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Riserva Naturale Orientata Rupe di Campotrera

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 41,85
  • Quota minima (m): 275
  • Quota massima (m): 446
  • Regioni: Emilia Romagna
  • Province: Reggio Emilia
  • Comuni: Canossa
  • Provv.ti istitutivi: DCC 1268 13/10/1999
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP1157

 

 

Origine e peculiarità della Rupe

Come le altre ofioliti della regione, la Rupe (450 m) è un frammento roccioso creato, circa 170 milioni di anni fa, dalla fuoriuscita di magma sul fondo dell'antico Oceano Ligure-piemontese. In seguito all'orogenesi appenninica, nel Cretacico superiore le porzioni di crosta oceanica si trovarono immerse nella massa delle argille e furono trasportate per molti chilometri prima di riemergere nelle colline e montagne emiliane, dove oggi spiccano nel paesaggio per la maggiore resistenza all'erosione.

I basalti di Rossena

La Rupe rappresenta la più imponente emergenza rocciosa intorno al castello di Rossena, dove si contano una decina di rilievi ofiolitici. E' formata da rocce basaltiche, dalla caratteristica colorazione rossastra dovuta all'ossidazione di composti ferromagnesiaci, ai quali si deve anche il toponimo Rossena. In Emilia le ofioliti situate a maggiore distanza dalla catena appenninica sono costituite quasi sempre da serpentiniti di colore verde scuro e i basalti di Campotrera sono un'eccezione di grande interesse geologico.

I cristalli di datolite

Una cava di pietra vulcanica attiva sino a una quarantina di anni fa ha aperto sulla Rupe un ampio fronte roccioso. Ricerche svolte in seguito hanno portato alla scoperta di un ricco elenco di minerali, anche di particolare rarità come la datolite - tipica delle ofioliti - che è presente nella riserva con formazioni cristalline di notevole bellezza, spesso inserite in filoni con prehnite e calcite (alcuni bei cristalli sono conservati nel castello di Rossena). Altri minerali di un certo interesse legati ai basalti sono analcime e natrolite.

Opuntia compressa

Il singolare mondo vegetale delle ofioliti

La particolare natura chimica del substrato, povero di nutrienti e con alte concentrazioni di ferro, magnesio e nichel, nonchè le alte temperature raggiunte dalla roccia sotto i raggi del sole fanno delle ofioliti uno dei luoghi più selettivi per la flora, con diverse specie rare o esclusive.
Nelle fessure delle pareti assolate crescono crassulente del genere Sedum e le rosette carnose di Sempervivum tectorum, mentre negli angoli più ombrosi sopravvivono delicate felci. Sui detriti rocciosi e su argille in erosione al confine della riserva, che si alternano al querceto a roverella, risaltano specie rare come lino delle fate piumoso, dittamo o limonella, scilla autunnale e Camphorosma monspeliaca, un arbusto nano dall'intenso aroma. Barlia robertiana è forse la più rara tra le orchidee della riserva, nella quale sono presenti anche Ophrys sphegodes, Ophrys bertolonii, Orchis provincialis, Orchis simia e Himantoglossum adriaticum. Una curiosità è il fico d'India nano, una specie americana ormai naturalizzata lungo le pareti rocciose del sentiero che sale al castello di Rossena.

La fauna della Rupe

La diversità di ambienti presenti nella Riserva consente la presenza di una buona varietà di specie animali, con particolare riferimento all'avifauna.
Sono presenti all'interno della zona 4 specie di uccelli
Nella riserva sono state fino ad ora individuate 5 specie di anfibi: il tritone punteggiato (Triturus vulgaris), il tritone crestato (Triturus carnifex), la raganella (Hyla intermedia) e la rana verde (Rana esculenta complex), il rospo comune (Bufo bufo). Tra i rettili, il ramarro (Lacerta viridis), la luscengola (Chalcides chalcides), il biacco (Coluber viridiflabus), la biscia dal collare (Natrix natrix), la vipera (Vipera aspis).
Sono state fino ad ora segnalate 56 specie di uccelli, di cui 29 nidificanti, 5 svernanti, 10 presenti esclusivamente durante gli spostamenti migratori.
Le pareti rocciose della Riserva sono frequentate da gheppio, taccola, codirosso, spazzacamino, picchio muraiolo. Importante presenza è quella del Falco pellegrino, avvistato in passato nei pressi della rupe.
Numerosissime specie di uccelli frequentano invece i boschi e cespuglieti nella Riserva: sparviere, picchio rosso maggiore, colombaccio, upupa, codibugnolo, succiacapre, cuculo, canapino, sterpazzola, frosone, averla piccola, cesena.
La presenza di numerosi cespuglieti che occupano i coltivi abbandonati o le fasce marginali del bosco, è di grande importanza per l'avifauna, poiché molte specie trovano cibo e rifugio nell'intrico della vegetazione arbustiva.
Le praterie e i coltivi sono frequentati da rapaci notturni e diurni e da piccoli passeriformi (verzellino, pigliamosche, zigolo giallo, ortolano).
Alcune importanti specie dell'avifauna nidificano fra le erbe alte delle praterie indisturbate e dei coltivi abbandonati (strillozzo, allodola, tottavilla, prispolone), trovandovi un habitat altrove ormai raro.
Tra gli ungulati, nella riserva sono presenti il capriolo (Capreolus capreolus) e il cinghiale (Sus scrofa), mentre il daino (Dama dama) risulta essere meno diffuso.
Tra i carnivori, la volpe (Vulpes vulpes), la faina (Martes foina), il tasso (Meles meles), la donnola (Mustela nivalis).
L'area presenta diverse zone idonee di rifugio per i chirotteri (pipistrelli), sia sulla rupe che nel bosco.

La specie e gli habitat di interesse comunitario


Il Sito di interesse comunitario - SIC: Rupe di Campotrera - Rossena

La riserva è compresa nel sito di interesse comunitario "SIC" "Rupe di Campotrera - Rossena", che ha un'estensione di 817 ettari.
Istituito per la presenza di 4 specie di uccelli (Succiacapre-Caprimulgus europaeus, Tottavilla-Lullula arborea, Averla minore-Lanius collurio e Ortolano-Emberiza hortulana) inserite nell'allegato 1 della Direttiva 79/409/CEE riguardante la protezione dell'avifauna selvatica e di habitat inseriti nell'allegato 1 della direttiva 92/43/CEE "Direttiva habitat", per lo più legati agli ambienti rocciosi e aridofili della Riserva.

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