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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 82,74
  • Quota minima (m): 1.063
  • Quota massima (m): 1.249
  • Regioni: Piemonte
  • Province: Torino
  • Comuni: Oulx
  • Provv.ti istitutivi: LR 19 29/06/2009
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP0888

 

 

La Riserva Naturale Speciale di interesse provinciale dello Stagno di Oulx

La Riserva dello Stagno di Oulx interessa una piccola superficie tra i 1.063 e i 1.249 m. di quota, in Comune di Oulx in alta Valle di Susa.
L'interesse naturalistico dell'area dello Stagno di Oulx è già manifestata in Flora Segusina di Giovanni Battista Re del 1805 dove è indicata come stazione ricca di specie rare; a seguito di due lavori di Gian Paolo Mondino nel 1963 e nel 1974 che analizzano approfonditamente la componente floristica l'area è quindi inserita in un primo elenco di are di interesse naturalistico per la composizione ricca di specie rare per la Valle di Susa e per l'intero arco alpino occidentale e pubblicato dalla Società Botanica Italiana con il titolo "Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione". Tra le specie più interessanti Mondino segnala: Epipactis palustris, Molinia coerulea, Schoenus ferrugineus, Salix repens, Allium scodoprasum, Rhamnus frangula.
Lo Stagno di Oulx deriva dal riempimento di un bacino di cava realizzato per estrarre l'argilla necessaria per fabbricare i mattoni necessari alla costruzione della Galleria del Frejus (1861 - 1871). In seguito il bacino venne usato per produrre ghiaccio; con quello prodotto dalla ghiacciaia di Salbertrand veniva garantito il fabbisogno di gran parte della media e bassa Valle di Susa. Dagli anni '30 la ghiacciaia venne abbandonata cosìcome le pratiche agricole e lo sfalcio dell'erba; il Lago si è pertanto lentamente colmato ed evoluto naturalmente fino alla condizione di uno stagno circondato da estesi canneti a Phragmites australis, da torbiere e da prati igrofili dominati dalla presenza di Carex ed Eriophorum. La vegetazione forestale è caratterizzata da lembi di boschi di pino silvestre con latifoglie mesofile; nel sottobosco crescono salici, viburni, Prunus padus.

La Fauna del Lago Borello

Nella riserva del Lago Borello è presente la tipica fauna delle formazioni forestali dell'ambiente montano.
Gli animali principali che possiamo incontrare sono:

  • Il cervo (Cervus elaphus): artiodattile, appartenente alla famiglia dei Cervidi, di colorazione bruno-fulva in estate e grigiastra in inverno; si nutre di erbe, bacche, germogli e cortecce. Frequenta boschi e pascoli, in primavera ed in autunno si spinge a volte molto in basso, anche nei pressi dei centri abitati; d'estate, invece, risale talvolta sopra il limite arboreo. I branchi sono composti da femmine e piccoli, mentre i maschi fanno vita solitaria, riunendosi al branco in autunno, al momento della riproduzione. I boschi si riempiono allora dei loro bramiti, con cui ciascun maschio segnala la propria presenza sia alle femmine che ai rivali, con i quali ingaggia furiose lotte. Dopo 33-34 settimane di gravidanza, verso la fine di maggio, nasce il cerbiatto (molto raramente vi sono parti gemellari), con il caratteristico manto a macchie bianche.

  • Il martin pescatore (Alcedo atthis): appartiene alla famiglia degli Alcedinidi. Ha un becco lungo e grosso alla base, ali e coda brevi e zampe piccole. Nelle parti superiori è blu-verde metallico, in quelle inferiori e sulle guance giallo ruggine, ai lati del collo spicca una macchia bianca. Il suo volo è sempre rapido e uniforme, e gli permette di fendere l'aria in linea retta. Vive vicino a laghi e stagni e dimostra predilezione per i boschetti e per i cespugli che fiancheggiano i corsi d'acqua limpida. Si nutre principalmente di pesciolini e di granchi, a cui aggiunge molti insetti, destinati soprattutto ai piccoli. Pesca solamente con il becco tuffandosi fulmineo da un ramo o da un masso.

  • Il lupo (Canis lupus): ha arti lunghi, zampe larghe e un'ottima resistenza. L'odorato è il senso più sviluppato, il suo olfatto è infatti 100 volte più sensibile di quello dell'uomo. Il mantello invernale ha pelo lungo e fitto con colorazione tendente al grigiastro, contrariamente a quello estivo in cui il pelame è corto, rado, poco denso e di colore marrone - rossiccio. Una macchia bianca si estende ai lati del muso e sulle guance, mentre la punta della coda é nera. Animale marcatamente sociale, vive in gruppi, le cui dimensioni variano a seconda delle disponibilità ambientali e la cui organizzazione è regolata da una ferrea gerarchia, indispensabile per garantire il perfetto funzionamento e il successo del branco, per esempio nell'abbattimento di prede molto grandi. Solo il maschio e la femmina dominanti si riproducono, ma tutti i membri del gruppo partecipano attivamente all'allevamento e alla difesa della prole.

  • Simpetro volgare (Sympetrum vulgatum): libellula che presenta torace bruno, zampe nere con striature gialle e ali con una piccola macchia gialla alla base. È una specie rara, molto localizzata; frequenta acque lentiche, soprattutto sopra i 1.000 metri.

