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Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale Isolotto del Ritano (Dora Baltea)

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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Codice Rete Natura 2000: IT1120013
  • Superficie a terra: 253.00 ha
  • Regioni: Piemonte
  • Province: Vercelli, Torino
  • Comuni: Rondissone, Saluggia, Torrazza Piemonte

 

 

Ambienti e specie di maggior interesse

Le emergenze naturalistiche del sito sono riferibili in gran parte agli habitat di interesse comunitario che esso ospita e che lo distinguono dal resto del territorio circostante, quasi completamente trasformato dalle attività agricole, conferendogli quindi un valore di "isola ecologica".
Nel sito sono presenti boschi alluvionali con ontano nero e salice bianco (91E0), ambiente prioritario ai sensi della D.H., impreziositi dalla presenza di ontano bianco (Alnus incana), specie rarissima in pianura, nonchè di pioppo bianco, pioppo grigio (Populus canescens) e pioppo nero. Sull'isolotto del Ritano e nelle zone riparie della Dora parte della vegetazione arborea è riconducibile al bosco misto ripario dei grandi fiumi di pianura (91F0) o al querco-carpineto planiziale (9160), ambedue formazioni boschive a dominanza di farnia con presenza di olmo campestre (Ulmus minor) e frassino maggiore; lungo le sponde fluviali si trovano i saliceti arbustivi a Salix eleagnos (3240), in cui compare anche la rinnovazione di pioppo (Populus spp.). Infine, sui tratti di greto ciottoloso stabilizzato presente nelle radure dell'isolotto, sono presenti formazioni prative aride (6210), un ambiente prioritario caratterizzato dalla presenza di specie erbacee xerofile, qui arricchito dalla presenza di alcune specie di orchidee, rare in ambito planiziale, come Gymnadenia conopsea, Vegetazione riparia a salici lungo il corso della Dora.
Nel sito studi recenti hanno permesso di censire oltre 250 specie floristiche. Da segnalare sono alcune presenze di specie legate agli orizzonti montani e submontani, qui giunte fluitate dalla Dora, e che sui greti stabilizzati hanno trovato un habitat sostitutivo in grado di soddisfarne le esigenze ecologiche. Esse assumono pertanto in questo contesto un valore particolare; è il caso della leguminosa Astragalus onobrychis e di Globularia bisnagarica. Di rilievo sono anche le presenze di Onobrychis viciifolia ed Eryngium campestre, uniche per il vercellese, se si eccettuano le segnalazioni storiche e generiche di Negri relative alle sponde del Po comprese tra Trino e Crescentino. Risulta non confermata la presenza dell'olivello spinoso (Hippophäe rhamnoides), specie montana la cui effimera presenza nell'isolone, dovuta al trasporto da parte delle piene, fu rilevata eccezionalmente e segnalata da A. Soldano nel 1991.
La comunità ornitica del Ritano è piuttosto ricca e complessa malgrado le ridotte dimensioni dell'area: sono state censite 56 specie, di cui probabilmente solo 43 si riproducono sull'isolone, mentre le altre nidificano nella pianura circostante o in altri tratti della Dora Baltea; le specie inserite nell'All. I della Direttiva Uccelli (D.U.) sono 5. I boschi offrono un habitat ideale per numerose specie garantendo così un elevato grado di biodiversità anche nelle zone circostanti: è segnalata la presenza di diverse specie tipiche di questo habitat come: picchio rosso maggiore (Picoides major), ghiandaia (Garrulus glandarius), allocco (Strix aluco), rigogolo (Oriolus oriolus) e falco pecchiaiolo (Pernis apivorus, D.U.). Nelle zone riparie non arginate si possono osservare la nitticora (Nycticorax nycticorax, D.U.) e la garzetta (Egretta garzetta, D.U.), due ardeidi assai diffusi, la sterna comune (Sterna hirundo, D.U.), il martin pescatore (Alcedo atthis, D.U.), il correre piccolo (Charadrius dubius) ed il piro piro piccolo (Actitis hypoleucos). L'erpetofauna conta 5 specie, tutte abbastanza diffuse. Per quanto riguarda l'entomofauna si dispone di dati solo sui lepidotteri, di cui sono segnalate 28 specie, tra cui Lycaena dispar (D.H. All. IV).

 

Stato di conservazione e minacce

Tra le minacce in atto è da evidenziare l'invasione delle radure e dei prati aridi da parte di specie alloctone arboree (Robinia pseudacacia e Ailanthus altissima) o erbacee (Solidago gigantea). Si constata un degrado generalizzato, causato da una fruizione incontrollata dell'area, che è evidente soprattutto nelle radure, dove è localizzata la delicata vegetazione xerica prativa. Alcuni gravissimi atti di incendio doloso hanno recentemente danneggiato porzioni delle radure e degli alberi isolati presenti sull'isolone. Il taglio boschivo costituisce una minaccia per gli interessanti boschi ripari.

 

Cenni sulla fruizione

Due piste ciclabili segnalate corrono ai margini dell'area fluviale, lungo due strade che delimitano in parte l'area protetta.

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