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Il Superbonus 110% sposa alcuni degli obiettivi dell’Agenda 2030

110% è l'aliquota di detrazione fissata dal cosiddetto "Decreto Rilancio" della quale può beneficiare chi attua interventi in ambito di efficientamento energetico.

(Riserva di Biosfera MAB UNESCO Appennino tosco emiliano, 23 Nov 20) 110% è l'aliquota di detrazione fissata dal cosiddetto "Decreto Rilancio" della quale può beneficiare chi attua interventi in ambito di efficientamento energetico.

Le misure introdotte sono state pensate per sostenere il lavoro e l'economia e s'inseriscono nel complesso più ampio delle politiche sociali messe in campo, connesse all'emergenza epidemiologica causata dal Covid-19.

Per loro natura tuttavia entrano a pieno titolo anche nelle attività volte a implementare l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell'Onu, che fissa i principali obiettivi che i governi si sono impegnati a conseguire nei prossimi anni. Fra questi almeno quattro sono toccati dai provvedimenti in esame ovvero: città e comunità sostenibili, consumo e produzione responsabile, energia pulita e accessibile, agire per il clima.

Le nuove disposizioni, note come 'Superbonus', vanno a integrare quelle già in essere relative al 'Sismabonus' (recupero del patrimonio edilizio) e 'Ecobonus' (riqualificazione energetica degli edifici).

I soggetti che potranno accedere alle agevolazioni, tramite l'inoltro della domanda in modo online, sono condomini, persone fisiche, istituti autonomi case popolari ed enti aventi le stesse finalità sociali, cooperative di abitazione, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale, associazioni e società sportive dilettantistiche.

Il credito d'imposta maturato potrà essere fruito con diverse modalità. In modo diretto cioè mediante la sua rateazione in cinque anni compensando Ires, Irpef, Irap, ritenute da versare a diverso titolo, Iva, Imposte sostitutive, contributi previdenziali e assistenziali, tasse sulle concessioni governative. Un ulteriore strumento utilizzabile è lo sconto in fattura applicato in tutto o in parte dai fornitori di beni e servizi. Infine attraverso la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante a istituti di credito o intermediari a ciò abilitati.

La detrazione non è cumulabile, non può esserne richiesto il rimborso per l'eventuale quota non goduta e si applica all'importo totale della fattura iva compresa con importi massimi definiti in base ai vari tipi d'intervento.

Sono ammissibili a contributo le spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 sugli interventi che si distinguono in due categorie. Da un lato ci sono i "trainanti o principali" relativi a isolamento termico, sostituzione d'impianti di climatizzazione invernale e interventi antisismici. Dall'altro quelli "aggiuntivi o trainati" con riferimento all'efficientamento energetico, installazione d'impianti solari fotovoltaici, infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici. Le attività poste in essere devono essere tali da migliorare le strutture di almeno due classi energetiche o, se non possibile, conseguire la classe energetica più alta.

Le spese ammissibili sono quelle effettivamente sostenute per la realizzazione dell'intervento (cioè relative all'acquisto di materiali, progettazione e spese professionali collegate ad esempio perizie, sopralluoghi, ispezioni), per il rilascio della documentazione tecnica da presentare per la cessione del credito ma anche quelle dovute per l'installazione di ponteggi, smaltimento materiali rimossi, iva non detraibile, imposte di bollo e diritti pagati per l'ottenimento dei titoli abitativi edilizi, tassa per occupazione del suolo pubblico.

Per accedere ai benefici, i soggetti interessati devono presentare diversi documenti durante l'iter procedurale, alcuni di semplice reperibilità altri per i quali si rende necessario l'intervento di tecnici abilitati.

Questi ultimi sono: l'attestazione di prestazione energetica, l'asseverazione di congruità spese/requisiti tecnici e il visto di conformità al termine di ogni stato avanzamento lavori.

