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Centro Visite Parco del Trebbia 22 Febbraio

Molto interesse per la serata sull'Occhione

(Borgotrebbia (Piacenza), 19 Feb 18) Nonostante il meteo inclemente 25 persone hanno partecipato, giovedì scorso al Centro Visite di Borgotrebbia, all'incontro "Il fantasma del greto", organizzato dall'Ente Parchi del Ducato per presentare i risultati del monitoraggio dell'Occhione svolto nel 2017 nel Parco del Trebbia.

I partecipanti, tutti molto interessati, hanno seguito con attenzione le presentazioni di Renato Carini, dell'Area Conservazione della Natura dell'Ente Parco e di Emanuele Fior, naturalista incaricato del monitoraggio, per poi porre ai ricercatori domande, richieste di approfondimento e disponibilità a programma repliche.

E' stata l'occasione per conoscere meglio questo elusivo e mimetico abitante del greto ciottoloso del basso Trebbia, che deve il suo nome alla sua capacità visiva e al caratteristico e grande occhio giallo.

Nel corso della primavera 2017 è avvenuto il monitoraggio della popolazione riproduttiva di occhione (Burhinus oedicnemus) nel Parco Regionale del Trebbia, che ha evidenziato dati e comportamenti interessanti su questo vero "campione" di mimetismo che si muove al crepuscolo, nascondendo se stesso e il proprio nido tra i colori e i ciottoli del greto del fiume.

Si tratta di una specie particolarmente protetta che in Italia è considerata come "vulnerabile", a causa principalmente di: trasformazione dell'habitat di nidificazione e alimentazione, meccanizzazione agricola, disturbo e uccisioni illegali.

Le finalità del monitoraggio voluto dai Parchi del Ducato erano indagare la densità e la distribuzione della popolazione di occhione nel parco del trebbia e rilevare le eventuali minacce per la specie durante il periodo riproduttivo.

La metodologia di monitoraggio si basava sull'ascolto del canto in 28 punti predefiniti (con una distanza massima tra due punti di 1200 m) per 20 minuti in ogni punto, nei 90 minuti dopo il tramonto, con 2 ripetizioni per ogni punto di ascolto in giorni differenti (tra il 5 aprile e il 15 maggio).

Sono stati esposti i risultati del monitoraggio, insieme all'analisi delle minacce ad alcuni suggerimenti gestionali.

La densità di occhioni nell'area di studio è buona, probabilmente attorno ai 20 individui/kmq, pari a circa 120-130 animali, ed e è risultata mediamente maggiore nel settore centrale (tra Gossolengo e Roveleto Landi) probabilmente a causa delle diverse tipologie ambientali e del minor disturbo, settore che è risultato anche quello più idoneo alla nidificazione rispetto a quelli settentrionale e meridionale, i quali probabilmente sono aree sub-ottimali.

Le aree estrattive attive sono utilizzate dall'occhione nel periodo riproduttivo con densità paragonabili a quelle di greto nel primo giro, mentre sono molto più basse nel secondo giro, probabilmente a causa dell'abbandono di gran parte dei siti.

Le azioni gestionali suggerite per ridurre le minacce alla specie, soprattutto nel periodo riproduttivo, sono: diminuzione del disturbo nell'area di greto con riduzione degli accessi al greto (strade carraie, sentieri) e incremento la vigilanza, soprattutto per limitare il transito di mezzi motorizzati.

Un momento dell'incontro con la presentazione del collega Renato Carini
Il ricercatore Emanuele Fior durante l'incontro
Occchione - foto di Antonio Arnanno
 
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