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Marmitte dei Giganti

Sia sul versante sinistro sia in destro della forra sia divide il monte Buriasco (dove fu costruita Lanzo) e il Monte Basso sono visibili delle spettacolari conche modellate in rocce molto compatte di colore rosso. Sono le cosiddette "Marmitte dei Giganti" interpretate popolarmente per la loro forma come pentoloni dove dei giganti o i diavoli usavano cuocersi la zuppa, magari proprio durante i lavori di costruzione del Ponte.

Si tratta di forme di evorsione (erosione di correnti a vortice ad asse verticale) comunissime lungo i torrenti, in genere sul fondo del letto o conservate sulle pareti delle grotte in caso di torrenti sotterranei.
Nella prima metà dell'Ottocento venne scoperto il fenomeno glaciale e molte forme enigmatiche come appunto le grandi conche tondeggianti trovate lungo i versanti molto in alto e lontane dai torrenti attuali poterono correttamente essere interpretate come il risultato delle correnti di torrenti subglaciali.
Le marmitte divennero inoltre molto popolari grazie all'opera di divulgazione "Il Bel Paese" del geologo Stoppani del 1876 ma a quel punto si cominciò ad attribuire ai ghiacciai QUALSIASI forma di evorsione, anche quelle site nei pressi dei torrenti, comprese quelle del Ponte del Diavolo. Fino a Lanzo in realtà i ghiacciai non sono mai arrivati e, a rigore, queste conche non dovrebbero essere definite "Marmitte dei Giganti" ma solo caldaie di evorsione. Il nome "marmitte" è ormai cristallizzato nell'uso comune ed è molto seducente, ma ingenera un po' di confusione.

Il primo rilevamento delle marmitte di Lanzo è del 1882 a cura di Francesco Virgilio dell'Università di Torino. Le conche sono ventuno e sono conservate fino a 18 metri di altezza dal torrente attuale. Capiamone l'origine.

La forra di Lanzo è una forma di sovrimposizione o "epigenetica" (cioè "che si forma al di sopra"). Quando un corso d'acqua incontra uno sbarramento, nel nostro caso delle rocce particolarmente resistenti, non lo aggira ma lo incide non cambiando direzione. La parte terminale delle Valli di Lanzo è impostata in rocce particolari che costituiscono un massiccio ben definito, il Massiccio Ultrabasico di Lanzo, in sollevamento negli ultimi milioni di anni, in cui si distinguono una parte centrale e un margine. Sebbene le rocce di tutto il Massiccio siano alla grossa, molto simili, quelle poste sul margine hanno subito una trasformazione (metamorfismo). Il risultato è che la resistenza meccanica e chimica tra la parte centrale e il margine è molto diversa (erodibili al centro molto resistenti al bordo). La cresta monte Buriasco-Monte Basso esiste proprio perché è costituita dalle rocce del margine.

Nonostante questa cresta non abbia mai rallentato la corrente della Stura tanto da formare un lago, essa costituisce una soglia che forma un livello di base locale. A monte di Lanzo il torrente è costretto a rilasciare la maggior parte del suo carico formando una spianata di ciottoli e macigni, la "glarea magna" che ha poi dato il nome a Germagnano (glarea > ghiara > ghiaia).

Comune: Lanzo Torinese (TO) Regione: Piemonte
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