  • Biscia dal collare (Natrix natrix): il colore del corpo solitamente è verde oliva, marrone, grigio, con dei disegni. Attorno al collo ha un caratteristico collare arancione, giallo o bianco. E' principalmente diurna. E' innocua per l'uomo, ma se disturbata può emettere un fischio acuto e colpire l'intruso con la bocca chiusa, mentre raramente morde. Quando viene afferrata emette un odore sgradevole dalla ghiandola anale. Va in letargo. È una buona nuotatrice; entra in acqua per cacciare le sue prede (pesci, rane, anfibi): dopo averle localizzate avvertendo i loro movimenti attraverso le vibrazioni del terreno, le afferra con la bocca e le ingoia vive.

  • Nei canali irrigui che circondano lo stagno di Oulx è segnalata la presenza dell'ormai rarissimo invertebrato Austropotamobius pallipes: il gambero di acqua dolce. Questo invertebrato sembra essere più abbondante nelle aree di ristagno dell'acqua derivanti dalle emergenze idriche poste alla base del Cotolivier. Il suo habitat ideale coincide con i corsi d'acqua montani, freschi e di elevata qualità ambientale, non troppo turbolenti, ben ossigenati e con temperature massime dell'acqua pari a 20-22 °C. Il pH ideale va dalla neutralità (pH 7) a pH 8; molto importante, per la creazione dell'esoscheletro, è la presenza di una certa concentrazione di sali di calcio. Data la sua rarità è stato inserito da parte della IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) nel "libro rosso" degli Invertebrati e nell'elenco delle specie a protezione assoluta della Direttiva Habitat.

Flora e aspetti vegetazionali

Nel 1979 la Società Botanica Italiana inserì il Lago Borello nel "Censimento dei biotopi di interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia". Nel 1995 la Regione Piemonte, al fine di riconoscerne l'elevato valore naturalistico, lo incluse nell'elenco dei Siti di Importanza Comunitaria previsti dalla Direttiva Habitat emanata dall'Unione Europea (1992) con lo scopo di proteggere i luoghi che ospitano specie animali e vegetali rare e in via di estinzione. La Provincia ha inoltre creato una vera e propria Riserva Naturale Speciale che consentirà una più efficace salvaguardia dei vulnerabili sistemi ambientali che caratterizzano la torbiera ed il lago, pur consentendone una fruizione ecocompatibile.
Poco dopo la sua creazione, il lago, grande circa come 4 campi da calcio, fu colonizzato da piante ed animali tipici delle zone umide. Tra gli steli delle canne di palude che circondano lo specchio d'acqua si insediano alcune specie vegetali oggi rare in tutto l'arco alpino come una piccola orchidea dai fiori bianchi, la gramigna liscia, l'aglio romano, il giunco nero delle paludi; il bosco circostante composto da betulle e pini silvestri si arricchì di esemplari di frangola e salice strisciante. La pineta planiziale a pino silvestre ha occupato le aree colpite dalle alluvioni del torrente, mentre dove il popolamento è più rado sono abbondanti o esclusive l'Artostaphylus uva ursi e l'Hippophae rhamnoides che trovano nel suolo minerale bruto scarsa o nulla concorrenza da parte delle specie sciafile, cioè di quelle piante che temono la luce e che crescono bene nelle zone ombrose. In altre aree vi è una fase discontinua in cui l'ontano si mescola al pino silvestre e nello strato arbustivo prevalgono le formazioni a Lonicera xilosteum, Crataegus monogyna, Ligustrum vulgare, Viburnum lantana e Rosa rubiginosa. L'alneto diventa invece dominante nelle stazioni più umide, dove è assente il drenaggio e i terreni hanno struttura fine; in queste aree lo strato arbustivo è molto fitto con specie quali Viburnum e Prunus padus quasi esclusive. L'elevata umidità e la folta ombra dell'ontano e del fitto cespugliame del sottobosco escludono il pino in queste porzioni di terreno.
Il canneto, a tratti invadente, è esclusivo nell'area attorno al lago e limita la concorrenzialità delle specie più rare, per questo si cerca di favorirle attraverso lo sfalcio ed eliminazione delle canne. Infine sono importanti le consociazioni prative nel fondovalle e nei versanti, caratterizzate da specie adattate a condizioni di aridità tipiche dell'orizzonte montano che tendono a diventare dominanti all'aumentare del grado di abbandono delle colture prative, mentre all'aumentare dell'igrofilia si ritrovano cenosi appartenenti ai taxa MOLINIO-JUNCETEA.

Lo stagno di Oulx, già nel 1974 dopo uno studio del Prof. Mondino, viene inserito all'interno di un primo elenco di aree naturalistiche di interesse vista la sua composizione floristica ricca di specie rare per la Valle di Susa e per l'arco alpino occidentale piemontese, tra cui:

  • Epipactis palustris, un'orchidea definita, da Pignatti nella Flora d'Italia, rara sulle Alpi e che, per le sue caratteristiche autoecologiche, preferisce le praterie umide e le paludi del piano montano e collinare su suoli freschi a ph basico
  • Frangula alnus, arbusto caducifolie appartenente alla famiglia delle Rhamnacee che si trova prevalentemente in ambienti umidi e sui bordi delle formazioni forestali o nelle siepi a contorno dei canali
  • Molinia coerulea, specie eliofila presente su terreni sabbiosi o torbosi anche idromorfi, poveri in basi
  • Allium scorodoprasum, liliacea che predilige suoli secchi drenati, ma in rapida diminuzione in quanto legata alle pratiche agricole dello sfalcio
  • Salix repens, salice strisciante tipico delle torbiere alpine ed estremamente specializzata a suoli ricchi di umidità, rara nell'arco alpino trova nell'intorno del Lago Borello una stazione adatta alle sue caratteristiche
  • Schoenus ferrugineus, che trova le condizioni ottimali nelle paludi e nelle torbiere basse tendenzialmente subacide, estremamente rara in Valle di Susa.
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