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Riserva Naturale Oasi del Po Morto

Carta d'identità
Superficie: 490,00 ha
Province: TO
Istituzione: 1990
  • Riserva Naturale Oasi del Po Morto (foto di Andrea Miola)

Laghetti e stagni a due passi da Carignano, dove un tempo scorreva il Po

La Riserva Naturale "Oasi del Po Morto" si estende su una superficie di 490 ettari, nei Comuni di Carignano, Carmagnola e Villastellone. La zona rappresenta un classico esempio del continuo spostamento dell'alveo del Po. La maggior parte della riserva, infatti, si estende su un territorio dove un tempo c'era una grande ansa del fiume Po, in seguito abbandonata e ora parzialmente interrata. Il taglio dell'istmo che separava due meandri avvenne durante la piena eccezionale del 1949, a seguito della quale il Po assunse in questa zona un andamento rettilineo, abbandonando il suo precedente letto, che si trasformò in una lanca. Da allora accanto al fiume si è creato un ambiente acquatico nuovo, che, per l'assenza di ricambio idrico, può essere assimilato ad uno stagno. Fra gli animali tipici di questi ambienti troviamo la limnea, una piccola lumachina erbivora, ed altri molluschi che si nutrono di residui organici, come l'unio e l'anodonta. Numerosissimi sono inoltre gli uccelli acquatici, che qui trovano un ambiente tranquillo, vasto e ricco di cibo. La zona è in continua trasformazione. Se da un lato si riscontrano fenomeni di interramento naturale di vecchie lanche, accelerati talvolta dall'opera dell'uomo nei decenni passati, dall'altro lato continuano a registrarsi nuovi tagli di meandri, l'ultimo dei quali, avvenuto durante una piena nel maggio 1999, ha creato una zona particolarmente ricca di piante ed animali, denominata "il Garrettino", in corso di rimboschimento. Il territorio dell'Oasi del Po Morto è stato profondamente modificato dall'attività di cava, cessata alla fine degli anni '80. I laghetti di cava sono stati in gran parte rinaturalizzati ed ora alcuni di essi sono utilizzati anche per la pesca sportiva oppure per la pratica del kayak e della canoa. L'area del Po Morto di Carignano è tutelata anche quale Z.P.S (Zona a Protezione Speciale), in quanto essa è una delle poche aree in cui vive l'ormai rarissimo rospo pelobate fosco. Oltre al pelobate, nell'Oasi del Po Morto vivono anche altri anfibi (rospo, rana e raganella), rettili (ramarro, tartaruga di palude, colubro) e moltissimi uccelli stanziali e di passo (martin pescatore, airone rosso e airone cenerino, falco di palude, albanella reale, mignattino, garzetta, strogola, averla).
La Riserva Naturale Oasi del Po Morto, oltre che dalla legge istitutiva del Parco del Po e della Collina Torinese, è tutelata anche ai sensi della legge regionale n. 47 del 3 aprile 1995 "Norme per la tutela dei biotopi", della Decisione 85/338/CEE del 27 giugno 1985 e della Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992, in quanto è stata giudicata "entità ecologica di rilevante interesse per la conservazione della natura" e pertanto sottoposta a vincolo ambientale-paesaggistico ai sensi della legge 8 agosto 1985, n. 431 e della normativa europea, che la ha riconosciuta quale S.I.C - Sito di Importanza Comunitaria (codice IT1110025).
La zona del Po Morto di Carignano è anche Sito di Importanza Comunitaria (SIC Po Morto di Carignano) e Zona di Protezione Speciale (ZPS Po Morto di Carignano)

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