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Segnalazioni

Il sentiero delle Orobie

(16 Lug 15)

OLTRE 80 chilometri da percorrere con lo zaino in spalla e gli scarponi ai piedi, in buona parte oltre quota duemila, tra rifugi attrezzati e laghi di montagna ma soprattutto lontani dall'afa della città: è il regalo che il Cai di Bergamo ha fatto a tutti gli appassionati di alpinismo, chiudendo finalmente l'anello del sentiero delle Orobie con un nuovo tracciato. Il sentiero, riconoscibile dai segnavia Cai con il numero 220, è frequentato dagli escursionisti fin dagli anni '50 ma, almeno finora, non senza difficoltà logistiche. L'unica via per chiudere il cerchio era il sentiero della Porta, particolarmente impervio, inaffrontabile senza adeguata attrezzatura (casco, imbragatura, moschettoni e corde). La maggior parte dei visitatori sceglieva quindi di cominciare il percorso da Ardesio per concluderlo a Colere, a oltre 30 chilometri di distanza, dipendendo dai mezzi pubblici o da qualche amico o parente disponibile ad offrire passaggi per recuperare l'automobile lasciata al punto di partenza. «Più che mai oggi gli escursionisti preferiscono muoversi in autonomia - spiega il presidente del Cai di Bergamo, Piermario Marcolin -. Per questo abbiamo voluto cercare un'alternativa, anche recuperando sentieri ormai in disuso o completamente abbandonati. Ci siamo riusciti: partendo da Ardesio, dove si trovano parcheggi, negozi, alberghi e punti informativi, è possibile percorrere tutto il sentiero delle Orobie Orientali ritornando al punto di partenza senza passare due volte per lo stesso tratto, e senza particolare attrezzatura. La nuova variante collega infatti il rifugio Albani, che prima era l'ultima tappa del percorso, ad Ardesio, attraverso il passo Scagnello e il colle Palazzo». L'anello, lungo oltre 80 chilometri, sfiora i 2.600 metri di altitudine e si snoda tra laghi di montagna, pascoli e rocce, toccando i rifugi Alpe Corte, Laghi Gemelli, Fratelli Calvi, Brunone, Coca, Curò e Albani, pronti a rifocillare e accogliere per la notte gli escursionisti (dormire in un rifugio costa 10 euro per i tesserati Cai, il doppio per i non soci. Con 20 euro, per tutti, si può avere un pasto completo di primo, secondo, immancabile polenta di contorno e dolce). Un percorso sicuramente affascinante, visto che camminando si può sperare di avvistare camosci, caprioli, marmotte e volpi, ma non certo alla portata di tutti. Il tracciato, che si percorre con comodità in sei giorni, è riservato agli escursionisti allenati e consapevoli dei rischi della montagna: alcuni tratti di sentiero sono difficoltosi e il tempo può cambiare molto velocemente. Nonostante il tracciato sia ben evidenziato dai segnavia , la nebbia può diventare un vero pericolo. Insomma, la montagna bergamasca punta al rilancio e ad attrarre nuovi visitatori. «Non siamo certo un'agenzia di promozione turistica - dice il presidente del Cai Marcolin - ma cerchiamo di offrire agli appassionati nuove opportunità e nuove ragioni per conoscere e apprezzare il Parco delle Orobie bergamasche». Senza dimenticare le possibilità lavorative per chi ha scelto di continuare a vivere una montagna che va sempre più spopolandosi: gli 11 rifugi bergamaschi danno lavoro a un minimo di due persone per ogni struttura che diventano anche otto nei periodi più caldi.

Area Protetta: Diverse  |  Fonte: AREA Parchi
 
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