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Zona di Salvaguardia del Bosco delle Sorti - La Communa

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 1.818,96
  • Regioni: Piemonte
  • Province: Alessandria, Asti
  • Comuni: Alice Bel Colle, Bruno, Cassine, Maranzana, Mombaruzzo, Ricaldone
  • Provv.ti istitutivi: LR 29 14/11/2001 - LR 19 14/10/03
  • Elenco Ufficiale AP: EUAP1162

 

 
Flora

La Zona di Salvaguardia del Bosco delle Sorti - La Communa

L'area si estende in un ambiente collinare a vocazione viticola che si sviluppa tra i 118 e i 311 m. sul livello del mare, in una zona di transizione fra la pianura alluvionale e le pendici che salgono gradatamente verso la fascia appenninica, costituite da alluvioni antiche e da formazioni sedimentarie. Il clima, caratterizzato da precipitazioni scarse e abbinato alla superficialità dei suoli, determina alcune caratteristiche di relativa xerotermofilia delle formazioni vegetali.
Una forte connotazione paesaggistica è conferita a questi territori dalla viticoltura. La vocazione viticola della zona è qui rappresentata dalle produzioni di vini D.O.C. di grande pregio come il Brachetto d'Acqui, il Dolcetto d'Acqui, il Barbera d'Asti e del Monferrato, il Cortese dell'Alto Monferrato, il Moscato d'Asti, l'Asti spumante.
La dimensione territoriale complessiva della zona di salvaguardia consente di integrare e definire le politiche di conservazione e di gestione delle risorse naturalistiche e paesaggistiche in un contesto territoriale omogeneo attraverso azioni di sistema tra tali politiche con iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale, delle tradizioni, delle economie tipiche locali, di recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico.

Flora

La Vegetazione

La vegetazione è costituita da boschi a prevalenza di roverella (Quercus pubescens) abbinata al cerro (Q. cerris) nelle zone di crinale e nelle esposizioni più calde; nelle esposizioni più fresche prevalgono la rovere (Q. petraea) e il castagno accompagnati talvolta dalla farnia (Q. robur), in prossimità degli impluvi. Il Governo a ceduo ha modificato la struttura della vegetazione attuale, che per composizione specifica puo' considerarsi molto vicina alla vegetazione potenziale caratteristica di tale area. Infatti da una lato si riscontrano specie legate alle classi Querco-Fagetea e Quercetea robori-petraeae, ma nelle esposizioni più calde prevalgono le specie della classe Quercetea pubescenti-petraeae.
La copertura boscata si è discretamente mantenuta in corrispondenza dell'area anticamente occupata dal Bosco delle Sorti (circa 300 ha), ai margini del bosco e in altre zone prevalgono infestanti e/o esotiche quali Robinia pseudacacia, Rubus sp. pl., Clematis vitalba, Solidago gigantea ecc. Le formazioni boscate sono inframezzate in modo discontinuo da vigneti, seminativi e prati stabili.

La Flora

Dal punto di vista floristico è da segnalare la presenza di alcune specie di Orchidacee protette dalla legislazione regionale (l.r. 2 novembre 1982, n. 32) come Orchis morio, Orchis sambucina, Platanthera chlorantha.
Caratterizzano il sottobosco quattro specie di ginestre: Cytius scoparius, Genista germanica, abbastanza comuni e tipiche della brughiera, Cytisus villosus, specie stenomediterranea qui al limite del suo areale, e Genista cinerea, presente solo in Piemonte e in Liguria nella fascia compresa tra l'Appennino Ligure e le Alpi Marittime. Di rilevante interesse è la presenza di Erica arborea al limite settentrionale del suo areale, il cui mantenimento è legato alla pratica delle ceduazioni.

Fauna

La Fauna

Il ceduo e la parcellizzazione del bosco, se da un lato hanno condotto ad una modificazione della struttura potenziale del soprassuolo, dall'altro hanno favorito una elevata variabilità ecosistemica, con la creazione di una disetaneità del popolamento forestale che ha determinato una diversità strutturale ed una elevata potenzialità faunistica. I mammiferi più frequentemente osservati sono: cinghiale, volpe, lepre europea, faina, tasso, riccio, scoiattolo, ghiro, toporagno e alcune specie di chirotteri. per l'avifauna sono segnalati il picchio rosso, picchio verde, la civetta, il gufo, la poiana e alcune specie di interesse venatorio quali il fagiano, la starna, la quaglia, il germano reale. All'interno dell'area è peraltro presente un'Azienda Faunistico-Venatoria.

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