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I Grandi e i Fanti vincono il Festival della Canzone in Lingua Ligure

(Riomaggiore, 08 Feb 19) Ennesimo successo per i Grandi & fanti: la band dialettale di Riomaggiore ha vinto il 18° Festival «San Giorgio» della Canzone in Lingua Ligure, classificandosi al primo posto nella categoria gruppi.

Alla fase finale della manifestazione, svoltasi nei primi due giorni di febbraio ad Albenga, hanno partecipato venti concorrenti provenienti da ogni angolo della Liguria. La rassegna, patrocinata dalla Regione, dalla Provincia di Savona, dal Comune di Albenga e dal Ministero della Pubblica Istruzione, è stata presentata nella prima serata da Andrea Carretti, speaker ufficiale del Genoa, e nella seconda da Gilberto Volpara, giornalista di Primocanale, affiancati sul palco da Silvia Bazzano, direttore artistico del festival. Ospite d'onore il cabarettista e cantautore genovese Carlo Denei, premiato come Ligure Illustre 2018. Molto bella la scenografia del teatro, con i muri a secco, i fiori e le piante aromatiche a evocare il paesaggio e i profumi della nostra regione.

La giuria è stata presieduta nella prima serata dall'attore genovese Giorgio Caprile e nella seconda dal professor Benedetto Maffezzini dell'Ufficio Scolastico Regionale. Dietro ai Grandi & fanti si sono piazzati i Mandillä, il gruppo di Moneglia vincitore della scorsa edizione del festival. Nella categoria solisti il primo premio è andato invece a MKG U Cantautupittu, cantautore di Lerma, comune piemontese di lingua ligure. Miglior testo ai savonesi Nustralin e premio Elmo Bazzano a Sara Rosso di Toirano. Presente in sala anche l'associazione Öga battéllu di Carloforte, l'isola linguistica genovese della Sardegna: alla storia e alla cultura tabarchina era infatti dedicato uno dei brani in gara, Tra Zena e l'Africa, portato sul palco del Don Pelle da U Carbun e gente de Lügan.

Per la band riomaggiorese si è trattato dell'ultimo di una lunga serie di successi al festival: nel 2012 il primo posto nella categoria solisti con Er munumentu e il miglior testo con Lebeciu; nel 2013 la menzione speciale della giuria con Vega vughina; nel 2014 e nel 2015 rispettivamente il terzo e il secondo posto con Lüna de lügiu e Rusu de seia; nel 2017 il gradino più alto del podio con Aa faudeta recamà; l'anno scorso, infine, il secondo posto e il premio Elmo Bazzano con Scia e vega. Quest'anno erano due i pezzi presentati al concorso, uno nella categoria solisti, l'altro nella categoria gruppi. Il primo, Barba Batì, è stato scritto e interpretato da Enrico Bonanini, fondatore della band e autore dei tanti successi che hanno contraddistinto la storia del gruppo. Il secondo, Lüngu er viaeu, scritto da Davide Bozzo e composto da Simone Carrodano, è il brano che ha vinto il festival.

Il pezzo, ispirandosi ai ritmi della bossa nova e giocando sull'assonanza – già sottolineata a suo tempo da Fabrizio De André – tra ligure e portoghese, nasce da un'inedita simbiosi tra dialetto riomaggiorese e sonorità brasiliane. La canzone trova il proprio filo conduttore nel sentiero del titolo, lungo il quale si sviluppa la narrazione di una giornata della cultura contadina riomaggiorese, vista attraverso i gesti faticosi e ripetuti di generazioni di vignaioli, che lungo quella mulattiera hanno letteralmente consumato, giorno dopo giorno, una vita di dedizione quasi religiosa al lavoro, un'esistenza dura e frugale, a cui fa da quinta – come a parziale compensazione – la straordinaria bellezza del paesaggio terrazzato delle Cinque Terre. Proseguendo nella consuetudine di citare frammenti della tradizione orale, nel testo è stata inserita come ritornello una filastrocca che veniva recitata all'alba per svegliare i bambini, i cui versi briosi contrastano con l ́atmosfera disincantata delle strofe. «Questa canzone – precisa Davide Bozzo – la dedichiamo ai nostri genitori, ai nostri nonni, alle tante generazioni di riomaggioresi che, consacrando la propria vita alla campagna, hanno costruito sasso dopo sasso quel paesaggio e quella bellezza che tutto il mondo ammira e ci invidia: senza il loro ostinato lavoro e la loro dedizione silenziosa, senza la secolare tenacia con cui sono rimasti aggrappati a queste rocce – tutte virtù tipicamente liguri – oggi noi non ci saremo».

Un brano, insomma, che non poteva non toccare le corde di chi nei borghi delle Cinque Terre ci è nato e cresciuto e che, infatti, è stato interpretato con grande coinvolgimento e trasporto da Francesco Buttà, storica voce della band, e dalla giovane manarolese Irene Somovigo. Ad accompagnare i cantanti, ben tre generazioni di musicisti, con le chitarre acustiche di Luca Scapin ed Enrico Bonanini, quella elettrica di Lorenzo Beschi, la batteria di Marco Curti e il basso di Simone Carrodano, salito per tre volte sul palco nonostante la febbre alta. «La composizione intergenerazionale – osserva Buttà – è la cifra più significativa e originale del nostro gruppo. Quello dei Grandi & fanti, come testimonia il nome, è un progetto che nasce e si sviluppa con la programmatica intenzione di favorire la trasmissione della tradizione dialettale alle nuove generazioni, rappresentate nella band da ben quattro ragazzi che frequentano le scuole superiori».

L'esibizione dei Grandi & fanti è stata trasmessa in diretta su Facebook a cura dell'associazione culturale Rimazùu, superando le duemila visualizzazioni. Su YouTube sarà invece disponibile a breve il video in alta definizione e fedeltà, girato da Michael Pasini. Per finanziare la trasferta ad Albenga della band, organizzata da Sonia Pecunia, l'associazione ha potuto contare sul contributo finanziario del Comune di Riomaggiore e sulla collaborazione della Cooperativa Manario, la quale ha messo a disposizione un minibus e l'autista Giordano Natale. Ai due enti e a tutti coloro che hanno partecipato alla riuscita dell'iniziativa va il sentito ringraziamento del consiglio direttivo.

 
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