Istituito nel 1979 il Parco Naturale Alta Valsesia si caratterizza
come parco alpino per eccellenza, sviluppandosi fino ai 4559 m. della
Punta Gnifetti sul Monte Rosa ed è quindi l'area protetta più alta
d'Europa.
Inizialmente il Parco si estendeva nei Comuni di Alagna,
Rima, Carcoforo e Rimasco per poi essere ampliato nel 1985 ai Comuni di
Fobello e Rimella venendo così ad occupare le testate vallive della
parte alta del bacino idrografico del Sesia.
Fino al 1990 il Parco era amministrato dalla Comunità Montana Valsesia
per poi diventare un Ente strumentale della Regione Piemonte godendo
quindi di una propria autonomia gestionale esercitata con organi
propri: un Presidente, una Giunta esecutiva, un Consiglio. La gestione
operativa è affidata al personale organizzativo che ha sede negli
Uffici di Varallo ed ai Guardiaparco sul territorio che hanno funzione
di polizia giudiziaria.
Oltre all'attività di vigilanza queste figure svolgono ulteriori
compiti come la collaborazione a studi, la raccolta di dati, la
promozione dell'educazione ambientale ed interventi diretti nel
controllo della flora e della fauna.
In questo senso il Parco viene ad assumere un ruolo guida non solo per
la tutela dell'ambiente, ma anche per la ricerca, la sperimentazione e
soprattutto per l'educazione.
Tra la fine del 1200 e l'inizio del 1300, è posta la discesa dei coloni
walser a sud del Monte Rosa. Le loro origini sembrano risalire
territorialmente al Vallese, da cui il nome "walliser", contratto
quindi in "walser".
La caratteristica peculiare del successo della
colonizzazione del popolo walser sembra essere una forma di adattamento
quasi biologico ad un ambiente in cui, nel tempo passato, era veramente
arduo vivere.
Il progresso, che ha quasi del tutto cancellato un'intera etnia, non è
riuscito a sconfiggere un piccolo manipolo di uomini e di donne che
oggi combattono, quasi eroicamente, non per isolarsi di nuovo ma per
far conoscere a tutti quello che, sconsideratamente, potremmo perdere.
La vegetazione del Parco è quella tipica del piano alpino e subalpino.
Alle quote più alte oltre ai muschi e ai licheni, si trovano le
formazioni vegetali pioniere su rocce, detriti morene (primule,
ranuncoli dei ghiacciai, genepì, genziane) o nelle vallette nivali
(salice erbaceo) o sui dossi battuti dai venti (azalee nane), od infine
nei pascoli d'alta quota.
La carice curva, gli anemoni, l'achillea
e il trifoglio alpino, caratteristici dei pascoli alti, vengono
sostituiti dal nardo e dall'avena dorata a quote inferiori, mentre
presso baite ed abbeveratoi si formano popolamenti di rabarbaro alpino,
spinaci selvatici, trifoglio, ortiche e menta.
Fra gli arbusti, l'ontano verde forma cespugli fitti che si mescolano
più in basso con i larici. Sono assai estesi nel territorio del Parco
anche cespuglieti di rododendro e mirtillo. Il larice è l'essenza
arborea che nel Parco costituisce veri e propri boschi ad Alagna e
Carcoforo, mentre nelle zone della Val Mastallone predomina la
vegetazione tipica del piano montano, cioè il bosco misto di faggio e
abete bianco.
Fra i mammiferi presenti nel Parco si segnalano in modo particolare lo
stambecco, introdotto in Valsesia a metà degli anni '70 che ormai
colonizza stabilmente le zone del Parco di Alagna e di Rima, ed è
attualmente in espansione nella vallata di Carcoforo.
Il camoscio è diffuso un po' ovunque nel territorio del Parco, con maggiori concentrazioni di animali a Rima e Carcoforo.
Nelle radure vicino ai boschi è facile osservare all'alba e al crepuscolo i caprioli.
Si possono osservare anche marmotte, ermellini, volpi, martore,
donnole, lepri variabili, scoiattoli e altri piccoli roditori ed
insettivori. Nel Parco è comunque eccezionale osservare l'avifauna
dominata dalla presenza dell'aquila reale e di altre numerose specie di
rapaci diurni e notturni. Viste le caratteristiche "alpine" del Parco
sono presenti anche i Tetraonidi quali il gallo forcello, la pernice
bianca e la coturnice.
Istituito nel 1979, il Parco Naturale Alta Valsesia si caratterizza come parco alpino per eccellenza, sviluppandosi fino ai 4559 m. della Punta Gnifetti sul Monte Rosa ed è quindi l'area protetta più alta d'Europa. Inizialmente il Parco si estendeva nei Comuni di Alagna, Rima, Carcoforo e Rimasco per poi essere ampliato nel 1985 ai Comuni di Fobello e Rimella venendo così ad occupare le testate vallive della parte alta del bacino idrografico del Sesia.