Ente Gestore
Legge istitutiva del Parco
Statuto
Piano dell'Area Protetta
Il Parco Regionale La Mandria è un'importante realtà di tutela ambientale a pochi chilometri dal centro storico di Torino e offre, a chiunque voglia, la possibilità di trascorrere distensivi e tonificanti momenti in una natura amica che conserva il suo fascino di natura selvaggia. In questo significativo residuo di foresta di pianura vivono liberamente o in modo semibrado diverse specie di animali selvatici e domestici. L'accesso è consentito a piedi o in bicicletta, che è anche possibile noleggiare all'interno del Parco.
Il Parco offre aree attrezzate per picnic, percorsi ginnici, percorsi natura, percorsi a cavallo, mostre e manifestazioni culturali e di svago, soprattutto nel periodo primaverile e autunnale. Recentemente la Regione Piemonte ha acquisito una nuova porzione di territorio, circa 320 ha, comprendente la Tenuta dei Laghi ed il Castello omonimo; la tenuta è visitabile su prenotazione.
Il Parco Regionale La Mandria, è un vasto territorio destinato a partire dal XVI secolo come riserva di caccia della corte sabauda e luogo attrezzato per il soggiorno del re e della sua corte. Proprio per ragioni "venatorie" sorse, alla metà del XVII secolo, per interessamento di Carlo Emanuele II e per opera del Castellamonte, un sontuoso Palazzo di Piacere che sarebbe poi divenuto il complesso del Castello della Venaria. Sotto il regno di Vittorio Amedeo II fu creato un allevamento di cavalli per le scuderie reali (da cui il nome "La Mandria"), mentre ad opera di Vittorio Emanuele II, che ne fece sua tenuta di caccia privata, furono costruiti ed ampliati vari edifici (Il Borgo Castello, La Bizzarria, Le Cascine), ora di interesse storico ed architettonico.
I grandi allevamenti, dapprima equini, da cui derivò il nome stesso di Mandria, e successivamente di selvatici e di bovini, hanno caratterizzato la storia della Mandria fin dalle origini e si sono protratti per tutto il Novecento passando attraverso le vicende di casa Savoia e le trasformazioni agricole attuate dai marchesi Medici del Vascello nel ventennio fascista.
Con l'istituzione del Parco regionale La Mandria sono state avviate profonde trasformazioni nell'uso del territorio dettate dalla volontà di salvaguardare ciò che rimaneva dell'antica foresta planiziale a querce e carpini, la cui sopravvivenza era minacciata dalle bonifiche e dal carico di ungulati, soprattutto cervidi e bovidi. Vietata l'attività venatoria, dismessi progressivamente gli allevamenti bovini e di fauna selvatica, sottoposti a piani di contenimento cervi e cinghiali, oggi il Parco mantiene, a testimonianza delle proprie origini e a beneficio dei visitatori che possono usufruire di passeggiate a cavallo e visite in carrozza, un piccolo nucleo di capi equini da sella e da tiro allevati presso la cascina Vittoria. Negli ultimi anni ha preso avvio il progetto "Nuovi Pascoli" il cui obiettivo è la tutela e valorizzazione delle razze equine italiane in via d'estinzione aventi caratteristiche di buona rusticità che ben si adattano all'allevamento semi brado che può essere proficuamente attuato nel Parco: agli animali vengono riservati ampi spazi recintati in cui sono liberi di muoversi e di seguire i propri ritmi biologici secondo natura, riacquistando così i comportamenti tipici della specie.
Sono due per ora le razze equine in via d'estinzione ospitate alla Mandria:
Il Parco apre tutti i giorni alle 8.00
chiude:
Ricordiamo che in presenza di neve, vento, piogge abbondanti e persistenti il Parco verrà chiuso al pubblico.
Prima di recarsi al Parco, in presenza di condizioni metereologiche perturbate, si invita a telefonare al Punto Info del Parco ai numeri: