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Parco paesaggistico di Strugnano

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 430,00
  • Categoria IUCN: V - Paesaggi terrestri e marini protetti
  • Stato: Slovenia

Il parco naturale di Strugnano si estende lungo la peninsola di Strugnano fra i comuni di Isola e Pirano. In gran parte il parco è un luogo superlativo, perché in questa piccola area possiamo trovare le scogliere flysch più alte, la più lunga porzione di costa naturale nel golfo di Trieste, le saline più piccole del Mediteranneo e un paesaggio culturale molto ben mantenuto. Affinché questo si conservi, i visitatori sono invitati ad osservare alcune regole.

 

 
Saline

Le saline di Strugnano

Le saline di Strugnano, che sono state costruite nella pianura del torrente Roja, una volta erano solo una delle tre esistenti nel comune di Pirano. Sulle pianure del fiume Dragonja furono costruite le Saline di Sicciole, e nelle pianure del torrente Fagiano quelle di Santa Lucia. Queste ultime oggi non esistono più.

Le saline sono opera delle mani dell'uomo, dovute allo svincolo di mare e di terra. Rappresentano anche un monumento tecnico, ambientale, etnologico ed estetico specifico e molto raro. Dal punto di vista della protezione sono particolarmente importanti a causa dei rari ecosistemi e delle piante che amano il sale, dette perciò alofiti.  Conosciamo due piante nelle saline che danno dei colori specifici al paesaggio. La prima si chiama in latino Salicornia europea, che in autunno colora le saline nel caratteristico colore rosso; l'altra è il Limonium angustifolium, che ha dei fiori blu-viola. Naturalmente, questi non sono le uniche piante alofite che hanno trovato nel sale di Strugnano la loro dimora.

Strugnano una volta conosceva, oltre alla Chiesa dell'Apparizione di Maria, altre tre chiese: San Cristoforo, Santo Spirito (oggi nel complesso alberghiero Salinera) e San Basso (oggi Villa Tartini). In queste chiese si pregava per un buon raccolto del sale e degli agrumi nei campi.

Il sale di Pirano non è stato sempre bianco come lo è oggi. Talvolta la creta si mescolava con il sale e percio' questo aveva un color marrone e non era interessante per il commercio. Nel 14° secolo fu introdotta la petola: cosi si chiama la crosta di gesso artificialmente cresciuta che separa il sale dalla base. La petola ha contribuito alla qualità del sale, permettendo di estrarlo più pulito e bianco.

Altre informazioni

Il nome di Strugnano

Si dice che qui i pastori fossero molto abili nel suonare strumenti a corde ("strune"), forse chitarre, mandolini, o qualcosa di simile, e che i passanti erano soliti lodarli dicendo quanto fossero bravi questi pastori che suonavano a corde ("strunjajo").

Falesie nella Riserva naturale di Strugnano

La riserva naturale di Strugnano

La riserva naturale è parte del Parco naturale di Strugnano e comprende i 4 chilometri della costa settentrionale della penisola omonima tra la Baia di San Simone e quella di Strugnano e la relativa fascia marina di 200 metri di larghezza. La riserva copre un'area di 160 ettari ed il rapporto tra terraferma e mare è di 1:2,5. La parte più caratteristica della riserva è la falesia, sulle cui pareti si possono ammirare interessanti fenomeni geologici e geomorfologici – le stratificazioni di arenaria e marna, gli incavi abrasivi, le fessure, ecc. Nelle cavità erosive e sul ciglio superiore della falesia crescono il sommaco, l'orniello, la ginestra e la canna comune.

Sul fondale marino, dapprima roccioso e poi fangoso, prosperano numerosi organismi. Di particolare interesse la Baia di Santa Croce, con la sua prateria sottomarina punteggiata da tanti esemplari di asturi, e il fondale roccioso davanti a Punta Ronco, ricoperto da associazioni di varie specie di alghe brune del genere Cystoseira.
Rispettare i vincoli di tutela è di fondamentale importanza per la conservazione della biodiversità e la salvaguardia delle pecularità naturalistiche.

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