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L'Area Protetta

Carta d'identità

  • Superficie a terra (ha): 29,00
  • Regioni: Lombardia
  • Province: Mantova
  • Comuni: Pegognaga
  • Provv.ti istitutivi: DGR n 51876 21/02/1990

Regolamento del Parco San Lorenzo (PDF - 40Kb)

 

 

La Storia

Il territorio di Pegognaga ha subito nel tempo notevoli trasformazioni, perdendo (come del resto tutto l'Oltrepo Mantovano) quelle connotazioni paesaggistiche che nei secoli si erano lentamente affermate.
Molteplici attività umane hanno determinato l'impoverimento della flora e della fauna che per secoli avevano regnato nella Pianura Padana: basti pensare, ad esempio, alla realizzazione del collettore della Bonifica dell'Agro Mantovano-Reggiano, alle escavazioni legate alla produzione di laterizi operate negli anni '60-'80 ed allo sviluppo dell'area urbana di Pegognaga, giunta fino alla romanica Chiesa di San Lorenzo (XI secolo).
La storia del Parco San Lorenzo nasce per l'appunto  dall'esigenza di riconvertire un'area dedicata a polo estrattivo di argilla.
I tre laghetti di falda che lo caratterizzano sono infatti residuali delle escavazioni di argilla operate dalla fornace "Cà Rossa" fino alla fine degli anni '80.

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La Flora

La particolarità del Parco San Lorenzo è la presenza di vegetazione tipica della "zona umida". L'esistenza dei laghetti e la buona qualità delle loro acque consente la progressiva evoluzione della vegetazione igrofila riparia dominata dalla cannuccia, dalla tifa e dal carice.
Partendo dall'ingresso del parco si nota la presenza di numerose essenze ancora giovani messe a dimora nel '93: si individua una prima zona dedicata a frutteto selvatico con melo comune e selvatico (malus domestica e sylvestris), pero (cyrus pyraster e comunis), ciliegio dolce, mirabolano, susino (prunus cerasifera, domestica, avium, cerasus, padus e spinosa), noce (juglans regia), gelso nero e bianco (morus nigra e alba), nespolo (mespilus germanica), biancospino (crataegus azarolus e monogyna), sorbo domestico e ciavarello (sorbus domestica e torminalis), sambuco (sambusus nigra), nocciolo (corylus avellana), rosa canina, olivello spinoso (hippophae rhamnoides), ribes rubrurn, rubus fructicosus e idaeus.
Da qui, passando per la via dei profumi tra caprifoglio e vite, si giunge ad una zona boscata con la presenza di querce (quercus robur), carpini (carpinus betulus), pioppi (populus nigra e alba), frassini (fraxinus excelsior), aceri (acer campestre), olmi (ulmus minor-ulmus laevis), prunus (avium e padus), lantana e pallone di neve (viburnu, opulus e lantana).

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La Fauna

La presenza di fauna stanziale nel Parco San Lorenzo è ormai una realtà consolidata.
Non a caso il "logo" del parco, ideato dalla Prof. Doriana Lazzarini con i ragazzi della scuola media, esprime graficamente la concezione storico-naturalistica che per definizione qualifica il Parco San Lorenzo: lo svasso maggiore, uccello selvatico coloniatore dell'Oasi Falconiera, è inscritto nella figura rombica che simboleggia un invaso artificiale, il tutto sorretto dal capitello stilizzato a richiamo del reperto storico più significativo di Pegognaga, il "Pado Patri", omaggio al grande Padre Po, risalente all'epoca romana.
La buona qualità delle acque consente la riproduzione di specie ittiche rigorosamente autoctone: carpe, tinche, gobbi, pesce gatto nostrano, cavedani, pesce persico, triotto, scardola, alborella, vairone, luccio e altro pesce bianco.

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