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Parco Naturale Regionale delle Dolomiti d'Ampezzo

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Itinerario Orchidee

Botestagno - Pian de Loa

A piedi         

    La varietà delle specie di orchidee nei diversi ambienti dolomitici

    Questo breve itinerario alla scoperta delle orchidee dolomitiche si sviluppa in un'area di fondovalle ricca di situazioni ambientali disparate, alla confluenza dei quattro bacini principali del Parco nella piana alluvionale di Pian de Loa; sono la Val Travenanzes, la Val di Fanes, la Valle del Boite e, poco più a sud, la Val Felizon. La presenza di svariati tipi di habitat comporta ovviamente maggiori disponibilità di nicchie ecologiche per specie diverse e, quindi, maggiore biodiversità. Gli habitat che si incontrano lungo il tragitto sono ascrivibili ai seguenti tipi: pecceta montana xerica, pineta di pino silvestre, piceo-faggeto, mugheta, prateria a zolla continua su substrato calcareo, rupe calcarea soleggiata, greto torrentizio con vegetazione ripariale.
    Le specie di orchidee presenti lungo il tragitto sono 16 e vengono elencate in separata sede; non tutte hanno peraltro le stesse caratteristiche di bellezza, rarità e vulnerabilità e alcune di esse sono particolarmente difficili da osservare; va detto inoltre che non è qui rappresentato tutto l'importante contingente delle orchidee legate alle zone umide. È in ogni caso importante la scelta del periodo di fioritura, diverso per ognuna di esse e comunque compreso fra i primi di maggio e la fine di luglio.
    L'itinerario sale dalla casetta del Parco alla strada statale, la oltrepassa e prosegue a monte, lungo un antico percorso sulla sinistra orografica del Felizon; poco più in su il torrente stesso viene attraversato su un alto ponte che ne scavalca la forra e si sale con alcuni tornanti al Pra de Castel, ove si raggiunge nuovamente la statale. La si varca una seconda volta e, costeggiandola a monte lungo una strada sterrata, si guada il Ru dei Cavai e si scende al piazzale di Sant'Uberto; a sinistra della strada asfaltata che sale a Ra Stua si imbocca una ulteriore pista forestale che scende verso il Boite e va ad attraversarlo su una passerella, posta allo sbocco della forra della Costa dei Sié. Si segue ora la pista che attraversa tutto il pascolo di Pian de Loa e, immettendosi sulla strada asfaltata che proviene dal Ponte Felizon, la si percorre tutta verso sud fino alla chiusura dell'anello.
    Alcune orchidee sono comuni su tutte le Alpi ed anche tolleranti verso condizioni ambientali di ampio spettro; altre invece sono più selettive nei confronti dell'habitat, come quelle legate esclusivamente ai substrati calcarei aridi (le orchidee fior di mosca del genere Ophrys ad esempio) o quelle legate a densi boschi di abete rosso con molta lettiera (ad es. Goodyera, Corallorhiza e Malaxis). Alcune specie sono invece rare perché legate ad ambienti molto particolari (emblematiche quelle legate alle zone umide), ma anche perché hanno un areale di distribuzione più ristretto rispetto alle specie ubiquitarie e, in taluni casi, perché sono state in passato oggetto di raccolta indiscriminata.
    Scorrendo l'elenco, si può asserire che la specie più importante del Parco per bellezza e rappresentatività è senz'altro la Scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus); compresa nelle liste rosse nazionali e regionali anche se non più rara e minacciata come un tempo, è forse la più bella delle orchidee italiane ed è legata ad ambienti di pineta o di mugheta con abbondante detrito calcareo. Una specie poco vistosa, ma altrettanto significativa e con areale ristretto alle Alpi Orientali è la Malaxis monophyllos, caratteristica per avere una sola foglia e un delicatissimo sistema di impollinazione e germinazione dei semi; legata a boschi densi di abete rosso, essa è considerata addirittura a rischio di estinzione nelle liste rosse del Veneto. Meno rara e minacciata, la Orchis militaris è anch'essa specie "endemica" dell'Italia nord-orientale ed è legata ad ambienti di margine fra prato e bosco.


     
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