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Segnalazioni

Tremila visitatori in fila per vedere l'Arsenale

(09 Lug 15)

Generazioni di pavesi hanno avuto legami con questa struttura, servono imprenditori interessati a farla rivivere Lo stabilimento del Genio Militare occupa la parte ovest della città, un'area di particolare pregio storico e naturalistico, vicina al centro, all'interno del Parco del Ticino. Il complesso di 140mila metri quadrati si trova in via Riviera: realizzato nel 1874, diede lavoro nel 1910 a 160 addetti che diventarono 900 negli anni della Prima Guerra Mondiale. Poi, nel 1998 iniziò la parabola discendente, quando la riforma Andreatta definì l'immensa struttura pavese «non indispensabile alle esigenze funzionali dell'Amministrazione Difesa». Così si auspicò che lì, dove si riparavano i mezzi militari utilizzati durante le calamità e le tende destinate agli sfollati, potesse nascere il polo della Protezione civile per tutto il Nord Italia. Ma a Pavia si preferì Piacenza. Fino al 2007 nell'Arsenale si continuarono a riparare mezzi e tende.PAVIA Circa 3mila persone ieri hanno visitato l'Arsenale, 140mila metri quadrati protetto da un lungo muro di mattoni rossi. All'interno gli edifici realizzati a fine Ottocento, sottoposti al vincolo della Soprintendenza, e quelli di epoca più recente, strutture che, secondo il sindaco Massimo Depaoli, potrebbero essere già disponibili per aziende interessate ad insediarsi in questo angolo di città. «Si tratta di open space pronti ad essere utilizzati, gli edifici, dal punto di vista strutturale, sono a posto», sostiene il sindaco che ieri era lì, insieme a tutta la giunta, al comitato Arsenale creativo che sta spingendo per restituire alla città questo gioiello, al Fai che ha organizzato le visite guidate, ai volontari, un'ottantina, che hanno fornito un apporto prezioso. Ma soprattutto che era lì insieme a tanti cittadini da cui è arrivato un segnale chiaro: la volontà di riappropriarsi di un bene legato in modo inscindibile alla storia di Pavia. «Generazioni di pavesi hanno avuto legami con l'Arsenale, hanno lavorato qui, venivano a ballare o a pescare», commenta Depaoli mentre osserva le frotte di persone diligentemente in fila per la visita. Accanto al sindaco c'è Francesco Caracciolo, direttore di Confindustria. Anche lui in visita alla struttura, preziosa testimonianza storica e culturale, ma anche economica e sociale. Una presenza fondamentale, a dimostrazione che «Confindustria è disponibile a lavorare insieme agli altri enti per il recupero di quest'area dismessa. Certo si deve puntare all'insediamento di attività economiche di livello che generino valore - sostiene -. Il problema di tutta la provincia è quello di recuperare le tante aree dismesse, ma è chiaro che le procedure e i costi costituiscono un ostacolo non di poco conto». Ma questo è un luogo che in passato ha dato lavoro a centinaia di persone, 230 nell'anno della chiusura, ed è un luogo che deve tornare ad offrire occupazione. È l'obiettivo ambizioso dell'amministrazione Depaoli. «Si è aperto un dialogo positivo con l'Agenzia del Demanio e non è affatto scontato il fatto che venga riconosciuto un ruolo da protagonista al Comune - spiega il sindaco -. La richiesta del Demanio è che l'intervento stia in piedi economicamente, per questo puntiamo ad aziende che qualifichino il territorio». Come l'industria farmaceutica che ha già dimostrato interesse per alcuni spazi dell'Arsenale. «Potrebbero collocarvi i propri ricercatori, ma il nostro scopo è di rendere dinamico l'intero contesto, penso a spazi aperti dove i giovani possano vedere da vicino anche realtà lavorative, dialogare con un mondo che qui potrebbe essere meno distante»: a offrire qualche anticipazione di quello che potrebbe nascere in quest'area dismessa è Marianella Sclavi, della società Ascolto attivo, specializzata in progettazione partecipata, «scelta tra i maggiori esperti in Italia in questo campo», precisa Mimmo Damiani del comitato Arsenale creativo. «Le tante presenze di oggi sono segno di interesse - dice Damiani -. Adesso bisogna trasformare questo interesse in un protagonismo attivo». 

Area Protetta: Diverse  |  Fonte: AREA Parchi
 
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