Quanto segue, è ciò che esprime Cristina Zampolini, presidente di Gesticond (associazione di amministratori condominiali della provincia di Reggio Emilia): "Il comparto di norme da un lato è una grande opportunità ma nasconde anche delle insidie: ci sono tantissimi adempimenti e altrettanti controlli. Si rende quindi necessario incaricare un tecnico che faccia le verifiche preliminari ma anche accerti la regolarità edilizia urbanistica dell'immobile. Non sono, infatti, ammessi a contributo interventi realizzati su fabbricati gravati da abusi. Vale la pena sottolineare che le attività non sono esattamente a costo zero, infatti, ci sono alcuni tipi di opere – collegate alle agevolazioni delle quali si sta trattando - che non beneficiano del Superbonus 110%. Un grosso problema che si sta riscontrando è la scarsa disponibilità a concedere lo sconto in fattura da parte dei fornitori, pratica al momento di appannaggio solo delle aziende di grandi dimensioni. Aspetto questo che diventa rilevante per i cosiddetti "incapienti" ovvero quei soggetti che non hanno un importo di tasse da pagare tale da andare a compensare il beneficio del quale potrebbero beneficiare. Da rilevare inoltre che al momento non tutti gli istituti di credito sono già operativi per accogliere le richieste della clientela. Serve sicuramente molta oculatezza anche nella scelta del partner al quale appoggiarsi perché c'è veramente una notevole fioritura di "general contractor" che si rendono disponibili sul mercato dei quali è difficile esser certi circa la loro correttezza. C'è da ricordare poi un'altra cosa molto importante ovvero che i fabbricati che possono essere oggetto del Superbonus 110% sono anche le seconde case. Questa peculiarità rilevante è essenziale per spingere la riqualificazione estetica dei paesi e delle città e in quest'ottica si auspica sostegno anche da parte delle amministrazioni locali".

Francesco Spallanzani, presidente dell'ordine dei geometri di Reggio Emilia, così si esprime riguardo il comparto legislativo in esame: "È indubbiamente per la nostra professione un'ottima opportunità di lavoro dunque ci siamo immediatamente attivati per ciò che concerne gli aspetti formativi resi ancor più necessari dalla complessità della norma. Corsi e seminari sono stati d'aiuto ai tecnici per confrontarsi e dirimere i vari aspetti e le possibilità date dal legislatore. L'interesse del pubblico è veramente notevole sia da parte di privati che di condomini in forza delle ampie aspettative suscitate. Trattasi, infatti, di un'occasione unica per rigenerare con costi modestissimi se non nulli il patrimonio edilizio esistente che risale prevalentemente a svariati decenni fa. Sul territorio provinciale si riscontra una richiesta uniforme con diffusione omogenea sia in pianura sia in montagna così come in città e nei paesi. A fronte delle tante attese c'è tuttavia da rilevare ancora molta nebulosità. La materia è complessa quindi è fondamentale appoggiarsi a tecnici preparati. Vale la pena sottolineare che il rischio di non correttezza documentale comporta la perdita dei benefici. A oggi, siccome la norma non ha ancora concluso il suo iter, i cantieri partiti veramente sono molto pochi. Alla materia ci si deve approcciare con la massima serietà e ciò è dimostrato anche dal fatto che eventuali accertamenti potranno essere fatti dagli organi competenti per i successivi otto anni, quando invece per le altre pratiche il termine è di soli cinque anni. E' certamente più che comprensibile e condivisibile l'idea del legislatore di scongiurare ipotesi di "malpractice". Se da un lato è indiscutibile la valenza della norma sia dal punto di vista economico e finanziario che etico quindi con un più che mai necessario cambio di marcia per il futuro per l'approccio al costruire in modo moderno e con tecniche performanti dal punto di vista dei consumi energetici, è certo che i tempi per la realizzazione degli interventi sono molto stretti. Si confida dunque in una proroga di almeno di un paio d'anni. Giusto per fare un esempio certe tipologie di lavorazioni non sono attuabili in periodi dell'anno dove c'è troppo caldo o troppo freddo. Concludo sottolineando che la norma è molto complessa, la serie di documentazione richiesta è molto ampia e ciò pare non sia propriamente in linea con ciò che ci si poteva aspettare successivamente al Decreto Semplificazione".

Il corpo normativo risponde alle esigenze di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere, anzi preservando, la possibilità di farlo anche per le generazioni future armonizzando la crescita economica, l'inclusione sociale e tutelando l'ambiente.  In questo senso quindi è giustamente inserito tra quelle che si possono definire 'buone pratiche'. In un periodo di enormi sfide che coinvolgono la globalità, dare al singolo la possibilità di fare qualcosa nel proprio piccolo per combattere l'esaurimento delle risorse ambientali, ridurre gli impatti negativi del degrado ambientale e contenere il cambiamento climatico, è sicuramente da qualificare come motivante e stimolante. Se poi facendolo c'è la possibilità di contribuire anche individualmente a spingere l'economia in un momento a dir poco difficile la valenza acquista un valore ancora maggiore. La nostra epoca e l'agire dei singoli può diventare dunque un tempo di grandi opportunità che se colte possono propagare in modo esponenziale gli effetti dando notevole impulso al progresso della sostenibilità e quindi in ultima analisi garantire qualità di vita migliori per tutti.

(Maria Grazia Vasirani)

Francesco Spallanzani
Cristina Zampolini
 
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