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Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 4.643,74
  • Regioni: Sicilia
  • Province: Palermo
  • Comuni: Altavilla Milicia, Baucina, Caccamo, Casteldaccia, Trabia, Ventimiglia di Sicilia
  • Provv.ti istitutivi: DA 83/44 18/04/2000
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP1115

 

 

La Riserva Naturale Orientata Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto

Questo massiccio montuoso presenta non soltanto rocce calcaree dovute al sedimentarsi di gusci e scheletri di animali nei fondali dell'antichissimo mare dell'epoca mesozoica, ma anche la presenza di pareti silicee, organizzate in lamelle parallele frammiste ad elementi incoerenti (scisti) formatesi per l'accumulo lentissimo e costante nei secoli di gusci di microorganismi (diatomee e radiolari) e di spugne silicee nei fondali marini. Non solo: su Pizzo Cane, all'interno dei calcari, esistono intrusioni di rocce vulcaniche che arrivano ad affiorare.

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La Flora

I boschi naturali sono lembi relitti costituiti da leccio, da quercia da sughero e da querce caducifoglie, frammisti ad orniello, acero campestre e, più raramente, ad acero trilobo. In questo bosco mediterraneo, il sottobosco ospita cespugli di rosacee tipici della macchia mediterranea: pero mandorlino e rosa sempreverde. Ma anche di biancospino comune, di erica arborea, di ginestra spinosa e di citiso trifloro (un arbusto che somiglia alla ginestra).

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La Fauna

L'habitat rupestre è il regno del falco pellegrino, abilissimo cacciatore d'uccelli, ma anche dell'aquila reale. Un tempo queste pareti ospitavano i nidi del capovaccaio, piccolo avvoltoio migratore chiamato anche Pasqualino, perché i primi arrivi in Sicilia avvengono nel periodo di Pasqua. La sporadica presenza del capovaccaio, pulitore d'ossa grazie al becco sottile e specializzato, è indice del decadimento della rete alimentare, problema ormai diffuso dappertutto in Italia.

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