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Montagna Verde: un agriturismo ma non solo

Ad Apella la famiglia Maffei ha creato un albergo diffuso partendo da ciò che il paesino poteva offrire

(Apella, 12 Ott 20) Storia e natura, prodotti biologici a km zero e allevamento allo stato brado, sapori e profumi fusi assieme, fanno di "Montagna Verde" una cooperativa di comunità unica nel suo genere. Agriturismo, albergo diffuso, coltivazioni e cultura mixati con criterio e perizia rendono questa realtà produttiva un modello al quale ispirarsi e dal quale trarre spunti per lanciare un nuovo modo di interpretare il "fare impresa", mettendo a sistema quanto il territorio è in grado di offrire.

Così ha fatto la famiglia Maffei, circa trent'anni fa, quando il capostipite Mario ha avuto la corretta intuizione di "creare business" partendo da ciò che il paesino, dove lui giocava da bambino, poteva offrire: Apella.

Una torre cilindrica, databile attorno all'anno mille, domina quest'antico borgo situato a 660 metri sul livello del mare.

È la frazione più settentrionale di Licciana Nardi in provincia di Massa Carrara, fa parte del Parco nazionale dell'Appennino tosco emiliano, dominata dalle vette dei monti Bragalata, Uomo Morto e Bocco.

Questo è il luogo natio degli eroi risorgimentali Anacarsi e Biagio Nardi: il primo fucilato in Calabria nel 1844 con il gruppo dei fratelli Bandiera, il secondo dittatore di Modena durante la rivolta popolare del 1832. 

La casa museo Nardi che si trova nel borgo, ristrutturata poco dopo il 2000, è sito informativo sul Risorgimento italiano e Centro Visita del Parco. Le poche case in pietra che compongono il borgo sono immerse e sono un tutt'uno con la natura circostante che si fonde in modo indissolubile con la storia, l'ospitalità e la gentilezza tipiche della Lunigiana creando l'humus ideale nel quale ha potuto prendere vita Montagna Verde. 

Gli edifici che costituiscono l'abitato danno vita oggi all'albergo diffuso. Negli anni '90 è iniziata la ristrutturazione dell'antica torre per poi proseguire nel tempo con altri edifici, così oggi gli ospiti si sentono parte integrante della piccola comunità che abita il borgo.

La struttura ricettiva vanta un'aia/piazza come hall, i vicoli del paese sono equiparabili ai corridoi in cui si affacciano le camere ricavate proprio nei vari edifici ristrutturati, senza però costruire un metro quadrato ex-novo.

Si è scelto un recupero funzionale e riuso compatibile uniti alla messa in sicurezza grazie ad avanzati criteri antisismici, preservando tuttavia l'architettura tipica lunigianese come il tetto in piagne, la terrazza-aia e il gradile. L'intervento mette in risalto la passata, ma non ancora superata, abilità delle maestranze locali che magistralmente abbinavano pietra e legno. È data, infatti, la giusta evidenza a elementi in muratura che si alternano in modo armonico con maestosi portali, architravi e cornici sapientemente incise in arenaria, imponenti travi e infissi in castagno. L'attenzione posta al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni in atmosfera grazie all'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, all'efficientamento degli impianti e l'utilizzo di materiali eco compatibili rendono l'intervento sicuramente in linea con i principi dell'agenda 2030 dell'Onu.

Lo sviluppo della realtà indagata è favorito da diversi fattori. Primo fra tutti il fatto di essere situata in un crocevia a pochi chilometri da Cerreto Laghi, dal Parco dei Cento Laghi, dalle Alpi Apuane, dal Frignano Modenese, da Monte Marcello-Magra, ai quali si può anche osare aggiungere Migliarino-San Rossore. Ancora fondamentale è di sicuro il fatto che si trova a meno di un'ora di macchina da importanti luoghi frequentati dal turismo di massa quali le Cinque Terre, il Golfo dei Poeti, la Versilia, Lucca, Pisa e Genova.

Fragoline di bosco, educazione ambientale, mirtilli, noleggio di attrezzature per attività sportive, castagne, funghi, trekking, escursioni a cavallo, testaroli, torte d'erbi, piscina, pattone, miele dop, vendita di prodotti tipici, fattoria didattica, una fitta rete di sentieri, bovini, ovini, suini, insomma un elenco di offerte che pare infinito. Questa lista, volutamente esposta in modo confuso, risalta il legame e l'interdipendenza dei vari elementi. Ogni voce è proposta all'utenza che però la accoglie scegliendola e mixandola in modo unico, in base alle proprie esigenze e propensioni. Si crea così una vacanza, unica e diversa rispetto alle altre, ideata ad hoc per ciascun cliente, che potrebbe avere la sensazione di trovarsi in un atelier dove un sarto realizza abiti su misura: di certo un nuovo modo di vivere la vacanza e il relax. 

È evidente dunque l'impegno della famiglia Maffei per promuovere e valorizzare l'antico borgo, nel quale è situata l'attività, sviluppando un turismo sostenibile coniugato con un'agricoltura biologica al fine di mantenere il più intatto possibile il paesaggio circostante per molti aspetti ancora vergine e incontaminato. È la "ruralità" intesa come tradizioni, radici, cultura e il tipico modo di vivere in queste zone, che respirano gli ospiti di Montagna Verde.

La ristrutturazione e la valorizzazione di questo borgo, portato avanti in sinergia con il Parco nazionale dell'Appennino tosco emiliano, sono state pensate con la consapevolezza che la presenza di un soggetto privato – Montagna Verde appunto - sempre sul posto, avrebbe garantito accessibilità e custodia. Esperienza questa che accomuna l'attività che si svolge ad Apella con quanto messo in campo da altre realtà mosse dai medesimi principi quali l'Agriturismo Valle dei Cavalieri di Succiso, il Rifugio Lagdei, la neo costituita cooperativa di Rigoso giusto per fare solo alcuni esempi. Queste esperienze hanno permesso di ostacolare lo spopolamento delle zone di montagna creando invece nuove occasioni di sviluppo a luoghi che potrebbero essere considerati marginali invece che oggi si riscoprono ricchi di opportunità.

(Maria Grazia Vasirani)

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