcuni massi isolati presenti in posizione da ricondurre indubbiamente all'azione glaciale sono invece stati cartografati come massi erratici.
Dove la massa glaciale non è intervenuta con l'azione esarativa, e dove le pendenze non sono eccessive, i versanti hanno avuto modo di produrre una coltre coluviale, comunque di pochi centimetri di spessore, che consente la crescita di vegetazione erbacea. Anche in fondovalle l'alterazione dei materiali presenti in affioramento ha consentito, in seguito al ritiro del ghiacciaio, l'impostazione della vegetazione erbacea.
Le forme di sovrescavazione glaciale sono state colmate dagli attuali laghi, alcuni dei quali in avanzato stato di eutrofizzazione (Lei Long, …) e pertanto sono stati cartografati i depositi palustri nelle aree circostanti alcuni laghi. Tali elaborati sono in fase di completamento e verranno pubblicati in un secondo momento.

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